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Visualizzazione post con etichetta Cibus et cultura. Mostra tutti i post
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domenica 26 luglio 2026

NOI E LE ALTRE. STORIE DI DONNE CHE NON CHIEDONO PERMESSO A CURA DI VIVIANA E. GABRINI

 (a cura di Mimma Zuffi)



Esce per Calibano Editore "Noi e le altre. Storie di donne che non chiedono permesso", una ricca e coraggiosa antologia di racconti ideata e curata da Viviana E. Gabrini che riunisce ventisei voci femminili, diverse per generazione, stile narrativo, provenienza geografica e sensibilità artistica.

domenica 11 gennaio 2026

Armenia: dove anche le pietre hanno un’anima

 appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Un paese incastonato tra i monti del Caucaso, isolato da sempre ma da sempre unito nell’arcaica e profonda fede cristiana e nella fierezza della propria peculiarità, l’Armenia è un luogo dove il tempo si è fermato, o forse è solo più lento. Rallentato come rallenta il battito del cuore dopo una forte emozione, un’emozione che qui si chiama Genocidio. 
Perché è impossibile visitare l’Armenia senza prendere consapevolezza di quel che accadde novantanove anni fa. E’ una ferita aperta, sanguinante di un rosso vivo come le vesti dei monaci che ancora oggi popolano solitari monasteri, una sofferenza silenziosa che accompagna questo popolo austero e dignitoso.

Nel cerchio rosso l'Armenia














martedì 10 novembre 2020

Il Frisà-Bistro’ di Milano

 di Carlo Franza


Il Frisà-Bistro’ di Milano è al top, come ristorante giovane e creativo, di ricerca e di tendenza. Vera eccellenza del gusto che ha conquistato il titolo di Azienda dell’Anno 2020.


Il quartiere Isola a Milano, una volta quartiere popolare, è da qualche decennio luogo di gallerie d’arte, di studi di artisti, di celebrata movida milanese  e di  rinomatissimi  spazi legati al food.

giovedì 29 ottobre 2020

PARMIGIANO REGGIANO

 di Mimma Zuffi

Le origini

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio antico: già noto agli Etruschi, viene ricordato tra gli altri da Columella, Varrone, Plinio e Virgilio. Ma il primo che ne ha parlato estesamente è stato Boccaccio, nel 1350 circa. È il famoso passo del Decamerone in cui Maso descrive al credulo Calandrino le meraviglie di Bengodi: “Una montagna di formaggio Parmigiano grattugiato stano genti che niuna altra cosa facevan, che far maccheroni e ravioli”.

È il secolo in cui il Parmigiano  Reggiano entra nell’Olimpo dei grandi formaggi.

giovedì 11 luglio 2019

Cucinare in barca, di Roberto Pisani - illustrazioni di Tiziano Riverso


di Mimma Zuffi 
Edizioni Zem - € 14,00

Si sta sempre più avvicinando la stagione delle vacanze. Mare o montagna? Un viaggetto all'estero?
Qualunque sia la scelta vorrei presentarvi un libro con consigli, trucchi e ricette per cucinare in mare aperto.
Spesso navigazione e cucina non vanno d'accordo, ma seguendo piccoli suggerimenti si possono preparare cibi deliziosi e sani.
Il manuale do Roberto Pisani aiuta i gourmet amanti del mare a scoprire la "cucina dei naviganti" senza rinunciar alle gioie del palato.
Le regole di base della cucina in barca, simpaticamente illustrate dal cartoonist Tiziano Riverso: da come organizzare la cambusa a quali pentole usare, dalla selezione degli alimenti più sani all'abbinamento con i vini più adatti alla navigazione, dalla scelta dei metodi di cottura ai condimenti più leggeri e con un piccolo ricettario finale.

domenica 30 settembre 2018

LA PATATA: UNA COLTIVAZIONE ANTICHISSIMA


di Mimma Zuffi

La famiglia Incas è tutta al completo per coltivare le buone patate.
foto dal web
Poi i conquistadores  le portarono in Europa,attraverso oceani, leggende e superstizioni. E qui, Parmentier pensa un giorno di dare un pranzo…di patate.

