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giovedì 17 dicembre 2020

CANTO DI NATALE

a cura di Sandra Romanelli

 




 

Canto di Natale - Titolo originale: A Christmas Carol - è un romanzo breve dello scrittore britannico Charles John Huffam Dickens (Portsmouth 1812-Higham 1870), pubblicato nel dicembre 1843. Uscì proprio nel periodo natalizio, con le illustrazioni di John Leech (Londra 1917-1864), riscuotendo subito un grandissimo successo.

Perché ricordare oggi questo capolavoro letterario? Le risposte sono tante.


La prima nasce da una domanda che in questo periodo ci siamo fatti spesso. Come sarà quest'anno il Natale? Ce lo chiediamo perché non sappiamo ancora se l'attuale nemico invisibile, il virus Covid 19, che  opprime il mondo intero, ci concederà  dei giorni di tregua.

Di certo lo speriamo, ma non riuscendo a rispondere con certezza a questo interrogativo, cerchiamo di andare con la memoria alle feste del passato, ai giorni festosi che precedevano questa ricorrenza.

Canto di Natale di Dickens mi riporta ai tempi lontani della mia infanzia e adolescenza, quando l'albero di Natale, con le sue palline  luccicanti, trasformava ogni casa, rendendola più colorata e accogliente.   Un  lungo filo di luci a intermittenza circondava i rami dell'albero come un abbraccio e, a me bambina, infondeva un senso di stupore e calore.

E poi c'era il presepe. Ogni anno si aggiungevano una o più statuine a quelle dell'anno precedente. La scelta delle nuove non era semplice, perché quelle in vendita  erano, ogni anno, più belle.  C'era chi realizzava il laghetto con la carta stagnola e per fare il cielo si usava una carta blu piena di stelline. E  quanta gioia nel prepararlo!

Le visite alle persone amiche del vicinato, per scambiarci gli auguri, rappresentavano un momento molto piacevole di condivisione delle feste. Ogni famiglia mostrava la realizzazione del proprio albero e/o del presepio; questo rito faceva parte del clima di gioia, di abbracci e sorrisi che questa festa infondeva.

Le strade risplendevano come in nessun altro periodo dell'anno di luci e colori. La gente, imbacuccata per il freddo, seppur frettolosa, mi appariva più gentile del solito.

Nelle loro case i bambini preparavano la letterina di Natale per richiedere i doni. Per quanto mi riguarda, ricordo che, come per magia, arrivavano tutti puntualmente. Solitamente non formulavo grandi richieste, forse per questo tra i regali c'erano sempre piacevoli sorprese in più.

Sapevo che Babbo Natale era particolarmente generoso riguardo ai libri. Insieme  ai vari doni, non mancavano mai uno o più libri. Per questo motivo se avevo un titolo o un autore prediletto, mi affrettavo a segnalarlo nella letterina.

 In uno di quei lontani Natali trovai, in mezzo ai pacchi colorati dei doni, Canto di Natale di Charles Dickens, uno scrittore da me tanto amato, soprattutto negli anni dell'adolescenza.


Infatti, avevo gradito molto i precedenti libri di questo autore: Oliver Twist, La piccola Dorrit ma, primo fra tutti, David Copperfield, senza dubbio il mio preferito. Mi aveva commossa molto la lettura delle disavventure del giovane protagonista, procurandomi lacrime sincere e mi aveva avvinto così tanto, da tornare a rileggere spesso alcuni capitoli indimenticabili.

 

Trovai il libro Canto di Natale tra i pacchetti da scartare, in un inverno molto freddo, ma non come quello che Dickens descrive in questo racconto; infatti non ha eguali l'atmosfera che l'autore ha saputo creare, dipingendo la Londra dell'epoca vittoriana, gelida, avvolta nella nebbia, fatta di botteghe e di vicoli oscuri e maleodoranti, di edifici fatiscenti e di gente povera e malvestita, pronta a riscaldarsi le mani davanti al fuoco di un braciere acceso.

 Dalla Prima Strofa di Canto di Natale:

 Gli orologi del vicinato avevano battuto le tre, ma era già quasi notte, se pure il giorno c'era stato...

