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Visualizzazione post con etichetta l'ospite: intervista a. Mostra tutti i post
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lunedì 2 febbraio 2026

“Gli orologi di Sen”, di Carlo A. Martigli

 

(a cura di Mimma Zuffi)

“Gli orologi di Sen”, Carlo A. Martigli racconta: “Tra sogno e realtà, un thriller psicologico nella Milano di oggi” (P. Fizzarotti)


                                    Carlo A. Martigli intervistato a Santa Margherita Ligure

Un uomo che si domanda, senza più certezze, dove finisca la veglia e dove inizi il sogno. E soprattutto se sia davvero un problema.

domenica 11 gennaio 2026

Armenia: dove anche le pietre hanno un’anima

 appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Un paese incastonato tra i monti del Caucaso, isolato da sempre ma da sempre unito nell’arcaica e profonda fede cristiana e nella fierezza della propria peculiarità, l’Armenia è un luogo dove il tempo si è fermato, o forse è solo più lento. Rallentato come rallenta il battito del cuore dopo una forte emozione, un’emozione che qui si chiama Genocidio. 
Perché è impossibile visitare l’Armenia senza prendere consapevolezza di quel che accadde novantanove anni fa. E’ una ferita aperta, sanguinante di un rosso vivo come le vesti dei monaci che ancora oggi popolano solitari monasteri, una sofferenza silenziosa che accompagna questo popolo austero e dignitoso.

Nel cerchio rosso l'Armenia














martedì 5 dicembre 2023

Scrivere è come fare l’amore – Intervista a Giuseppe Ciarallo

 


 

Come scrittore esordisci a 36 anni con la raccolta Racconti per sax tenore. Alcuni direbbero che si tratta di un esordio tardivo. Ma esiste un’età per esordire?
Diciamo che il fatto di pubblicare il libro d’esordio a 36 anni è stata un’abile mossa per evitare di essere catalogato, con tutta la retorica che di solito ne consegue, nella banale categoria dei “giovani esordienti”.
Scherzo, naturalmente. In realtà bisogna pensare che la prima pubblicazione è solo l’ultimo atto e il culmine di un lungo percorso. Io ho cominciato a scrivere in modo “organizzato” nel 1986, facendo tutta la gavetta con annessi invii di racconti a riviste, partecipazione a concorsi, corsi di scrittura creativa, spedizione seriale a case editrici (all’epoca non erano ancora diffusi i supporti informatici, per cui si inviavano voluminosi malloppi di fotocopie).

Era ancora l’epoca delle macchine per scrivere, io lavoravo su una Olivetti Studio 44, che conservo gelosamente ancor oggi. Tornando alla domanda, non credo che esista un’età giusta per esordire. Senza voler fare paragoni irriverenti, Camilleri ha pubblicato il suo primo libro a 53 anni, Bufalino a 61…

martedì 20 aprile 2021

Scrivere è come fare l’amore – Intervista a Giuseppe Ciarallo



 

Come scrittore esordisci a 36 anni con la raccolta Racconti per sax tenore. Alcuni direbbero che si tratta di un esordio tardivo. Ma esiste un’età per esordire?
Diciamo che il fatto di pubblicare il libro d’esordio a 36 anni è stata un’abile mossa per evitare di essere catalogato, con tutta la retorica che di solito ne consegue, nella banale categoria dei “giovani esordienti”.
Scherzo, naturalmente. In realtà bisogna pensare che la prima pubblicazione è solo l’ultimo atto e il culmine di un lungo percorso. Io ho cominciato a scrivere in modo “organizzato” nel 1986, facendo tutta la gavetta con annessi invii di racconti a riviste, partecipazione a concorsi, corsi di scrittura creativa, spedizione seriale a case editrici (all’epoca non erano ancora diffusi i supporti informatici, per cui si inviavano voluminosi malloppi di fotocopie).
Era ancora l’epoca delle macchine per scrivere, io lavoravo su una Olivetti Studio 44, che conservo gelosamente ancor oggi. Tornando alla domanda, non credo che esista un’età giusta per esordire. Senza voler fare paragoni irriverenti, Camilleri ha pubblicato il suo primo libro a 53 anni, Bufalino a 61…

venerdì 22 gennaio 2021

Intervista a ROBERTO BRIVIO

Poichè ho appena saputo che Roberto Brivio non c'è più vorrei ricordarlo con un'intervista che gli avevo fatto anni fa

di Mimma Zuffi


21 maggio 2014, era appena finita la presentazione del "compleanno" (20 anni) dell'Umanitaria quando mi trovo dinanzi un vecchio (si fa per dire!) amico: ROBERTO BRIVIO. Non potevo lasciarmi scappare l'occasione di fargli un'intervista, ma c'era troppa gente! Abbiamo deciso che ci saremmo rivisti a breve per parlare dei suoi programmi. E così è stato.
Ecco a voi il nostro "botta e risposta":




venerdì 15 maggio 2020

“Come in un labirinto di specchi” di Silvana Mazzocchi (Iacobelli): intervista all’autrice


