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mercoledì 19 settembre 2018

St Mawr di D. H. Lawrence


di Mimma Zuffi 

Fra tutte le opere letterarie di David Herbert Lawrence - sia tra quelle poetiche, sia tra quelle narrative - St. Mawr, considerata da molti critici stranieri uno dei suoi capolavori, nel nostro Paese ha, finora, goduto di minor fortuna.
Scritto nel 1924, questo romanzo fu tradotto per la prima volta in italiano nel 1933 da Elio Vittorini con il titolo Il purosangue.
Personaggio chiave è St. Mawr, il cavallo dal quale emanava «una grande tristezza animale... Una strana atmosfera animale di tristezza [...] il dolore dell’umana indegnità». Questo splendido animale, «uno dei re della creazione, nell’ordine al di sotto dell’uomo, avrebbe trovato soddisfazione nel servire i coraggiosi, impavidi, forse crudeli uomini del passato, che avevano in loro una guizzante, nascente fiamma di nobiltà».


sabato 15 settembre 2018

EMOZIONI D’ISLANDA


 Di Roberta Spiti       
                                         

Semplice e un po’ scontato sarebbe citare la bellezza della natura incontaminata e generosa di spettacoli tanto diversi tra loro. Semplice e un po’ scontato sarebbe fare l’elenco di paesi e  di paesaggi che fanno attualmente dell’Islanda una meta “di moda” nonostante viaggiarvi non sia sempre comodo e facile.

Al rientro dal viaggio quello che rimane vivo non è solo il grande e maestoso fiordo (che compete con gli omologhi di Norvegia); non è il geyser che, con le dovute differenze, si può aver già visto a Pozzuoli o in Nuova Zelanda; non sono le aree coperte di lava (e l’Etna?) o i ghiacciai (le Alpi?) o le grandi cascate…

Quello che rimane dentro è la forza di quei paesaggi così veri perché ancora naturali, così vari da zona a zona, così diversi nell’arco di pochi chilometri. Dove la mano umana c’è, dove tutto funziona, tutto: dalla possibilità di fare il pieno di carburante nonostante per chilometri si possano incontrare solo steppe e qualche pecora, ai collegamenti internet, alla accogliente struttura alberghiera, alla cura e pulizia dei centri abitati.

La mano umana c’è ma non prevarica, non disturba: basti pensare che su una popolazione di 300.000 abitanti 200.000 circa risiedono a Reykjavik e i rimanenti 100.000 sono distribuiti su una superficie pari a un terzo dell’Italia.
Difficile perciò incontrare persone per la strada, auto lungo la via o agli incroci…semafori: forse un paio in tutto il ring che misura almeno 1500 km, facilmente raddoppiabili se la curiosità porta ad addentrarsi verso zone meno periferiche….

E allora ecco che cosa si porta a casa dall’Islanda: le emozioni.
Emozioni da paesaggi forti, da una natura  generosa e tiranna: in ampie zone le case non sono costruzioni ma prefabbricati facili da costruire, pronti da lasciare, sempre nell’attesa del  vulcano  che periodicamente riprende vita e distrugge tutto!

La bellezza del ghiaccio che si stacca dal ghiacciaio, scivola, si sposta, si colora di azzurro intenso e risplende andando verso il mare.

Emozioni dalle forme viventi: tante pecore, ma non grandi greggi (almeno nella stagione del solstizio): una pecora e 2 agnelli, ripetuti per 10,20, 50 volte, tranquilli a brucare; le pulcinelle di mare che guardano curiose, si alzano in volo, prima arrancando, poi più sicure per poi atterrare goffamente sulle zampe arancioni…e  guardarti di nuovo con la stessa curiosità.

Il sole “di mezzanotte”, la luce che non si spegne ma rimane, cambiando di intensità, a illuminare il paesaggio e a permettere di viaggiare fino a tarda ora senza accorgersi che la stanchezza aumenta…

Il vento teso, che con forza si contrappone e fa slittare  l’auto sullo sterrato, anche se l’auto è un pesante 4x4 di più di 5 metri!

E finalmente le cittadine ben tenute, che contano qualche decina di abitanti ….

