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Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
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domenica 28 dicembre 2025

Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikovsky), di Alessia Ghisi Migliari

 di Alessia Ghisi Migliari  


Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikovsky)

L’anima ha stagioni – perché vive cicli e momenti diversi.

E ci sono stati numerosi artisti – davvero molti – che hanno provato per tutta la vita il devastante alternarsi di queste fasi della mente, senza riposo.
Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikovsky), cosa non originale, ha pagato la sua rara creatività e la sua preziosa ispirazione con un’esistenza spesso infelice e infine per lo più drammatica, allungando inoltre la schiera di quegli egregi nomi d’arte che hanno provato in giovane età la tragedia della perdita di un genitore (per quanto cosa non rara, in un’epoca che non aveva ancora le conoscenze mediche di oggi).

giovedì 29 maggio 2025

Achille Guzzardella

 (a cura di Mimma Zuffi)

   


                                                                                GIADA o                                                                                                                                                        Verrà la morte e avrà i tuoi   occhi                                                                                                                                                       



Fondazione Corrente ha dedicato una mostra ad Achille Guzzardella (Milano 1955), la cui formazione è legata all’attività degli intellettuali che fecero parte di Corrente; il suo percorso artistico fa comprendere la persistenza della lezione di questi maestri nella cultura milanese in un arco temporale che si estende ben oltre gli anni del dopoguerra, arrivando fino alla contemporaneità. 

Le sculture di Guzzardella testimoniano il suo essere un trait d’union e la grande tradizione ritrattistica a cavallo tra l’otto e il novecento, da Vincenzo Gemito a Medardo Rosso, polarità che rappresentano una scelta di libertà espressiva e di attenzione ai valori dell’uomo. Si tratta di un’eredità già raccolta dagli scultori vicini all’ambiente culturale di Corrente, Giacomo Manzù, Marino Marini, Giovanni Paganin e Sandro Cherchi. 

                                                                                                                              

mercoledì 27 settembre 2023

Orlando Sora oltre la pittura

 (a cura di Mimma Zuffi e Giovanna Rotondo)


Abbiamo voluto informarVi di questo eccezionale evento con qualche giorno di anticipo per darVi il tempo di organizzare il 30 settembre



Un evento che ricorderà ORLANDO SORA, pittore e musicista di grande talento, nella Chiesa di San Giuseppe al Caleotto di Lecco, dove Sora ha dipinto “Il Giorno del Giudizio”, un affresco mirabile, un’opera d’arte degna di Giotto e Masaccio, i suoi Maestri.


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La Provincia, un bell’articolo di Silvia Golfari

Bello e completo l’articolo di Silvia Golfari sulla serata all’auditorium di Galbiate, dove, nonostante una pioggia da Diluvio Universale, è venuta parecchia gente.

 

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venerdì 9 giugno 2023

L'Alchimia della crisalide

 (a cura di Mimma Zuffi)




Dal 10 giugno al 20 luglio 2023, presso il Palazzo Ducale del Gattopardo (via C. Marx 7 – 92020 Palma di Montechiaro, AG) si svolgerà la mostra “L’Alchimia della Crisalide”, di Selene Bozzato,  a cura di Giammarco Puntelli.

“L’Alchimia della Crisalide” è un gruppo di opere che nasce dalla parte più scura e profonda dell’anima. Sono tutte composte da materiali che compongono e caratterizzano la vita. Le parole, i suoni, si mescolano alla vita quotidiana e alla sua confusione. Ci portano in un luogo scuro, dove la luce è radente. un vicolo imprecisato dell’anima dove tutto può ridursi in spazzatura. È lì che il dolore dell’anima, la paura, la parte più nascosta di noi si trasforma in una sostanza organica che, con le sue connessioni neuronali, con le sue forme quasi cellulari avvolge la mente e la conducono quasi ipnotizzandola in fondo a quel vicolo. Ed è lì, in fondo al quel vicolo che avviene L’Alchimia della Crisalide, dove l’anima in uno stadio di quiescenza, attraversa una fase di impotenza e disintegrazione, per poter rinascere nella sua forma più maestosa. È il luogo in cui l’anima amplia il regno spirituale della luce attraverso il trattamento del mondo oscuro della materia.