  
Di Massimo Maugeri  

 Silvana Mazzocchi, scrittrice e giornalista, storica firma de La Repubblica, è autrice di vari libri di successo tra i quali Nell’anno della Tigre: storia di Adriana Faranda (1994); Iddu, la cattura di Bernardo Provenzano (con Enrico Bellavia, 2006) e il romanzo L’amore crudele (con Patrizia Pistagnesi, 2008).
Per i tipi di Iacobelli è uscito un nuovo romanzo di Silvana Mazzocchi. Si intitola Come in un labirinto di specchi. 

«Ho sessantacinque anni e ancora non so se sono una vigliacca o soltanto una donna responsabile. Non saprei dire che cosa sia la felicità, ma forse non conosco neanche la serenità. Ho chiuso tante porte nel corso della mia esistenza, ma chissà se l’ho fatto per egoismo, per superficialità o perché ho creduto ogni volta di muovermi nella direzione giusta.
Come tutti, avrei potuto fare scelte diverse e avere un’altra vita, ma non ho rimpianti, anzi. Eppure, nonostante la facciata tranquilla che mostro, è come se in me ci fossero due donne. Da sempre. So che solo cancellandone una, sarò realmente libera e, giorno dopo giorno, tiro avanti con le mie due anime. Da quasi mezzo secolo».

martedì 25 settembre 2018

IO I PUFFI E...UNA BAMBINA



di Giovanni De Pedro
Un tratto dello Chemin de la Mâture

Signorina Maccabei, dove sono i Pirenei? Tra la Spagna e la Francia ma non avrei mai pensato che fossero così belli. Durante le vacanze mi ha accompagnato Rebecca, la mia adorata nipotina di dieci anni e insieme abbiamo percorso lo Chemin de la Mâture, il sentiero dell’alberatura, un cammino che veniva usato per trasportare il legno da una valle all’altra. Il sentiero tagliato nella roccia è molto alto e io soffro di vertigini! L'impavida Rebecca lo affronta con lo sprezzo del pericolo che distingue i bambini, mi prende per mano conducendomi sino alla fine.



Dopo aver percorso un chilometro circa, si apre davanti a noi, una vallata che si estende a perdita d'occhio e ci inoltriamo nel fitto bosco. Camminiamo tra muschi, licheni e pini centenari che delineano il nostro percorso. A un tratto Rebecca urla saltellando e balbettando:

martedì 17 luglio 2018

Intervista a Giancarlo Bosini, autore di "Giallo Milano


(a cura di Mimma Zuffi)

Oggi rivolgiamo qualche domanda a Giancarlo Bosini, autore di GIALLO MILANO (edito da 0111 edizioni), thriller inconsueto che si svolge in una incantevole e sconosciuta Milano.
(Giancarlo Bosini)


Ciao Giancarlo e benvenuto!
Un architetto milanese scrive un giallo ambientato nella splendida Milano, il cui protagonista è un altro architetto, tale Bellotti. Insomma, certi dettagli non passano inosservati; puoi parlarci del rapporto che ti lega alla tua città e ai protagonisti delle tue storie?

Con Milano ho un forte legame, dovuto anche al fatto che da generazioni è la città della mia famiglia. Probabilmente sono stati i motivi affettivi quelli che mi hanno spinto a voler approfondire la conoscenza della sua storia.

martedì 24 aprile 2018

Giovanna Ungaro di Montejaisi, vedere “oltre”



di Susanna Garavaglia


Ad un certo momento della sua vita, si era accorta che la capacità di vedere “oltre” fa parte del corredo natale. Accorgersene capita più facilmente a chi cerchi risposte e non consideri il diverso e l’ignoto come un limite invalicabile e pauroso, ma come occasione per spingersi al di là del conosciuto.