Sono tutte emozioni, emozioni ravvicinate, emozioni forti principalmente create da una natura vigorosa che, fin dal tempo dei Vichinghi, si impone regolando il ritmo della vita umana


mercoledì 12 settembre 2018

Kashmir: un paese con due anime e... due capitali



Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Quando pensate al kashmir, cosa vi viene in mente? Credo che tutti pensino subito al morbido e prezioso tessuto, ricavato dal vello delle capre originarie delle alte montagne himalayane.  Se invece guardiamo un mappamondo, il  Kashmir è un’antichissima regione himalayana al confine tra il Pakistan e l’India. Spaccata tra i due diversi Stati fin dal 1947, la zona appartenente alla Confederazione Indiana, è denominata Jammu e Kashmir e, da un punto di vista amministrativo, comprende anche il Ladakh.

domenica 9 settembre 2018

Tristram Shandy: a Cock and Bull Story - seconda parte


(di Selene G. Rossi)
Tony Wilson mentre intervista Coogan
Palesemente attratto dall’assistente Jenney, Coogan abbandona la compagna e il figlioletto per provare la scena dell’utero gigante. Dopo essere stato calato all’interno dell’organo a testa in giù, e dopo essersi lamentato per la mancanza di spazio, scopre che il giorno in cui saranno effettuate le riprese, il problema sarà risolto facendolo recitare nudo. Imbarazzato all’idea di mostrarsi senza veli, l’attore propone che la scena sia girata in posizione normale per capovolgerla poi in fase di montaggio Ma, ancora una volta, le sue aspettative vengono frustrate e, appreso che Mark pretende l’assoluto realismo, Coogan risponde stizzito: «I’m a grown man talking to the camera in a fucking womb.»
L’azione si sposta all’interno della sala costumi dove la guerriglia psicologica tra Coogan e Brydon, già presentata all’inizio, prosegue assumendo sfumature sempre più cariche di ironia. Vera e propria primadonna, Coogan soffre soprattutto per lo “scottante” tema legato all’altezza del tacco:

sabato 8 settembre 2018

LA LANTERNA D’ORO - Nel giardino della Lanterna di Genova

(a cura di Mimma Zuffi)

Sabato 8 Settembre 2018 alle ore 21
Bambini e Ragazzi festeggiano gli 890 anni della Lanterna di Genova

In occasione degli 890 anni della Lanterna di Genova, Sabato 8 settembre 2018, nello splendido giardino della Lanterna di Genova, posto ai piedi del simbolo del capoluogo ligure, si svolgerà la finale della settima edizione del Concorso Canoro Nazionale per Bambini e Ragazzi La Lanterna D’oro.L’evento è organizzato da MAIA di Verdiano Vera (direttore responsabile del coordinamento generale e delle strategie del Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale di Milano) insieme all’Associazione di Promozione Sociale L’Alveare di Genova, e Italia Contest (Aggregatore di Contest Artistici Integrati nella musica) in collaborazione con la Fondazione Mario e Giorgio Labò e gli Amici della Lanterna di Genova, con il sostegno del Municipio Centro-Ovest di Genova, il contributo economico di Latte Tigullio - Centro Latte Rapallo e della Pasticceria Tagliafico, con il supporto tecnico dell'Accademia Musicale Lizard di Genova e della DNA Yamaha Music School di Savona.

Durante la serata dell’8 settembre si esibiranno sul palco 19 giovani cantanti. Al vincitore del concorso, sarà offerto un contratto discografico con l’etichetta discografica genovese Hive Records per la pubblicazione di un singolo.

mercoledì 5 settembre 2018

2DAYS PROG + 1 (Festival rock progressive) 7/8/9 Settembre 2018


(a cura di Mimma Zuffi)

2DAYS PROG + 1 (Festival rock progressive)
7/8/9 Settembre 2018
Ogni sera concerti a partire dalle ore 18:00
Piazzetta della Musica
VERUNO (NO)


La 10° edizione del festival internazionale musica rock progressive più importante a livello italiano ed uno tra i più importanti a livello mondiale, denominato 2DAYS PROG +1, ha fatto dire ai giornalisti specializzati nel settore la seguente espressione: “Una line-up da paura!!”