domenica 12 marzo 2023

Lucian Freud - L'arte alienata e abusante, di Vincenzo Zaccone

 di Vincenzo Zaccone

Lucian Freud – L’arte alienata e abusante

Ho visto di recente le locandine di una mostra alla National Gallery – una mostra che sono andato a vedere perché in quelle locandine c’era qualcosa che mi appariva affascinante e al tempo stesso disturbante. Non conoscevo nulla dell’artista, ma il suo cognome è molto famoso: Lucian Freud, nipote del celeberrimo psicoanalista.

Le mostre, spesso, sono suddivise in sezioni, per tematiche, e queste seguono, più o meno, un ordine cronologico. A me è parso che i temi fossero principalmente due che hanno a che fare con l’alienazione e l’abuso…

1.    Un’arte introspettiva e alienata

In questi quadri gli occhi dei protagonisti giocano un ruolo di rilievo: possono essere grandi, socchiusi, sporgenti, ma in ogni caso sempre stanchi, vinti, spettatori non partecipanti di uno scenario che si dispiega lì davanti, ma non ai nostri occhi.  

Nel quadro “John Minton” un uomo è ritratto con occhi grandi, sporgenti e anche ingombranti nella totalità del suo volto; un volto scarno, emaciato. E se gli occhi sono lo specchio dell’anima, qui pare che l’anima dell’uomo, atterrita, abbia avuto la meglio sul corpo, prevaricando e riempiendo gli spazi più di quanto faccia il corpo stesso.

                                           



John Minton

mercoledì 19 ottobre 2022

LA PITTURA SOCIALE

 Di Giovanna Rotondo Stuart


"I mangiatori di patate"
I primi segni di pittura sociale si hanno con il romanticismo e  il naturalismo verso la prima metà dell’800, periodo in cui lo scrittore Victor Hugo ambienta il suo “I Miserabili” - uno dei romanzi più letti del XIX secolo - e Emile Zola denuncia, nei suoi trattati, lo sfruttamento sul lavoro e le terribili condizioni di vita nelle periferie urbane. Tuttavia è con il Realismo che la pittura muove i primi passi verso altre espressioni, liberandosi dai condizionamenti e dagli stereotipi della cultura accademica e dagli eccessi del romanticismo.  Il Realismo osserva e racconta la vita della persone in modo oggettivo e concreto: così com’è nella realtà. Lo ha fatto Van Gogh nel suo celebre dipinto “I mangiatori di patate”. 
Il termine realismo viene usato la prima volta da Gustave Courbet per la sua esposizione del 1855 chiamata  Pavillion du Réalisme.

domenica 16 ottobre 2022

Artemisia Gentileschi: la Passione e la Rabbia

 Di Alessia Ghisi Migliari 



In questi giorni alla televisione hanno trasmesso un programma su Artemisia Gentileschi. A questo punto vorrei riproporvi un saggio scritto da Alessia Ghisi Migliari.

Suo padre era un ottimo rappresentante della pittura in stile Caravaggio.
E, si dice, tale padre tale figlia. Ma lei, Artemisia, fece di più: sviluppò uno stile proprio, fervente, teatrale, quasi disperato – e vi riuscì perché fu la sua vita a essere così (prima ancora della sua arte).
Nata a Roma nel 1593, cresciuta ovviamente tra pennelli e tele nella bottega paterna, mai luogo fu più appropriato per svelare il talento – e il talento si mostrò da subito, inesorabile. Certo, non te lo saresti aspettato, allora, da una donna.

lunedì 5 settembre 2022

Camille Claudel: la Dannazione nelle Mani

 


(di Alessia Ghisi Migliari) 



Avete mai visto il suo ‘Valzer’?