Intanto la nebbia e le tenebre si facevano così fitte che degli uomini armati di torce correvano per le vie, profferendosi a far da guide alle carrozze. La vecchia torre di una chiesa, la cui campana arcigna pareva guardare a Scrooge dall'alto della sua finestra gotica, divenne invisibile e prese a suonare le ore e i quarti nelle nuvole con un certo prolungato tremolio come se i denti le battessero. Il freddo infierì. Alla cantonata alcuni operai, intenti a restaurare i tubi del gas, avevano acceso un gran fuoco in un braciere, e intorno a questo una mano di uomini e di ragazzi cenciosi s'era raccolta: si scaldavano le mani e battevano le palpebre alla fiamma, beati. La fontanina, abbandonata a sé stessa, s'incoronava malinconicamente di ghiacci. I lumi delle botteghe, dove i ramoscelli di agrifoglio crepitavano al calore delle fiamme, facevano rosseggiare le facce pallide dei passanti.” 

 

Pure l'abitazione di Ebenezer Scrooge, il personaggio principale, è immersa, come tutto il resto, in questo pesante clima invernale:

 

He lived in chambers which had once belonged to his deceased partner. The fog and frost so hung about the black old gateway of the house, that it seemed as if the Genius of the Weather sat in mournful meditation on the threshold.”

 Abitava in un vecchio e bieco caseggiato, una sfilata di stanze, già un tempo proprietà del suo socio defunto. La nebbia e il gelo aleggiavano così tanto davanti alla porta scura della casa, da far credere che il Genio del Tempo stesse lì a sedere sulla soglia, assorto in una lugubre meditazione.”

 Ebenezer Scrooge è una sorta di Paperon de' Paperoni. Non a caso il nome che Walt Disney decise di dare a zio Paperone, nella sua fortunata serie di fumetti, fu Uncle Scrooge, ispirandosi proprio al vecchio avaro del racconto di Dickens.

 Ma proviamo a ricordare la fantastica trama di “A Christmas Carol”.

 

Il racconto inizia proprio la vigilia di Natale. In quella notte a Scrooge appare il fantasma del suo defunto socio in affari, Jacob Marley, il quale lo ammonisce per i suoi cattivi comportamenti e lo esorta a cambiare vita. Inoltre, lo avverte che verranno a fargli visita tre fantasmi e più precisamente: lo spirito del Natale  Passato, quello del Presente e quello del Futuro.

 


                         Scrooge e il fantasma di Marley- Illustrazione di John Leech

                                             

Con ciascuno di loro Scrooge inizierà un viaggio che gli farà comprendere come lui è cambiato nel corso degli anni, fino a diventare un uomo avaro e indifferente a tutto. Alla fine scoprirà cosa gli potrà accadere in futuro se continuerà a rimanere attaccato alla sua cassaforte, tirchio, insensibile, privo di un solo gesto di generosità verso le persone che lo circondano.

Dopo la visita di questi tre fantasmi, spiriti del Natale del Passato, del Presente e del Futuro, Scrooge deciderà di cambiare vita.

Ecco allora che per quest'uomo, scorbutico e scuro, con un perenne gelo interiore, dominato da un'unica passione, quella per i soldi, comincerà la conversione.

    Lo Spirito del Natale Passato si presenta come una figura luminosa che lui vorrebbe scacciare perché gli fa rivedere le cose belle che ha vissuto, le persone che lo hanno amato, ma anche gli errori e le sofferenze che la vita gli ha procurato e tutti questi ricordi inizieranno a scaldare quel suo cuore gelido, di pietra.

 Lo  Spirito del Natale Presente gli si mostra come un gigante dall'aria allegra. Indossa una veste verde orlata di pelliccia bianca,    in testa porta una corona di agrifoglio in mano ha una torcia a forma di cornucopia.