Danno il meglio appena colte, ma si conservano bene al buio, al fresco (ma non al freddo) e con...qualche mela. E non è affatto vero che fanno ingrassare, sono invece ricche di vitamine e persino di proteine.

UN CONTADINO GALATTICO

I primi piantatori di patate furono certamente gli Incas. Di quella civiltà, tanto lontana e affascinante e tanto perduta, ci rimangono però alcuni reperti archeologici dove è raffigurato uno strano personaggio-simbolo, dall'aria quasi extraterrestre, che regge con una mano il mais e con l'altra dei tuberi con getti
disegno dal web
di foglioline:le patate, appunto. Già allora dunque una coltivazione, e anche ben organizzata; tra aprile e maggio gli uomini incas vangano e rimuovono il terreno, le donne dividono i tuberi, i bambini li piantano nella terra: la stessa situazione contadina che vediamo ancora ai giorni nostri. L'unico dubbio degli storici è circa il luogo della prima coltivazione. Gli altipiani della Colombia e della Bolivia, oppure la costa meridionale del Cile, in prossimità dell'isola di Chiloe? È certo, comunque, che all'epoca delle conquiste europee nel Nuovo Mondo la patata è razionalmente prodotta in coltura.  Nei loro libri di viaggio, gli esploratori ci parlano di certi tuberi bianchi, giali e rossi, chiamati (e così sono chiamati anche oggi) "papa". Gli scambi commerciali dei "conquistadores" portarono successivamente la patata prima in Messico e, poi, in quella zona dell'America che ora è denominata Virginia. In Europa, anzi in Spagna, arriva attorno alla seconda metà del 1500, ma come curiosità. Verso il 1560 la patata arriva anche in Italia, ma solo come pianta ornamentale: e, verso la fine del 1600, la chiameranno "tartufo" e…la daranno da mangiare ai porci.

TRA STORIA E LEGGENDA

L'Introduzione della patata negli altri paesi europei è avvolta da qualche mistero: si dice, per esempio, che in Irlanda arriva grazie a un naufragio. C'è invece chi afferma che la porta da Santa Fé, John Hawkins nel 1565. In Inghilterra si dice che sia il glorioso pirata della regina Elisabetta, Francis Drake, a notare, nelle isole lungo la costa cilena, la produzione di questo tubero, farne una buona provvista (assalendo e derubando anche le navi spagnole) e tornare in patria pieno di patate. Per altri l merito va tutto a sir Walter Raleigh,
Walter Raleigh
ammiraglio inglese che le "ruberà" agli indiani d'America qualche anno dopo. Ma il vero ce lo dice la Storia Botanica: la prima autentica descrizione scientifica va attribuita al botanico olandese Charles de Lècluse, meglio conosciuto con il nome di Clusio, che nel 1588, a Vienna, dove soggiorna, riceve due tuberi inviatigli dal governatore di MONS, accompagnati da un acquerello (il primo ritratto ufficiale della patata, oggi al Museo Plantin di Anversa). Il Clusio assaggia i tuberi, ne riconosce il sapore gradevole e vicino a quello delle rape e ne stende una minuziosa descrizione per la "Raziorum Plantarun Historia". La debuttante patata entra così nel mondo dei vegetali e con tanto di scheda.

UN CIBO DIABOLICO

Ma gli inizi non sono facili, anzi veramente difficili, e per le ragioni più disparate. Una tara di famiglia: nel gruppo delle Solanacee alcune, purtroppo, rivelano proprietà velenose e narcotizzanti. Secondo punto a sfavore: in quei tempi tutte le piante commestibili vengono coltivate per semina, mentre la patata si moltiplica per germinazione. Da qui il sospetto di proprietà diaboliche, avvalorate dalla "deformità" dei tuberi e dal crescere sottoterra. Si sconfina presto nel fanatismo e nella superstizione; la patata viene accusata di ermafroditismo, di provocare orribili malattie contagiose. Ufficialmente sottoposta a processo, viene riconosciuta colpevole e condannata al rogo. In Russia, nel XVIII secolo, i mugiki preferiscono morire di fame piuttosto che coltivare e mangiare patate.

