(di Mimma Zuffi)
Andrea Camilleri, con il suo romanzo storico intitolato “La moneta di Akragas” (edizioni Skira), è stato nella classifica dei libri più venduti.
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(di Mimma Zuffi)
Andrea Camilleri, con il suo romanzo storico intitolato “La moneta di Akragas” (edizioni Skira), è stato nella classifica dei libri più venduti.
di Vincenzo Zaccone
“Stavo cercando le risposte in qualcuno altro, ma io le avevo
tutte” - Will
Come non parlarne: è stata a lungo la serie TV più vista di
sempre di Netflix (poi superata da ‘Mercoledì’), che ha massimizzato l’effetto
nostalgia per gli anni ’80, e che ha avuto un’influenza enorme sul panorama
mondiale.
Oltre a questo, ci ha tenuto con il fiato sospeso per quasi
un decennio, generando molta attesa sul capitolo finale; adesso l’inizio della
fine ce l’abbiamo sottomano e non delude.
Forse la cosa più entusiasmante è che, dopo nove anni in giro per Hawkins, i fratelli Duffer riescano ancora a regalarci una “storia di formazione” potente, con protagonisti ancora vitali, che battibeccano, si confidano, scoprono nuove parti di sé, confliggono, convergono completando i discorsi, perfezionando i piani d’azione l’uno dell’altro.
appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera
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| Nel cerchio rosso l'Armenia |
Un trentenne con la sindrome di Peter Pan viene sbattuto fuori di casa dalla sua ragazza, stufa del suo comportamento infantile. Deciso a trovare una nuova sistemazione, Jake, scrittore talentuoso ma non molto propenso all’impegno, si rivolge a tutte le sue strambe conoscenze: un’artista depressa per la quale ha un vecchio debole, un professore di filosofia e una signora appassionata di gatti che sembra essere l’unica capace di metterlo in riga. Jake si fa coinvolgere in uno strampalato complotto che vede coinvolti un allibratore, un amico con il quale desidera da tempo riprendere i contatti, un vecchio cane star del cinema e un manoscritto scomparso, sullo sfondo della Londra degli anni Cinquanta, amara e grigia, ancora lontana dalla sua scintillante tenuta swinging del decennio successivo.
Iris Murdoch in questo suo primo, godibilissimo romanzo ci presenta un personaggio simpatico, indolente e con la testa perennemente tra le nuvole, come si addice a uno scrittore esistenzialista, sebbene lui stesso rifiuti di volersi considerare tale, preferendo guadagnarsi da vivere con saltuari lavori da traduttore ma pronto a perdersi in riflessioni filosofiche che, pur mantenendo un tono scherzoso, risultano profonde e ci appassionano, tratteggiando la perfetta incarnazione di quegli scrittori inglesi che, anche quando affrontano argomenti complessi, non rinunciano mai a intrattenerci.
Allegro, agile, scoppiettante di un humour tipicamente inglese eppure insospettabilmente colto e profondo, vista la formazione filosofica dell’autrice, Sotto la rete è una di quelle letture che fanno bene al cuore.
(a cura di Mimma Zuffi)

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di Heiko H. Caimi
Pubblicato nel 1975 da Einaudi, Donna in guerra racconta la storia di Giovanna (Vannina) attraverso le pagine del suo diario, che coprono il periodo che va dal 1° agosto al 15 dicembre del 1970. Attraverso le sue vicissitudini, la Maraini esplora temi universali legati alla condizione femminile, alla lotta politica e alla rivoluzione culturale.
di Vincenzo Zaccone
**Spoiler Alert**
“Il tempo da significato
[alla vita]”: l’unico motivo reale per guardare la stagione 3 di The White
Lotus.
C’è da aspettare fino
alla fine dell’ultima puntata, ma quel monologo vale l’intero viaggio di sette ore e mezza.
Ho iniziato a guardare
la terza stagione di “ The White
Lotus” con entusiasmo, memore delle prime due; poi
ho continuato con curiosità e con un senso di delusione strisciante. Perché la
serie TV è scritta da Mark White, il quale si contraddistingue senza dubbio
(anche in precedenti serie TV come Enlightened) per la qualità della scrittura:
personaggi complessi, definiti, intriganti e inaspettati intrecci tra le
diverse storie, multiple linee narrative, coinvolgenti evoluzioni dei personaggi. Tutto quello che è mancato nella terza
stagione, in cui i personaggi erano cristalizzati, con cambiamenti di
personalità repentina e non giustificata: Saxon da superficiale ragazzo tutto
donne, sesso e lavoro (unica cosa che lo definisce, lui dice) di colpo capisce
di voler qualcosa di più significativo nella vita; l’assassino testa-calda uccide solo perché provocato, nonostante la sua
rabbia sia stata covata per anni e
lo abbia portato dall’altra parte del mondo per uccidere - al momento della vendetta così tanto aspettata,
implode; il padre di Saxon si chiude nell’ottundimento regalatogli dal
lorazepam, congelato per almeno cinque puntate; la moglie rimane una simpatica
macchietta per tutta la stagione.