Due corpi incantati (nel senso di incatenati), avvinti, abbandonati a se stessi, dita che si sfiorano, la veste di lei che si scioglie nella materia – si percepisce il possesso.
La scultrice è una giovane donna sfortunatissima, densa di un’intensità mentale e carnale che sta tutta nella sua arte – nelle sua mani, sì.

giovedì 30 dicembre 2021

FRIDA KAHLO di Alessia Ghisi Migliari

 Vogliamo riproporvi un interessante saggio scritto dalla nostra Alessia Ghisi Migliari.

di Alessia Ghisi Migliari

Frida aveva sopracciglia unite – per non far scappare lo sguardo (uno sguardo attento, doloroso, costantemente rivolto dentro di sé).
Era nata nel 1907, messicana fino alla punta dei capelli, anche se metà delle sue radici venivano dalla vecchia Europa.
Una famiglia unita: padre fotografo talentuoso, amatissimo dalla figlia, e una madre devota e di carattere (con cui il rapporto fu ben più conflittuale) – tre sorelle e due sorellastre.
La sua infanzia fu relativamente serena, nella casa dalle tinte forti, in mezzo agli scatti del padre – eppure la bambina era già afflitta da un corpo sbagliato; per anni si è creduto fosse stata la poliomielite a renderla claudicante, mentre oggi si propende per la teoria che l’artista avesse la spina bifida, un grave difetto del tubo neurale.

venerdì 10 settembre 2021

GIORGIO DE CHIRICO

 di Mimma Zuffi

GIORGIO DE CHIRICO

(10 luglio 1888 – 20 novembre 1978)

Nato il 10 luglio 1888 a Volos in Tessaglia, dove il padre ingegnere si era trasferito per seguire la costruzione di una ferrovia, Giorgio De Chirico trascorre l’infanzia in Grecia con la sorella Adele, morta giovanissima, il fratello Andrea, letterato, musicista e pittore egli stesso, che diverrà  famoso con lo pseudonimo di Alberto Savinio.

Di famiglia agiata e colta, il giovane Giorgio viene mandato allo scoppio della guerra greco-turca del ’97 a studiare all’Accademia di Atene. Insieme al fratello Andrea impara a suonare il violoncello e prende lezioni private d’italiano e storia, mentre le prime lezioni di disegno gli erano state impartite da un dipendente del padre, di nome Mavrudis.

domenica 16 maggio 2021

LA DIVINA COMMEDIA, interpretata da Patrizia Comand

 (a cura di Mimma Zuffi)

 Avevo fatto quattro chiacchiere con Patrizia Comand a proposito della sua opera (https://sognaparole.blogspot.com/2020/02/la-nave-dei-folli-di-patrizia-comand.htmlliberamente tratta  dalla lettura del poema satirico La nave dei Folli  (Das Narrenschiff ) composto da Sebastian Brant  ed edito a Basilea nel febbraio del 1494, durante il Carnevale altorenano, alle cui “illustrazioni” aveva collaborato con xilografie un giovane Albrecht  Dürer . Ora voglio parlare della sua DIVINA  COMMEDIA che, in questi giorni potrete ammirare presso la Biblioteca di Corbetta (MI).

 


lunedì 3 maggio 2021

Giacomo Manzù

 di Mimma Zuffi

Giacomo Manzù nacque il 22 dicembre 1908 a Bergamo, da una famiglia molto povera e religiosa, undicesimo di dodici fratelli.

Il padre, calzolaio, era anche sagrestano e custode della chiesa delle monache di Sant’Alessandro in Colonna; religiosità unita alla schietta semplicità  popolare influenzeranno il carattere del giovane Giacomo. Il suo vero cognome, Manzoni, attraverso la deformazione dialettale bergamasca si trasforma in Manzù.

L’infanzia di quello che diventerà uno dei più importanti e famosi scultori del Novecento è alquanto dura.