ARRIVA FINALMENTE IL SUCCESSO

Ci pensano l'Illuminismo e le Nuove Scienze a spazzar via fanatismi e ignoranze: si scopre che la patata ha grandi possibilità per risolvere la difficile situazione alimentare. L'Irlanda è uno dei primi Paesi a entusiasmarsi e, quando la "doriflora", un dannosissimo coleottero, si abbatte su tutte le piantagioni, per il Paese è la fame. In Inghilterra nella patata si nasconde il segreto dell'elisir di lunga vita, soprattutto "…un quarto di questa radice farinosa renderà la birra più adatta  a prolungare la vita". I re di Prussia introducono la coltivazione con ogni mezzo, anche i più repressivi. In Francia, fu Parmentier a fare per la patata "una
Parmentier (foto dal web)
campagna pubblicitaria! Nato a Mondidier nel 1737, ventenne già farmacista, partecipa alla Guerra dei Sette Anni (
La guerra dei sette anni si svolse tra il 1756 e il 1763   e coinvolse le principali potenze europee dell'epoca. Gli opposti schieramenti vedevano da un lato l'alleanza composta da Regno di Gran Bretagna, Regno di Prussia, Elettorato di Hannover,   altri Stati minori della Germania nord-occidentale e, dal 1762, il  Regno del Portogallo, dall'altro lato la coalizione composta da Regno di Francia, Monarchia Asburgica, Sacro Romano Impero   (principalmente l'Elettorato di Sassonia, mentre il coinvolgimento degli altri Stati dell'impero fu minimo),Impero Russo, Svezia e, dal 1762, Spagna.   Francesi e britannici fecero anche ricorso a svariati alleati locali tra le popolazioni native dell'India e dell'America Settentrionale. )
Viene fatto prigioniero per ben cinque volte, ma nei campi nemici tedeschi incomincia a studiare e ad apprezzare il cibo "locale": la patata, appunto. Torna a Parigi e invia uno studio dettagliato sull'argomento all'Ufficio Centrale dell'Agricoltura e, contemporaneamente, prepara un banchetto speciale, tutto a base…di patate. Il re stesso è chiamato a giudicare e il successo è tale che il monarca e Maria Antonietta (che, come si sa, preferiva le brioches!!) adornano i loro merletti con i fiori di patata. Ma il popolo è restio ad abbandonare il buon pane bianco, e vede nella sostituzione con la patata un imbroglio dei nobili. Parmentier insiste, gioca sul fascino del proibito, mette guardie armate a curare i campi di tuberi come fossero un cibo rarissimo e gli agricoltori abboccano: di notte i soldati fingono di distrarsi e i furti di patate non si contano. I poveri rubano, seminano, mangiano, sicuri di aver messo finalmente le mani su un cibo aristocratico.

LO SAPEVATE CHE…

- In genere si usa dire "spirito di patata" per indicare un discorso privo di mordente. In realtà, dalla patata si ricava un alcol con cui gli Irlandesi facevno un whisky: il poteen.
- Se si allude a qualcuno dicendo che è "una patata" si fa cenno alla sua goffaggine.
- Gli inglesi definiscono "in vestaglia" o "in giacchetta" (tipico degli irlandesi) la cottura della patata con la buccia.
Jacket potatoes (Patate in giacchetta)
foto dal web


lunedì 14 maggio 2018

LE OLIVE: TUTTO INCOMINCIA…NELLA PREISTORIA


di Mimma Zuffi

Una colomba, un giorno, spicca il volo con un rametto di ulivo per dire agli uomini che il peggio è finito. Ulisse, con il legno, ne fa un letto indimenticabile. E grazie a qualche oliva Atena vince Poseidone e conquista l'Attica.

LA PACE DOPO IL DILUVIO

Ci sono molti dubbi circa la vera patria dell'olivo; forse la Siria, forse l'Asia Minore, forse la Palestina. Per  il "libro dei libri", la Bibbia, senz'altro è l'Armenia: da qui, infatti, un giorno una pacifica colomba spiccò un volo con un rametto d'ulivo nel becco: era finito il diluvio, Dio finalmente aveva fatto pace con l'Uomo! 


giovedì 21 dicembre 2017

Pronti ad affrontare le festività natalizie??