Nel mondo della narrativa gialla, Agatha Christie è celebre per la sua capacità di architettare complessi intrecci narrativi, dove ogni dettaglio ha una sua importanza. Ma ciò che accadde nel giugno del 1977 superò le trame stesse dei suoi romanzi: un suo libro, Un cavallo per la strega [The Pale Horse, 1961], divenne uno strumento inaspettato per salvare una vita reale.
Era un giorno qualunque per l’infermiera Marsha Maitland, quando nella sua clinica arrivò una bambina di appena 19 mesi, gravemente malata. La piccola paziente manifestava sintomi strani e preoccupanti: perdita di capelli, debolezza, dolori muscolari e sintomi neurologici. I medici erano sconcertati. Nonostante numerosi esami, nessuno riusciva a capire quale fosse la causa di quel rapido deterioramento. Le condizioni peggioravano di ora in ora, e la sua vita sembrava appesa a un filo.
Sono sei (forse sette?)
i protagonisti che, in questo libro, tentano di ricomporsi, come opere
uniche, dopo che sono diventati frammenti di sé stessi, a causa del
loro scontrarsi con le difficoltà della vita.
Li seguiamo mentre affrontano la propria via per emergere (o riemergere) dal passato, tutti inconsapevolmente legati gli uni agli altri da rapporti che si svelano piano piano.
di Biagio Malorno
Lo scrittore
Ben Mears ritorna a Jerusalem’s Lot per scrivere un nuovo libro e affrontare i
propri demoni personali, ma scopre che qualcosa di sinistro si sta diffondendo
nella cittadina: un antico male, incarnato dal vampiro Kurt Barlow, che ha
preso residenza nella misteriosa Casa Marsten. Man mano che l’oscurità si
espande, i residenti iniziano a cadere vittima di Barlow e del suo servitore,
Richard Straker, trasformandosi a loro volta in vampiri.
Un trentenne con la sindrome di Peter Pan viene sbattuto fuori di casa dalla sua ragazza, stufa del suo comportamento infantile. Deciso a trovare una nuova sistemazione, Jake, scrittore talentuoso ma non molto propenso all’impegno, si rivolge a tutte le sue strambe conoscenze: un’artista depressa per la quale ha un vecchio debole, un professore di filosofia e una signora appassionata di gatti che sembra essere l’unica capace di metterlo in riga. Jake si fa coinvolgere in uno strampalato complotto che vede coinvolti un allibratore, un amico con il quale desidera da tempo riprendere i contatti, un vecchio cane star del cinema e un manoscritto scomparso, sullo sfondo della Londra degli anni Cinquanta, amara e grigia, ancora lontana dalla sua scintillante tenuta swinging del decennio successivo.
di Heiko H. Caimi
Una fotografa occidentale viene ospitata a Tokyo da Minako-san (zia Minako), una donna giapponese che, oltre le maschere impenetrabili della dissimulazione tipicamente orientali, le riserva un’accoglienza profonda e sincera; nella sua casa conoscerà Mimi, nipote di Minako, una strana ragazza che muterà la sua esistenza fino a trasfigurarla.
Quella di Silvia Accorrà è una narrazione rarefatta, in bilico tra realismo e fantastico, cucita addosso ai suoi personaggi come vesti finemente confezionate: non c’è una parola fuori posto e la scrittura si incide sulla pagina in modo preciso e inequivocabile, in contrasto con l’ambiguità della vicenda narrata. Una vicenda che fa appello tanto alla ragione (quella cui si appella la protagonista per comprendere i prodigi che le occorrono) quanto al sentimento (che si spinge oltre qualsiasi logica e ragionevolezza perché può essere letto soltanto con la fede –e quale fede è più grande dell’amore?).
(di Mimma Zuffi)
Futura Libri, Perugia 2023, 700 pp. € 32,00.“Armando Rocchi, il Prefetto del Duce a Perugia. Storia di un soldato dalla Grande guerra alla Repubblica Sociale Italiana” si intitola il libro di Stefano Fabei pubblicato dall’editrice Futura Libri. L’importanza del volume, come si deduce dal titolo, consiste non soltanto nel fatto di essere la biografia dell’uomo chiamato da Mussolini a ricoprire tra l’ottobre 1943 e il giugno 1944 la carica di Capo della Provincia, ma anche la prima, puntuale, ricostruzione storica delle vicende della RSI in gran parte dell’Umbria.
L’autore del corposo saggio (700 pagine, con una ricca e in gran parte inedita documentazione fotografica, € 32,00) da alcuni giorni in libreria, nella prima parte del testo racconta il percorso esistenziale di quest’uomo “nato per servire la Patria da soldato”.
Impressioni cinematografiche di Marina Fichera
“La pantera delle nevi” è un film documentario francese del 2021, per la
regia di Marie Amiguet e Vincent Munier. Protagonisti sono lo stesso regista,
Vincent Munier, fotografo naturalista, e lo scrittore e viaggiatore Sylvain
Tesson.