 

Lo Spirito del Natale Presente- Illustrazione di John Leech

 

Lui rinfaccia a Scrooge vari momenti di quella stessa giornata di vigilia: il rifiuto fatto al nipote di condividere la festa di Natale con la famiglia: ”Bah! again; and followed it up with "Humbug.”; le sue sprezzanti frasi sulla sovrappopolazione, dette a due gentiluomini venuti nel suo ufficio per richiedere un contributo di beneficenza per i poveri, con la sua sgradevole risposta finale: “It's not my business!”; la monetina rifiutata per strada a un ragazzino; il dialogo con il suo impiegato, il povero Bob Cratchit, che gli chiede un giorno di vacanza per trascorrere il Natale con la propria famiglia; sono tutte azioni che lo mettono davanti ai suoi errori, facendogli sentire la sofferenza per i suoi cinici e scorbutici comportamenti.

 

Il terzo Spirito, quello del Futuro è il colpo di scena finale più forte. Dalla Quarta Strofa:

 

The Phantom slowly, gravely, silently, approached. When it came near him, Scrooge bent down upon his knee; for in the very air through which this Spirit moved it seemed to scatter gloom and mystery.”


Lento, grave, silenzioso, il fantasma si accostò. Scrooge, nel vederselo davanti, cadde in ginocchio, perché in verità questo Spirito era circonfuso di ombra e di mistero”.

A Scrooge appare uno scheletro con un lungo mantello nero che gli punta contro l'indice della sua mano scheletrita, senza dire nulla. A parlare, in realtà, sono altri personaggi: uomini che commentano con ironia la morte del loro socio in affari e i dipendenti che parlano con derisione del loro datore di lavoro. Lo scheletro lo conduce poi in un cimitero dove gli indica una lapide che porta il suo nome.

 

Colpito dalla visita dei tre fantasmi e profondamente turbato dall'ultimo, Scrooge si risveglia al mattino con il proposito di cambiare il suo comportamento e si affretta a compiere quei gesti di beneficenza e gentilezza che il giorno precedente aveva rifiutato con durezza.

 


Prima edizione inglese di Canto di Natale illustrata da John Leech

 

Charles Dickens, scrisse altri quattro romanzi sul Natale: "Le campane", "Il grillo del focolare", "La battaglia per la vita", "Lo stregato e il patto col fantasma". Sono tutte storie per grandi e bambini che ci fanno percepire il sentimento poetico e la magia che esprime il Natale.

Dickens fu uno scrittore molto prolifico ed è considerato uno dei più grandi autori inglesi dell'Ottocento.  Il suo primo romanzo “Il circolo Pickwick” (1936) di genere umoristico, riscosse un enorme successo sia in patria, sia negli Stati Uniti. Si narrano le avventure del Signor Pickwick e del suo servitore Sam Weller e vi è descritta un'Inghilterra garbata e cordiale. 

Le opere successive, invece,  sono spesso ambientate nella Londra dell'epoca vittoriana, durante la Rivoluzione industriale inglese, con i problemi sociali, il suo sistema legale e i suoi ospizi per indigenti (Legge sui Poveri 1834). In esse, Dickens mette grande attenzione verso i quartieri più  disagiati e malfamati della città, dove regna la miseria, il crimine, la prostituzione e lo sfruttamento del lavoro minorile.


       Charles Dickens

Lo stesso Dickens, all'età di dodici anni fu costretto a lavorare, per dieci ore al giorno, in una fabbrica di lucido per scarpe, poiché suo padre, arrestato per debiti, finì nel famoso carcere di Marshalsea. Traumatizzato dall'esperienza di quel triste periodo, più tardi prese spunto da quella vicenda personale per scrivere molti dei suoi romanzi, tra cui  La piccola Dorrit.

 

Grazie  ai temi trattati di denuncia sociale, i romanzi di Dickens hanno riscosso una grande popolarità a livello mondiale.                      

La critica letteraria è d'accordo nell'affermare che la sua scrittura unisce due correnti specifiche che segnarono i romanzi dell'Ottocento: quella del romanzo picaresco e quella del genere sentimentale.

Ricordiamo che della corrente picaresca fanno parte le opere di Daniel Defoe, (1660-1731)- prima fra tutte Moll Flanders - autore di cui Dickens fu un appassionato lettore (tra le sue opere più belle e indimenticabili emerge il romanzo d'avventura Robinson Crusoe) e Henry Fielding (1707- 1754), autore di Tom Jones).