Giovanna Ungaro de Montejaisi è una delle donne più particolari con cui si sia intrecciata la mia vita e per questo motivo ho voluto intervistarla e inserirla in questa carrellata di Eccellenze al Femminile,che potete leggere qui una ad una. 
La sua personalità è così forte, pur in contrasto con una esilità ai limiti della trasparenza,  da non farla passare inosservata. Sin dal primo incontro sembra di conoscerla da sempre, nell’ascoltarla si è certi che stia dicendo qualcosa di sensato, anche se non tutto è subito chiaro; nel “lavorarle” accanto poi, si sente la validità di ogni suo gesto, anche senza capire esattamente cosa si stia facendo.

lunedì 9 aprile 2018

Intervista alla scrittrice novarese Francesca Gnemmi


A cura di Ilaria Biondi


Buongiorno Francesca e grazie di avere accettato di raccontarci qualcosa di te e del tuo romanzo Il tempo delle lucciole, pubblicato in cartaceo con l’editore Silele nel 2015 e di cui è uscita da poco una nuova edizione, in versione digitale. Prima di addentrarci insieme a te nel mondo della scrittura, ti chiedo: chi è Francesca?
Sono Francesca, ho 41 anni e sono nata e cresciuta a Novara. Sono stata cittadina per quasi un trentennio ma da diversi anni vivo nella campagna circostante con mio marito e i nostri figli. Nove anni fa ho scelto di lasciare il lavoro e fare la mamma a tempo pieno. Una decisione che ha cambiato in meglio la mia vita, dandomi modo di scoprire il lato più umano delle persone e ciò che di me ancora ignoravo. Oggi amo la buona compagnia e la solitudine, il vociare dei bambini e il silenzio della natura, gli aromi della cucina e l’odore della terra, la consistenza delle pagine di carta e il rumore dei tasti del pc.

giovedì 7 settembre 2017

“DILLO A PAPA'” di Carla Spinella

Intervista e recensione a cura di Sandra Romanelli

Dillo a papà - Editore: Ass. Cult. TraccePerLaMeta

La storia è reale, assicura l'autrice, ma ha attraversato il tempo colorata di leggenda. Oggi, a pensarci, appare tramata di sogni d'amore e di malvagità inconcepibili, conclusa nel sangue e funestata dal dolore immeritato e dalla morte precoce di chi l'ha vissuta, e, vivendola, ha rivelato al mondo il buio che si può celare anche nell'anima più candidamente nata alla luce, se stravolta da circostanze e persone indecenti.

giovedì 1 giugno 2017

"Quando lavorare è Bello", di Giovanna Rotondo - intervista all'autrice

 (a cura di Mimma Zuffi)


L’esperienza di lavoro in carcere come Tutor è stata, per l’autrice, una delle più significative della sua vita, soprattutto per gli incontri che ha avuto l’occasione di fare, per la particolarità del luogo in cui si è trovata ad operare e per la condizione delle persone con cui è entrata in contatto.
In questo scritto viene mostrato un mondo che spesso non si vuole conoscere:quello di chi è recluso, raccontando comportamenti e necessità quotidiane simili a quelle di tutti.
Un intreccio di storie e di testimonianze umane, ricche di vissuti differenti, con privazioni e sofferenze aggravate spesso dalla consapevolezza di aver trasgredito le regole sociali.
Una proposta formativa che ha coinvolto il gruppo di allievi che vi hanno preso parte motivandoli a migliorarsi e a scoprire i propri talenti: un’esperienza sorprendente ed emotivamente densa.


Intervista a Giovanna Rotondo, autrice di QUANDO LAVORARE È BELLO. Lettere dal carcere, pubblicato dalla Casa Editrice “La Vita Felice” Milano.

Giovanna, una domanda che viene spontanea, perché un titolo così?
Sì, penso che siano in molti a chiederselo, perché è stata una bella esperienza e non solo dal punto di vista lavorativo. Il lavoro era creativo e non annoiava, e questo è stato importante.  Ma, soprattutto, si era formato un buon gruppo, si lavorava bene insieme con  grande intesa e assoluto rispetto dei ruoli.  E non sempre capita.

mercoledì 22 marzo 2017

INTERVISTA CON SILVIA BARALDINI,a cura di Raul Zecca Castel

(di Raul Zecca Castel)

(alla fine dell'articolo troverete il link dell'intervista) 

Il nome di Silvia Baraldini, in Italia, è legato in modo particolare alla vicenda giudiziaria di cui è stata – suo malgrado – protagonista e, soprattutto, richiama alla memoria lo scontro politico-parlamentare relativo alla sua estradizione dalle carceri statunitensi, avvenuta nel 1999. Ma il percorso di vita e l’esperienza rivoluzionaria che hanno segnato la sua gioventù rappresentano ancora oggi una preziosa testimonianza storica estremamente utile per la comprensione di un’intera epoca e restano, da ogni punto di vista, un esempio incorruttibile di abnegazione.