Pantera delle nevi (fotogramma dal film)
(a cura di Mimma Zuffi)
ed. Il bosco di latteDublino giace avvolta nell’oscurità, rischiarata appena dai raggi lunari che fanno capolino tra le nuvole. I Repubblicani e le truppe governative del Free State si stanno dando battaglia in quasi tutta la città a colpi di mitragliatrici e fucili. Appostato su un tetto, un giovane cecchino repubblicano scruta la situazione con un binocolo da campagna e con il fucile sempre a portata di mano. Si tratta di un ragazzo, forse uno studente, ma gli occhi tradiscono le preoccupazioni di un uomo adulto. Un goccio di whisky e il rischio di una sigaretta: qualcuno potrebbe vedere la fiammella del fiammifero e sparargli addosso. Il colpo infatti si schianta sul cornicione ma lui può fumare tranquillo, rischio scampato.
Sinossi. Sono passati tre anni dalle indagini di “Sinfonia nera in quattro tempi” e molto è cambiato nella vita del maresciallo, ora capitano, Adelio Rusconi. Improvvisamente, sulla scena della tranquilla città di Legnano, nell’hinterland milanese, irrompe un delitto particolare, molto simile a un precedente caso di quattordici anni prima, che aveva visto coinvolta Greta Hofer, medico legale ed ex fidanzata di Adelio. Ma è solo l’inizio di un’atroce serie di assassini di donne che recano il marchio speciale di un serial killer: la scenografia, la cura di ogni dettaglio, la messa in posa dei cadaveri s’ispirano alla performance art, ma inventano un nuovo stile. È un rompicapo, con l’omicida in piena escalation: nessuna traccia, nessun indizio, tante piste false.
Recensione di Gino Campaner (ginodeilibri) per il blog
Giallo e cucina
https://gialloecucina.wordpress.com/2021/04/05/quando-il-delitto-e-arte-tiziana-vigano/
Quando il delitto è arte è il secondo romanzo scritto da
Tiziana Viganò con protagonista il capitano Adelio Rusconi e la sua squadra,
edito dalla Golem.
Il primo era stato Sinfonia nera in quattro tempi ed in
quella indagine Rusconi era ancora maresciallo. Sono passati 3 anni da allora e
molte cose sono cambiate, sia nella sua vita privata che in quella
professionale.
di Valentina Leoni
Einaudi (2014) , pagg,326 - € 13,00
L’urlo e il furore è una saga familiare raccontata a più
voci, mediante un complicatissimo gioco di intrecci e lunghi monologhi di
discorso indiretto libero. Le voci narranti sono quelle di Benji, il fratello
ritardato e privo di senso del tempo, di Quentin, psicologicamente instabile e
ossessionato da una passione incestuosa che lo condurrà al suicidio, di Jason,
cinico, materialista e disperato; a far loro da contraltare la domestica
Dilsey, vero nume tutelare di questa famiglia del sud, un tempo ricca ma ora
indebitata, nella quale il padre è un debole ubriacone, la madre è una
nevrotica ipocondriaca e Caddy l’unica figlia, della quale non udiamo la voce
diretta, che ha condotto una vita fuori dalle convenzioni, incapace di trovare
sollievo al rimorso del suo ambiguo rapporto con il fratello Quentin.
L'argomento di questo coinvolgente romanzo storico appassiona
e fa discutere da duemila anni, quando non suscita conflitti, fatti cruenti e
persecuzioni.
Chi era davvero Gesù Cristo? Un Dio, come sostiene la Chiesa
oppure un uomo saggio e carismatico, capace di entrare nel cuore dei discepoli
con le sue parole di pace, uguaglianza, fraternità? Ha dettato personalmente i
suoi pensieri a Giovanni, suo fratello, e affidato le pergamene a Maria Maddalena,
sua moglie e madre di sua figlia, oppure dobbiamo credere ai Vangeli degli Apostoli
tramandati dalla Chiesa?
Un libro nel libro, un giallo nel giallo si rincorrono in questa interessante narrazione che mescola la storia della Milano della Scapigliatura con i suoi artisti e letterati a una serie di attuali assassini di donne.
Milano, ai giorni nostri, un killer imprendibile sequestra, uccide e mutila quattro donne e poi abbandona i corpi nei Navigli: un fascinoso ispettore, Angelo Nebbia, indaga finchè trova su internet un blog che racconta una storia del 1868 ambientata nel mondo degli artisti della Scapigliatura. L'autrice è Mariarita Fortis, una giovane donna appassionata di libri e di storie, che ha trovato un manoscritto anonimo, "Sublime anima di donna" in un libro antiquario che ha acquistato. Le evidenti coincidenze puntano l'attenzione sulle similitudini tra la storia di un delitto antico, raccontata da quello che si scoprirà essere Gerardo Orsi, scrittore scapigliato, con le imprese del moderno Frankenstein dei Navigli. Sì, perchè l'omicida preleva dalle vittime parti anatomiche...per farne cosa?