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mercoledì 2 aprile 2025

I colori del cielo

 

di Heiko H. Caimi


 

Sotto un cielo terso, color carta da zucchero, la vecchia signora Tamiko aspettava il tram numero cinque sulla banchina deserta. Il vento di marzo le sollevava il kimono leggero, e le sue mani rugose stringevano un piccolo ombrello rosso, chiuso. Le campane del tempio Suwa[1] suonavano in lontananza: rintocchi soffici, quasi ammutoliti dalle voci dei corvi.

Il tram non arrivava mai. Ma non importava.

Tamiko chiuse gli occhi e ascoltò. Un ticchettio di piccoli passi risuonò nel silenzio. Aprì gli occhi e vide un bambino scalzo, vestito con un yukata[2] di lino sbiadito. Non aveva ombra. Non sembrava avere peso. Eppure i suoi passi ticchettavano. Era lì.

«Obaasan[3], ti ricordi di me?» chiese il bambino.