(dott.ssa Elena Palliotto)


Il Natale si sta avvicinando e mentre siamo indaffarati a cercare regali per le persone più care; inizia il periodo delle abbuffate, dei brindisi con amici, delle cene tra colleghi e soprattutto è il momento di alcuni dolci che… solo in questo mese ci concediamo!

Che cosa c'è di male? Nulla tranne quei chiletti di troppo che di solito ci ritroviamo dopo le feste.

In questo periodo infatti, mi capita spesso in studio di sentirmi dire:
Dott.ssa come faccio a non ingrassare durante le feste?
Come faccio a seguire il piano alimentare?

lunedì 13 giugno 2016

UNA MONTAGNA DI SAPORI

(A cura di Mimma Zuffi)
Folio Editore - pagg.160 - € 12,50

Oggi vogliamo presentarvi un libro di ricette straordinarie: UNA MONTAGNA DI SAPORI, di Anneliese Kompatscher e Tobias Schmalzl, offrendovi anche un dolce assaggio.
In tutte le stagioni l'Alto Adige offre, oltre alle bellezze naturali, anche una varietà notevole di prelibatezze culinarie. Se la cucina locale affonda le sue radici storiche nei ricettari contadini, non v'è dubbio che ai nostri giorni essa abbia saputo aprirsi ai sapori mediterranei e agli influssi dei paesi di lingua tedesca.
Pasta integrale con asparagi verdi, Schlutzkapfen, canederli di speck, porcini con il pecorino, canederli dolci alla prugna… il meglio della cucina dell'Alto Adige, sapiente compendio di culture gastronomiche.
È sufficiente dare uno sguardo all'Indice per trovare sicuramente un piatto che alletti il nostro palato: dagli antipasti caldi e freddi, ai primi piatti asciutti, alle minestre in brodo e zuppe, a carne e pesce, ai contorni, e per concludere a dolci e torte.
Grazie alla chiarezza delle istruzioni, arricchite dai consigli dello chef e da riferimenti ai prodotti regionali, anche i piatti più elaborati saranno alla portata del fornello di casa.

Anneliese Kompatscher - autrice di libri di cucina e fotografa - e Tobias Schmalzl - cuoco affermato - presentano una selezione di ricette del territorio, dandone un'interpretazione moderna e raffinata che privilegia l'impiego di ingredienti freschi locali.

Ecco a voi una deliziosa ricetta:

lunedì 2 maggio 2016

LE RICETTE DEL PAESE DI CUCCAGNA - OMAGGIO A NAPOLI

a cura di Sandra Romanelli


IL PAESE DI CUCCAGNA è un romanzo di Matilde Serao, pubblicato per la prima volta nel 1891 dall’Editore Treves di Milano. In esso sono descritti molti aspetti caratteristici della realtà partenopea che la Serao aveva tanto minuziosamente osservato: dall’accanimento del gioco del Lotto, spesso inizio di una inaspettata rovina finanziaria, alle credenze  del popolo, fino a citare le abitudini culinarie.  
Per tale ragione, questo libro può essere considerato un interessante documento  degli anni di fine Ottocento.

venerdì 1 aprile 2016

IL CIOCCOLATO

(a cura di Mimma Zuffi)


Che cosa fare per utilizzare le uova di Pasqua che avanzano, come tutti gli anni? Sua "maestà" il cioccolato merita un trattamento di riguardo.