Lasciati gli studi in terza elementare, per raggranellare qualche soldo, entra nella bottega di un decoratore che, accortosi del suo gusto per la scultura, gli affida piccoli lavori di stuccatura e intaglio

A sette anni realizza le sue prime scultura, una sirena e un leone per cui prende a modello il gatto di casa.

venerdì 10 luglio 2020

Artemisia Gentileschi: la Passione e la Rabbia



Di Alessia Ghisi Migliari 


In occasione del 427° anniversario della nascita di Artemisia Gentileschi (8 luglio) vogliamo ripubblicare il saggio di Alessia Ghisi Migliari


Suo padre era un ottimo rappresentante della pittura in stile Caravaggio.
E, si dice, tale padre tale figlia. Ma lei, Artemisia, fece di più: sviluppò uno stile proprio, fervente, teatrale, quasi disperato – e vi riuscì perché fu la sua vita a essere così (prima ancora della sua arte).
Nata a Roma nel 1593, cresciuta ovviamente tra pennelli e tele nella bottega paterna, mai luogo fu più appropriato per svelare il talento – e il talento si mostrò da subito, inesorabile. Certo, non te lo saresti aspettato, allora, da una donna.

giovedì 11 giugno 2020

I PAPAVERI, di Claude Monet


(di Mimma Zuffi)



1873. Nell’estate di quell’anno Monet, trasferitosi da poco ad Argenteuil, sulle rive della Senna, dipinge soprattutto fiori. Alcune delle tele dedicate a questo soggetto (e fra queste appunto I papaveri) verranno esposte l’anno successivo, a Parigi, alla prima mostra degli Impressionisti.

Il significato
Il dolce declivio della collina vicino alla casa di Monet è inondato di papaveri in fiore. L’artista li dipinge en plein air, seduto ai piedi della collinetta, mentre due donne, di cui  una è la moglie Camille, camminano nel prato accompagnate dai loro bambini. Il cielo è opaco, pieno di nubi lattiginose, tra le quali s’intravedono di tanto in tanto alcuni squarci di azzurro.

lunedì 17 febbraio 2020

LA NAVE DEI FOLLI, di Patrizia Comand


 di Mimma Zuffi




Quattro chiacchiere con Patrizia Comand a proposito de “La nave dei folli”:

L’opera è liberamente tratta  dalla lettura del poema satirico La nave dei Folli  (Das Narrenschiff ) composto da Sebastian Brant  ed edito a Basilea nel febbraio del 1494, durante il Carnevale altorenano, alle cui “illustrazioni” aveva collaborato con xilografie un giovane Albrecht  Dürer .

Ha richiesto quasi tre anni di lavoro: il testo è un’opera morale in versi composto da  112  capitoli che mi hanno entusiasmato per la loro incredibile attualità e per la loro ironia. Ne ho scelti 20 e per ognuno ho realizzato un disegno preparatorio (sono tutti piuttosto grandi : da un minimo di cm. 90 x 60 ad un massimo di cm. 100 x 100 )  che vive di vita propria anche singolarmente.


Poi ho realizzato una grande composizione non certo limitandomi ad assemblare i vari “pezzi” ma facendo in modo che tutto andasse a comporre un insieme logico, completo e dinamico.

Il quadro è in acrilico ed oro su tela ed è composto da 4 pezzi di m. 2,05 x 1,40 ciascuno e di un pezzo centrale di m. 2,05 x 3,00, per un totale, una volta assemblato, di m. 2,05 x 8,60.

sabato 9 novembre 2019

CARAVAGGIO E IL SUO "CESTO DI FRUTTA"


di Mimma Zuffi



Nel 1594 Caravaggio esce dalla bottega del Cavalier d'Arpino e, da allora, riceve ordinazioni dirette; nel 1601 il Cardinal Federico Borromeo porta la tela da Roma a Milano.
Si tratta di un semplice cesto di vimini con qualche mela, pere, fichi, e tre grappoli d'uva. Il fondo è di un giallo spento e, in primo piano, l'accenno a una tavola di legno su cui si proietta, appena appena, l'ombra del cestino. Tutto qui.