Non solo perché dopo il finale dello scorso anno con i Procol Harum quest’anno si replica con un’altra band ormai nel mito della musica, ossia i VANILLA FUDGE, che saranno sul palco di Veruno la domenica a chiudere l’edizione del decennale, ma perché tutte le band, storiche e giovani, sono le migliori espressioni di questo genere musicale attualmente. Non per nulla il titolo della manifestazione significa “il prog oggi”!

sabato 1 settembre 2018

Grido di guerra , di Wilbur Smith

(a cura di Mimma Zuffi)
Longanesi - pagg. 544 - € 22,00


Il Re dell’avventura torna con un nuovo romanzo del ciclo Courteney d’Africa.

La Seconda guerra mondiale e la follia nazista
vissute attraverso la storia di una nuova protagonista femminile.
                                   

Wilbur Smith torna con un nuovo romanzo della saga dei Courteney d’Africa, ambientato all’alba del secondo conflitto mondiale. Al centro della vicenda c’è Saffron Courteney, figlia di Leon, amato protagonista de Il destino del cacciatore.
A seguito della tragica morte della moglie, Leon si trova solo a occuparsi della figlia Saffron nel Kenya coloniale degli anni ’20. 

Neve nera, di Paul Lynch

(a cura di Mimma Zuffi)
66thand2nd - pagg. 280 - € 17,00


Donegal, estate 1945. Un maestoso incendio devasta la fattoria di Barnabas Kane, da poco tornato in Irlanda dopo anni di sacrifici e di duro lavoro a New York. Nel giro di pochi minuti l’uomo perde ogni cosa: la stalla, il bestiame in cui ha investito tutti i risparmi, e soprattutto l’amicizia di Matthew, un bracciante che si è lanciato nelle fiamme nel disperato tentativo di salvare gli animali. Rimasto solo con la sua famiglia e circondato dall’ostilità sussurrata dei paesani, che lo guardano con diffidenza per aver abbandonato la loro terra e lo ritengono responsabile della morte di un loro figlio, Barnabas è uno straniero in patria. 


Il cielo dopo di noi, di Silvia Zucca


(a cura di Mimma Zuffi)
Edizioni Nord - pagg. 468 - € 18,00
ebook € 7,99

Il nuovo romanzo dell’autrice di
guida astrologica per cuori infranti



Alberto, il padre di Miranda, è scomparso. Da dodici anni lei non ha contatti con la famiglia e quella notizia è come un fulmine in un cielo che si è sempre rifiutata di guardare e che, adesso, la chiama a sé con prepotenza. Così, frugando tra le carte del padre, trova una lettera datata 18 novembre 1944: è una lettera d'amore destinata alla nonna, Gemma. Ma chi è l'uomo che promette a Gemma di tornare da lei e da Alberto? Possibile che quel mistero sia collegato all'improvvisa scomparsa del padre? 

La grande Russia portatile, di Paolo Nori


(a cura di Mimma Zuffi)
Salani pagg. 264 - € 14,90

Si tratta di un libro molto speciale che, attraverso la voce unica di questo scrittore, racconta, dal suo punto di vista competente, appassionato, curioso e ironico, la Russia, cultura e lingua, attualità e mentalità, attraverso anni di viaggi, letture, traduzioni e disavventure. Un ritratto personalissimo, rapsodico, geniale, a base di letteratura e di vodka, e qualcos’altro 



«E una volta, era il ’93, era autunno, abitavo sulla prospettiva Grande dell’Isola Vasil’evskij,a Pietroburgo, per andare in biblioteca prendevo un filobus, tutte le mattine, il filobus numero 10, e una mattina, pioveva, son montato sul filobus che era pieno tranne che in un cerchio di un metro di diametro perché sul tetto del filobus, se così si può dire, in alto, c’era un buco;allora loro cosa avevano fatto, i russi? Avevano fatto un buco anche per terra, e l’acqua scorreva, e il filobus andava, e io, mi ricordo,
avevo pensato ‘Ecco, questa è la Russia’».


Viaggio sentimentale nel paese degli zar, dei soviet, dei nuovi ricchi e nella più bella letteratura del mondo