lunedì 12 settembre 2016

"Sinfonia nera in quattro tempi" di Tiziana Viganò

Intervista di Ilaria Biondi
"Sinfonia nera in quattro tempi", un giallo classico-poliziesco di Tiziana Viganò, è stato presentato da Ilaria Biondi nell'ambito della manifestazione letteraria, poliziesca e gastronomica "I Sapori del giallo" tenutasi a Langhirano (PR) il 3 settembre 2016

Tiziana Viganò, milanese, è stata per diversi anni redattrice e iconografa presso la casa editrice Garzanti. Ha lavorato in seguito nell’ambito della psicologia, della comunicazione e della medicina naturale, con particolare attenzione ai rapporti mente-corpo.

lunedì 5 settembre 2016

Intervista a "IL FIUME": gruppo rock emergente

(intervista di Selene G. Rossi) 

Sonorità sporche, melodie struggenti… L’energia de Il Fiume ci riporta al rock anni ‘90 trascinandoci nella sua onda. Sono in tre, parlano poco, ma si fanno sentire con la loro musica!  

(foto di Selene G. Rossi)
Nel corso di questi mesi ho avuto modo di conoscere e apprezzare Il Fiume, band emergente dell’hinterland milanese formata da Roberto, Luca e Matteo. I ritmi e le sonorità delle canzoni, la voce graffiante, quasi ruvida, ma a tratti morbida e suadente, mi hanno riportata indietro nel tempo, rievocando la mia passione per il grunge. Ciò che più mi ha colpita è stata l’intensità dei testi e la potenza che fluisce ininterrottamente per tutta la durata di Silenziosi baccani, loro primo album pubblicato a settembre.
Dopo qualche insistenza, sono riuscita a convincere il front man del gruppo a rilasciarmi quest’intervista, e, devo ammettere, di aver vissuto un’esperienza unica; poliedrico e dissacrante, Roberto esce dagli schemi precostituiti cantando ciò che vede, tessendo vere e proprie poesie grazie alle quali si riesce ad abbandonare il mondo in cui viviamo per ritrovarci in una sorta di universo parallelo in cui malinconia e frustrazione trovano uno sfogo naturale, cedendo il passo alla funzione consolatoria della musica in cui sembra di assistere allo sbocciare di un fiore.

mercoledì 17 agosto 2016

UNA DIVERSA MAPPA DELL'IO, intervista a Giovanna de Montejaisi

(a cura di Mimma Zuffi)


É appena stato rieditato da Bulzoni “IL MEDIATORE. Il ponte dimenticato tra anima e corpo”, un libro particolare cui avevo dedicato dello spazio all'epoca della sua prima uscita. Ma è talmente ampliato,rielaborato e arricchito rispetto alla stesura originaria, che non rischio di ripetermi nell'accoglierlo di nuovo fra queste righe. L'autrice descrive, sinteticamente e con chiarezza, anatomia e funzionamento del nostro “corredo sottile”, che sarebbe tarato sulla legge di armonia (per intenderci quella che regge il mondo atomico e il cosmo).  Qualora l'individuo agisca contro la legge di armonia, l'equilibrio di questo mediatore si altera, impedendogli di assolvere le funzioni di nutrimento, sostegno e informazione: in altre parole ogni disarmonia, ogni “scelta contro” contribuirebbe a indebolirci, disorientarci e ammalarci. E in queste scelte, udite udite, ci sarebbero anche tutte quelle contro se stessi, compresi i rimossi che applichiamo quando la vita ci ferisce. Leggere per  cominciare a capire, provare a cambiare registro per farlo proprio. 

martedì 10 novembre 2015

Intervista a Stefano Fabei, autore de "La Grande Guerra e la rivoluzione proletaria"

(di Mimma Zuffi)

In occasione della pubblicazione del volume La Grande guerra e la rivoluzione proletaria (in Edibus, Vicenza, 2015, € 18)  abbiamo chiesto un’intervista all’autore. 