lunedì 7 ottobre 2019

Fabio Tombari e Orlando Sora Artisti del Novecento



 
di Giovanna Rotondo


Mentre scrivevo il mio libro in omaggio a Orlando Sora, artista del Novecento, ho rimpianto di non aver ben ascoltato, ragazzina, le tante storie che lui mi raccontava, soprattutto quelle appartenenti alla sua vita fanese del tempo di “Cronache di Frusaglia”, il primo libro scritto dal suo amico Fabio Tombari, un libro arguto e singolare sulla gente di quei luoghi, come adesso non ce ne sono più. I due erano amici sin dalla primissima infanzia, quasi coetanei, Tombari aveva tre anni più di Sora o poco più, ambedue avevano vissuto in un ambiente molto “frusagliano", per usare un terminologia “tombariana”. E tale doveva essere Fano a quei tempi: cittadina di pescatori in riva al mare con un passato di antica città romana, ben visibile ancora oggi.

mercoledì 31 ottobre 2018

Pablo Picasso

di Giovanna Rotondo 
                              
Dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019 a Palazzo Reale di Milano viene presentata una straordinaria  mostra:Picasso.
Per questo motivo abbiamo voluto riprendere questo acuto saggio di Giovanna Rotondo.


Autoritratto di Picasso
 a 90 anni




Autoritratto di Picasso
a 19 anni


























“A  quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”. Pablo Picasso  

Per comprendere Picasso, bisogna visitare il Museo Picasso a Barcellona.  Certo, non è un obbligo. Ma è da lì che è partito! Lo dice lui stesso: “Qui è dove tutto ha avuto inizio… Qui è dove ho capito fin dove potevo arrivare”. 
Il Museo trasmette una visione completa della sua vita artistica anche se, qua e là, mancano alcuni collegamenti. Picasso amava Barcellona e ha investito molto nel museo che porta il suo nome, che lui stesso ha voluto e a cui ha donato moltissime  opere, tra cui tutta la serie dei dipinti di “Las Meninas”. 

giovedì 7 giugno 2018

Orlando Sora,l’artista che abbiamo amato


di Giovanna Rotondo 


Orlando Sora, con quel viso tagliato nella pietra, i capelli neri, ricci ricci, un fisico asciutto, aveva mantenuto un certo fascino anche in là con gli anni.
Quando l’avevo conosciuto, aveva superato da poco la cinquantina, non aveva nulla dell’uomo di quell’età, i suoi capelli erano ancora ricci e neri e gli capitava di  arrossire spesso nonostante gli anni. La timidezza era il suo cruccio, mi raccontava spesso della fatica per superarla, soprattutto in eventi come i concerti, poiché era un appassionato musicista e suonava in pubblico. 
Mi aveva fermato un giorno che l’avevo incontrato insieme a suo figlio Riccardo e, con un’aria quasi da ragazzo, mi aveva avvicinato e chiesto se potesse farmi il ritratto:
“Sono Orlando Sora e questo è mio figlio Riccardo, volevo chiederti se posso farti il ritratto, sono un pittore”.

venerdì 4 maggio 2018

Camille Claudel: la Dannazione nelle Mani


 

(di Alessia Ghisi Migliari) 


Avete mai visto il suo ‘Valzer’?

Due corpi incantati (nel senso di incatenati), avvinti, abbandonati a se stessi, dita che si sfiorano, la veste di lei che si scioglie nella materia – si percepisce il possesso.
La scultrice è una giovane donna sfortunatissima, densa di un’intensità mentale e carnale che sta tutta nella sua arte – nelle sua mani, sì.
Nelle sue mani perchè sono ciò che le permette di ‘creare’, ma anche perchè sono spesso il soggetto che più di tutti comunica, nelle sue opere: le mani, che pare che siano di sua fattura anche in alcune opere del fatale maestro, Rodin.
In ogni suo lavoro si percepisce una costante tensione senza sosta, nudi in posizioni plastiche e disperate e sublimi e passionali.