Per non dover mai rinunziare al piacere di preparare (e mangiare) un dolce al cioccolato.

venerdì 18 marzo 2016

A CENA CON BABETTE

Morellini Editore
( www.morellinieditore.it )
(Mimma Zuffi)

«Se è vero che siamo ciò che mangiamo, io voglio mangiare solo cose buone", dice Rémy, un grazioso topino che si scopre grande chef nel ristorante "Gusteau's"»
Ratatouille

«Tu sei il burro sul mio pane, e il pane della mia vita», sussurra Paul Child alla moglie per San  Valentino.
Julie & Julia

Assaggiare le pellicole più golose  che il cinema ricordi, con abbinamenti enogastronomici insoliti e curiosi, non è affatto vietato. Lorenzo Bianciardi e Giovanni Pellicci, autori di "A cena con Babette", degustano per voi i film più deliziosi del grande cinema, proponendo una sequela di esperimenti da riproporre sulla vostra tavola.

lunedì 28 dicembre 2015

LA NUOVA DIETA VEGETARIANA DEGLI ITALIANI

(di Mimma Zuffi)

Il numero dei vegetariani è in costante crescita nei Paesi industrializzati, anche se le stime per l'Italia continuano a fornire dati altalenanti (vedi i vari rapporti Eurispes degli ultimi anni) ma i nutrizionisti e la classe medica in generale non sono ancora preparati di fronte alle richieste di questa crescente massa di persone.
A Voi l'esempio di un primo giorno di menu di base di dieta vegetariana:

giovedì 8 ottobre 2015

Letteratura e cucina

di Sandra Romanelli


"Natura morta con cacciagione",
da un dipinto di Frans Snyders
Le pennellate energiche e vigorose di questa natura morta del pittore fiammingo Frans Snyders (1579-1657) hanno qualcosa in comune con la personalità, altrettanto vigorosa, di un grande scrittore e drammaturgo francese, nato qualche secolo dopo Snyders, amante ed esperto di cucina, considerato dallo storico francese Jules Michelet (1798 – 1874) “una forza della natura”: Alexandre Dumas (1802-1870).
Oltre alle famosissime opere letterarie, egli ci ha tramandato gustose ricette, riguardanti sia la cacciagione sia un’enorme varietà di cibi, mostrandoci, in tal modo, la civiltà gastronomica di Francia. 

mercoledì 30 settembre 2015

Il caffé: una storia eccitante

di Mimma Zuffi

Fu l'arcangelo Gabriele che, per primo, l'offrì a Maometto affinché potesse superare la stanchezza di tante notti trascorse in preghiera, oppure fu un pastore, eremita e osservatore, a scoprire l'eccitante gusto del caffè? Resta il fatto che, da sempre, prepararlo è un rito, gustarlo un piacere.

giovedì 21 maggio 2015

Eros, cibi...e libri!

(di Tiziana Viganò)


Afrodita - Illustrazione di Robert Shekter
Sono tantissimi i libri sul cibo e questa selezione non vuole essere che una  mia scelta personale. 
Mi scuso con chi la troverà ristretta e magari banale, ma si sa, tutti i gusti sono gusti!
In quasi tutti i libri di questa prima parte il cibo non solo è metafora ma spesso protagonista.
Ricordiamo che Eros nel suo significato filosofico, va al di là della pura sessualità per rivestire simboli come la forza vitale che vivifica l’universo, la bellezza e la bontà, l’immortalità e il tramite tra una dimensione terrena e una spirituale. Allo stesso modo il cibo è trattato come un processo di magia, perché al di là di ogni reazione fisica e chimica, la trasformazione cui viene sottoposta la materia prima ha sempre alcunché di alchemico, che va oltre la materia, verso il soprannaturale: questo è dimostrato dal legame che ancora trattiene i nostri disincantati paesi occidentali ai miti antichi che hanno costruito nel tempo la nostra cultura.

martedì 7 aprile 2015

IL CUCCHIAIO ARCOBALENO

(a cura di Mimma Zuffi)

Da oggi inauguriamo la nuova rubrica "CIBUS ET CULTURA".
Non solo presentazione di libri sull'arte di cucinare e un assaggio di ricette, ma anche la storia di alcuni dei principali alimenti, la cucina nella letteratura e nel cinema.   Diamo il via regalandovi  il meglio delle preparazioni vegan dal mondo, per la prima volta presentate secondo una suddivisione cromatica e per aree geografiche, unendo i benefici della cromoterapia alla varietà delle cucine etniche.

I colori aiutano il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio, determinando effetti fisici e psichici in grado di stimolare le energie e calmare certi sintomi.