di Alessia Ghisi Migliari
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| Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikovsky) |
L’anima ha stagioni – perché vive cicli e momenti diversi.
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di Alessia Ghisi Migliari
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| Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikovsky) |
(a cura di Mimma Zuffi)
GIADA o Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Fondazione Corrente ha dedicato una mostra ad Achille Guzzardella (Milano 1955), la cui formazione è legata
all’attività degli intellettuali che fecero parte di Corrente; il suo percorso
artistico fa comprendere la persistenza della lezione di questi maestri nella
cultura milanese in un arco temporale che si estende ben oltre gli anni del
dopoguerra, arrivando fino alla contemporaneità.
Le sculture di Guzzardella testimoniano il suo essere un trait d’union e la grande tradizione ritrattistica a cavallo tra l’otto e il novecento, da Vincenzo Gemito a Medardo Rosso, polarità che rappresentano una scelta di libertà espressiva e di attenzione ai valori dell’uomo. Si tratta di un’eredità già raccolta dagli scultori vicini all’ambiente culturale di Corrente, Giacomo Manzù, Marino Marini, Giovanni Paganin e Sandro Cherchi.
(a cura di Mimma Zuffi e Giovanna Rotondo)
Abbiamo voluto informarVi di questo eccezionale evento con qualche giorno di anticipo per darVi il tempo di organizzare il 30 settembre
Un evento che ricorderà ORLANDO SORA, pittore e musicista di grande talento, nella Chiesa di San Giuseppe al Caleotto di Lecco, dove Sora ha dipinto “Il Giorno del Giudizio”, un affresco mirabile, un’opera d’arte degna di Giotto e Masaccio, i suoi Maestri.
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Bello e completo l’articolo di Silvia Golfari sulla serata all’auditorium di Galbiate, dove, nonostante una pioggia da Diluvio Universale, è venuta parecchia gente.



(a cura di Mimma Zuffi)
Dal 10 giugno al 20 luglio 2023, presso il Palazzo Ducale del Gattopardo (via C. Marx 7 – 92020 Palma di Montechiaro, AG) si svolgerà la mostra “L’Alchimia della Crisalide”, di Selene Bozzato, a cura di Giammarco Puntelli.
“L’Alchimia della Crisalide” è un gruppo di opere che nasce dalla parte più scura e profonda dell’anima. Sono tutte composte da materiali che compongono e caratterizzano la vita. Le parole, i suoni, si mescolano alla vita quotidiana e alla sua confusione. Ci portano in un luogo scuro, dove la luce è radente. un vicolo imprecisato dell’anima dove tutto può ridursi in spazzatura. È lì che il dolore dell’anima, la paura, la parte più nascosta di noi si trasforma in una sostanza organica che, con le sue connessioni neuronali, con le sue forme quasi cellulari avvolge la mente e la conducono quasi ipnotizzandola in fondo a quel vicolo. Ed è lì, in fondo al quel vicolo che avviene L’Alchimia della Crisalide, dove l’anima in uno stadio di quiescenza, attraversa una fase di impotenza e disintegrazione, per poter rinascere nella sua forma più maestosa. È il luogo in cui l’anima amplia il regno spirituale della luce attraverso il trattamento del mondo oscuro della materia.
di Vincenzo Zaccone
Lucian Freud – L’arte alienata e abusante
Ho visto di recente le
locandine di una mostra alla National Gallery – una mostra che sono andato a
vedere perché in quelle locandine c’era qualcosa che mi appariva affascinante e
al tempo stesso disturbante. Non conoscevo nulla dell’artista, ma il suo
cognome è molto famoso: Lucian Freud, nipote del celeberrimo psicoanalista.
Le mostre, spesso, sono
suddivise in sezioni, per tematiche, e queste seguono, più o meno, un ordine
cronologico. A me è parso che i temi fossero principalmente due che hanno a che
fare con l’alienazione e l’abuso…
1.
Un’arte introspettiva e
alienata
In questi quadri gli
occhi dei protagonisti giocano un ruolo di rilievo: possono essere grandi,
socchiusi, sporgenti, ma in ogni caso sempre stanchi, vinti, spettatori non partecipanti
di uno scenario che si dispiega lì davanti, ma non ai nostri occhi.
Nel quadro “John Minton”
un uomo è ritratto con occhi grandi, sporgenti e anche ingombranti nella totalità
del suo volto; un volto scarno, emaciato. E se gli occhi sono lo specchio
dell’anima, qui pare che l’anima dell’uomo, atterrita, abbia avuto la meglio
sul corpo, prevaricando e riempiendo gli spazi più di quanto faccia il corpo
stesso.
John Minton
Di Giovanna Rotondo Stuart
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| "I mangiatori di patate" |
Di Alessia Ghisi Migliari
Vogliamo riproporvi un interessante saggio scritto dalla nostra Alessia Ghisi Migliari.
GIORGIO DE CHIRICO
(10 luglio 1888 – 20 novembre 1978)
Nato il 10 luglio 1888 a Volos in Tessaglia, dove il
padre ingegnere si era trasferito per seguire la costruzione di una ferrovia,
Giorgio De Chirico trascorre l’infanzia in Grecia con la sorella Adele, morta
giovanissima, il fratello Andrea, letterato, musicista e pittore egli stesso,
che diverrà famoso con lo pseudonimo di
Alberto Savinio.
Di famiglia agiata e colta, il giovane Giorgio viene
mandato allo scoppio della guerra greco-turca del ’97 a studiare all’Accademia
di Atene. Insieme al fratello Andrea impara a suonare il violoncello e prende
lezioni private d’italiano e storia, mentre le prime lezioni di disegno gli
erano state impartite da un dipendente del padre, di nome Mavrudis.
(a cura di Mimma Zuffi)
di Mimma Zuffi
Giacomo Manzù nacque il 22 dicembre 1908 a Bergamo, da una famiglia molto povera e religiosa, undicesimo di dodici fratelli.Il padre, calzolaio, era
anche sagrestano e custode della chiesa delle monache di Sant’Alessandro in
Colonna; religiosità unita alla schietta semplicità popolare influenzeranno il carattere del
giovane Giacomo. Il suo vero cognome, Manzoni, attraverso la deformazione
dialettale bergamasca si trasforma in Manzù.
L’infanzia di quello che
diventerà uno dei più importanti e famosi scultori del Novecento è alquanto
dura.
Lasciati gli studi in terza
elementare, per raggranellare qualche soldo, entra nella bottega di un
decoratore che, accortosi del suo gusto per la scultura, gli affida piccoli
lavori di stuccatura e intaglio
A sette anni realizza le sue
prime scultura, una sirena e un leone per cui prende a modello il gatto di casa.
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| Autoritratto di Picasso a 90 anni |
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Autoritratto di Picasso
a 19 anni
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