Uno degli elementi che colpiscono maggiormente il lettore de La Grande guerra e la rivoluzione proletaria è l’atteggiamento ingenuo con cui i sindacalisti rivoluzionari e alcuni anarchici italiani guardarono al conflitto: cosa può dirci al riguardo?
E’ innegabile che alcuni di loro guardassero con una certa ingenuità alla guerra nella quale videro qualcosa di pedagogico per il proletariato, oltre che di esaltante in quanto strumento per sovvertire l’ordine costituito. Bisogna tuttavia conoscere il contesto, tenere conto che fino a quel momento i tentativi di creare una società più giusta erano falliti e gli strumenti fino allora adottati apparivano inadeguati per raggiungere l’obiettivo. La guerra sembrò l’occasione per eliminare i baluardi della reazione europea, gli Imperi tedesco e austro-ungarico, e al contempo uno strumento per fortificare un proletariato ritenuto poco combattivo e non preparato allo scontro sociale.

giovedì 16 aprile 2015

Intervista a Sergio Gilles Lacavalla

A cura di Selene G. Rossi


Era da un po’ di tempo che leggevo, annoiata, saggi di vario genere senza trovare alcunché in grado di soddisfare la mia sete di conoscenza. Ma, ecco il miracolo. Verso la fine di settembre mi è capitato di sfogliare Rockriminal e, incuriosita, non ho potuto fare a meno di dedicare ogni istante del mio tempo libero alla lettura di questo libro al di sopra delle righe ove musica e cinema, le mie due grandi passioni, si fondono magicamente trasformando ciò che potrebbe, all’apparenza, essere solo un viaggio nella storia del rock, in un’immersione totale all’interno del mondo horrorifico di questo genere, in cui niente è come appare in realtà. 
Ma, prima di parlare di Rockriminal, un viaggio nei meandri più oscuri dell’animo del rock e dei rocker compiuto da Sergio Gilles Lacavalla, ho chiesto a quest’eclettico autore di raccontarci qualcosa su di sé perché, si sa, la rete è una benedizione ma, a volte, è fallace. Ed ecco fatto. Interlocutore gentile e raffinato, Sergio ha accolto la mia richiesta.

domenica 1 marzo 2015

Ararad Khatchikian: l'uomo, i suoi amici a quattro zampe, le distese di neve

di Mimma Zuffi



Conosco Ararad da molti anni e ogni volta che l'incontro è un'emozione sentirgli raccontare le sue "corse" in slitta con i suoi amati cani, ascoltare le sue ballate, vedere nei suoi occhi chiari le distese di neve.

Dopo una breve presentazione di questo uomo molto particolare, sempre pronto a affrontare le sfide, rimarrete affascinati dall'intervista che ha concesso.

Araràd” Khatchikiàn (pronuncia “ Kacikiàn “) è nato a Khartoum in Sudan sul fiume Nilo (il nome Khartum deriva dalla parola araba al-khartūm الخرطوم, ovvero punta di proboscide, probabilmente in
Khartoum -Ararad a 2 anni
in braccio alla sua "tata"
riferimento alla forma della penisola che si trova presso la confluenza dei due Nili), da madre profuga Istriana di Abbazia e da padre armeno la cui famiglia è scampata al genocidio degli armeni. In lingua armena il suo nome significa “ dove nasce il Sole “ dall’antico idioma “ ùr ardù “. Rifugiati dalla guerra civile in Sudan, dall’età di nove anni vive con la Famiglia in Friuli Venezia Giulia. Ottiene il Diploma di Maturità Classica a Gorizia e inizia gli Studi di Medicina presso l’Università di Trieste. Esperto sciatore fondista partecipa con successo a importanti gare di Sci Fondo Nazionali e Internazionali. Cantautore - chitarrista autodidatta, incide alcuni nastri promozionali, un long playing a Copenhagen con il suo gruppo “Fairfield“, un singolo, due CD, un DVD e alcuni demo anche insieme ad altri stimati musicisti regionali, esibendosi regolarmente come “busker“ (musicista – cantautore “stradale“) e in concerti dal vivo sia come solista sia con il suo gruppo musicale “ Ararad “ con il quale ha vinto anche il Concorso Musicale “ Suonare a Folkest 2005 “ con il progetto “Sulle orme di Balto…da Tarvisio a Nome in Alaska”.

venerdì 19 dicembre 2014

Viaggio nella Terra degli Hobbit

di Giovanni De Pedro

Quando il direttore di Sognaparole mi disse che avrei dovuto incontrare gli   hobbit, dopo l'uscita dell' ultimo film Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate, risposi:
- Senti, Mimma, preferirei intervistare la custode del mio condominio, sa tutto di tutti ed è a portata di mano e... di porta. -
Siccome, ovviamente, la risposta fu negativa, decisi di andare al Touring Club per procurarmi una cartina della Terra di Mezzo. Ricerca inutile! A casa avevo una copia del libro “Lo Hobbit”, lo sfogliai per rinfrescarmi un po' le idee, e trovai, come per miracolo, una mappa di quei territori.