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News

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lunedì 30 dicembre 2024

anno nuovo


  Mimma e i collaboratori di


sognaparole.blogspot.it

Vi augurano un sereno Anno Nuovo  

giovedì 26 dicembre 2024

L’ultimo viaggio di Walter , di Heiko H. Caimi

 



Walter Mac Mazzieri sedeva davanti alla grande finestra del suo studio, un bicchiere di vino rosso abbandonato accanto ai tubetti di colore aperti. L’odore denso di trementina riempiva l’aria, unito al profumo umido della notte che s’infilava dalla finestra socchiusa. Era una serata di primavera, e il suo ultimo lavoro, una grande tela dai toni accesi e inquietanti, riposava sul cavalletto, asciugandosi lentamente.

Negli ultimi mesi, qualcosa stava cambiando. L’epoca della fame ormai non era più che un’ombra nei suoi ricordi, ma ogni tanto gli tornavano in mente gli odori e i colori della terra aspra e contadina in cui era cresciuto. Aveva conosciuto fin da giovane le mani ruvide del lavoro e il peso delle parole di chi gli era più vicino. «L’arte non porta pane, Walter, porta solo altra fame», diceva suo padre, scettico di fronte ai primi schizzi che il ragazzo si ostinava a disegnare su pezzi di carta scovati chissà dove. «Solo col lavoro si crea qualcosa». «E non è lavoro, questo?», obiettava. «No, non è lavoro quello che si fa con la schiena diritta» sentenziava il genitore. Come un epitaffio.

martedì 24 dicembre 2024

Natale 2024

 



Mimma

 e sognaparole.blogspot.it


augurano a tutti i lettori

un FELICE NATALE

mercoledì 18 dicembre 2024

La speranza ha il volto di un bambino

 

di Antonio Torresin

Una donna che attende un figlio, un bambino che ancora non si vede, nascosto nel suo grembo, ma che è già capace di irradiare una luce di speranza, un dono già ricevuto anche se non ancora visto. Si spera in ciò che non si vede (Rm 8,24), ma che pure abita nel cuore, nel corpo, nei segni e nei germogli della vita che pulsa nella carne della storia. Dovremmo imparare a sperare così, stretti nel groviglio delle contraddizioni della vita ma non prigionieri del buio che ci avvolge. Due immagini possono aiutarci a cogliere questo coraggio della speranza. Sono due quadri di Klimt titolati appunto Speranza 1 e Speranza 2.


La donna che attende è posta in contrasto con le forze malefiche della morte, rappresentate dalle losche figure, collocate dietro la giovane donna incinta. La speranza della vita che contrappone alla morte. Nonostante tutto intorno a lei rappresenti il male e la morte, la donna nuda incinta sembra riuscire a mantenere una calma e una serenità imperturbabile perché sa fiduciosamente che presto nascerà una nuova vita, simbolo della speranza e del bene. Dentro di sé è fiduciosa per il rinnovamento che la nuova vita (il suo bambino) porterà nel mondo.

 

Ogni figlio che nasce, ancor prima di venire alla luce, porta con sé il dono certo di una speranza che rinnova il coraggio di vivere.

 

Papa Francesco sottolinea il carattere di dono, che fonda la speranza: «Sperare è attendere qualcosa che ci è già stato donato: la salvezza nell’amore eterno e infinito di Dio. Quell’amore, quella salvezza che danno sapore al nostro vivere e che costituiscono il cardine su cui il mondo rimane in piedi, nonostante tutte le malvagità e le nefandezze causate dai nostri peccati di uomini e di donne. Sperare, dunque, è accogliere questo regalo che Dio ogni giorno ci offre. Sperare è assaporare la meraviglia di essere amati, cercati, desiderati da un Dio che non si è rintanato nei suoi cieli impenetrabili ma si è fatto carne e sangue, storia e giorni, per condividere la nostra sorte.