La miriade di personaggi che Dickens descrive, appartiene a diverse classi sociali; a volte essi hanno risvolti comici e grotteschi, più spesso sono vittime di ingiustizie costrette a sopportare grandi difficoltà e sofferenze, ma alla fine, nella lotta tra Bene e Male,  nelle opere di Dickens è sempre il Bene a vincere ed essi riescono a salvarsi e a realizzare i loro sogni.

I romanzi di Dickens hanno avuto molte versioni cinematografiche e televisive. Desidero ricordarne alcune tra quelle di maggior successo:

- Oliver Twist (2005), regia di Roman Polanski.

- A Christmas Carol (2009), regia di Robert Zemeckis, prodotto dalla Disney Pictures, versione in 3D girato con la tecnica del motion capture (cattura del movimento).

Impossibile non ricordare David Copperfield, uno sceneggiato Rai di grande successo, diretto da Anton Giulio Majano, trasmesso in Italia dal dicembre 1965 a febbraio 1966 e replicato più volte. Tra gli interpreti vi furono attori di grande spessore, per citarne alcuni: da Roberto Chevalier a Giancarlo Giannini, da Laura Efrikian ad Annamaria Guarnieri, da Wanda Capodaglio a Ubaldo Lay; vi prese parte anche una giovanissima Daniela Goggi.

 


                                               A Christmas Carol
dal film di Robert Zemeckis

 

Il famoso Canto di Natale di Charles Dickens (titolato Racconto di Natale) è stato letto da Ferdinando Bruni e illustrato con i suoi stessi disegni per uno spettacolo andato in scena nelle passate stagioni al Teatro Elfo Puccini di Milano.

Fino al 31 dicembre, alle ore 18, lo spettacolo è disponibile gratuitamente sul sito dell'Elfo www.elfo.org. È un dono del Teatro Elfo ai suoi spettatori, un modo per apprezzare un'opera indimenticabile e mantenere vivo, anche in questo periodo di chiusura, quel filo rosso che ci unisce al Teatro. 



6 commenti:

  1. Grazie Sandrina, lavoro bellissimo. Ha risvegliato pure a me le emozioni della mia infanzia e adolescenza. I ricordi dei Natali trascorsi con la mia famiglia si sono susseguiti uno sull'altro come un caleidoscopio di luci, di allegria e di amore. Anche se questo è un Natale minimale, la ricchezza che abbiamo dentro di noi lo renderà comunque speciale!
    Bravissima Sandrina e grazie. Ida

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    1. Sono d'accordo. La bellezza del Natale unisce tutti e porta a ricordare Dickens, un autore che ha magnificato questa festa, rivelandoci che, nonostante le difficoltà, la gioia più grande è la ricchezza e la generosità dell'anima. Grazie, Ida, del tuo bellissimo e incoraggiante commento.
      Sandra

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  2. Cara Sandra, ho gustato l'articolo. Mi hai fatto rivivere i Natali della mia infanzia e adolescenza, anche per me fra i doni c'era sempre un libro. Nel pomeriggio di Natale tutta la mia famiglia si sedeva intorno al tavolo e a turno leggevamo ad alta voce il libro ricevuto; mia mamma era la migliore nella lettura. Così trascorrevamo il Natale, in casa ma con la mente in un mondo fantastico. Auguri di Buon Natale e un Felice Anno Nuovo con la speranza che sia migliore del 2020.
    Franca

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    1. Che bello, Franca, questo ricordo dei tuoi Natali!
      Immagino con piacere tutta la tua famiglia attorno al tavolo, con uno splendido libro da leggere. Meravigliosa tua madre che, grazie alla sua bravura, riusciva a catturare la vostra attenzione e a condurvi per un sentiero stupendo. Un Natale così, arricchiva la vostra anima e nutriva la vostra mente. Grazie, Franca, per gli auguri che ricambio con tutto il cuore.
      Sandra

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  3. Cara Sandra, Hai saputo veramente cogliere lo spirito del Natale che, ora, purtroppo, si è trasformato, e in alcuni casi è scomparso.
    M.

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    1. Grazie, cara. Mi auguro che lo spirito del Natale possa tornare a infonderci la sua essenza, fatta di generosità, verità e amore.
      Sandra

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