 

 

lunedì 9 dicembre 2024

Profezia

 

Profezia, di Nivangio Siovara

 di Nivangio Siovara


   







            


           (Fotografia di Charly Gutmann)

«Vieni qui subito a vedere cosa!» esclamò la signora Cistra, più allarmata del solito. Ciò che fece accorrere immediatamente il marito fu quel tono insolitamente aspro: infatti non c’era, nella voce, quel fondo d’affettuosa preoccupazione di quando, ad esempio, lo invitava per mostrargli, tremante d’ansia ma percettibilmente fiera, fin dove era salito il gatto sul pino. Possibile che lo chiamasse solo perché vedesse il temporale che stava arrivando?
Coprendosi la bocca con le mani, lei disse:
«C’è uno di quelli, là fuori, che guarda la casa.»
«Ma cosa stai dicendo? Quali, quelli?»
«Uno di loro, uno di quelli che si vedono sempre al telegiornale… I disperati!»
«I… Mah. Fammi guardare.»
Il Signor Cistra si accostò alla moglie. Anche lui, pur controvoglia, cacciò gli occhi attraverso le fessure della tapparella. Sfiorato appena dal cono di luce d’un lampione poco lontano, un uomo di colore, accigliato, stava seduto sul bordo del marciapiede, a due passi dal cancello delimitante il passaggio che conduceva alla villa.
«È così scuro che quasi non lo si nota, ma io, ecco insomma… eccolo lì.»
«Ma come fai a vederlo così bene senza occhiali?»
«Eh, cosa ti posso dire… sarà la paura!»
«Beh, questa la dobbiamo suggerire al tuo oculista.»
«Non divagare! Lo vedi chi c’è laggiù, insomma?»
«Già, sì. Ma… beh… adesso cerchiamo di non agitarci troppo senza motivo, eh? È solo un po’ stanco, magari, si starà riposando un attimo. È possibile, no?»
«Ma cos’avranno da essere sempre così stanchi, questi? E poi mi verrai a dire che è per caso che s’è piazzato esattamente qui davanti. Da quando è zona di passaggio, questa? Per andare dove? Sta anche incominciando a piovere, che se ne torni a casa!»
«Si sarà perso. Insomma, è abbastanza ovvio che non sia di qua.»
«Ma certo! Cioè, tu praticamente mi stai dicendo che questo stamattina è uscito di casa, da casa sua nell’Africa Nera, profonda, scura… e stasera – un po’ stanchino – s’è venuto a perdere proprio qui. E poi perché, secondo te, continua a fissare in quel modo la nostra casa? Lo vedi anche tu, no? Non me lo sto mica sognando. Guarda come è attento, come la studia.»
«Sì, beh, c’è anche da dire che non c’è nient’altro nei dintorni. Cosa vuoi che guardi?»

mercoledì 4 dicembre 2024

Georges Simenon – La vedova Couderc

 

di Heiko H. Caimi


Il giovane Jean Passerat-Monneyeur, che potrebbe essere ricco ma ha disconosciuto la propria famiglia, esce di prigione, dove ha scontato la propria pena per omicidio. Vagabondando alla ricerca di un posto nel quale sentirsi a proprio agio, incontra alla fermata di un autobus la vedova Couderc, una donna matura che vive nella campagna del paesino di Saint-Amand-Montrond, vicino ad un canale. Qui trova il proprio rifugio e una sorta di tranquillità. Almeno fino a quando sulla sua strada si para l’affascinante Félicie, odiata nipote della vedova, che sarà causa scatenante di un piccolo ma letale inferno di provincia.

martedì 3 dicembre 2024

ANNA

 di Heiko H. Caimi


 

Anna si svegliò presto, come ogni giorno. La luce grigia di Milano filtrava attraverso la finestra della stanza condivisa che chiamava, con una punta di amara ironia, casa. Si stirò piano e raggiunse la cucina per farsi un caffè, attenta a non fare rumore: le sue coinquiline, Mara, Clara e Giulia, dormivano ancora. Era tornata a convivere, come ai tempi dell’università, ma senza la spensieratezza di allora. La convivenza a cinquant’anni non aveva nulla di romantico: era solo una misura disperata per sopravvivere agli affitti impossibili di una città che sembrava disprezzare chiunque non avesse un conto stellare in banca.

domenica 1 dicembre 2024

La ruota della vita

 di Mimma Zuffi 




L'alba. Lo stadio sembra, dall'alto, la costruzione  di un bimbo sulla sabbia, poi sono atterrita dalla grande ferita sulla montagna. Sulla dorsale si vedono colorarsi di rosa le case di un villaggio; alle spalle, giù sulla riva del mare, con tinte più dorate, un altro agglomerato di case, anch'esse vuote.  Scendo, cercando con occhi cauti di cogliere un segno di vita. Dove corre l'acqua sorgiva e s'abbeverava un gregge di capre dalle corna tortili e dal pelo nero che luccicava nella luce mattutina, zone di pascolo  anche nei tempi antichi, non vedo anima viva.