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Visualizzazione post con etichetta psicologia. Mostra tutti i post
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mercoledì 19 agosto 2026

Ale e il suo 'Cafe' des Amis'

( a cura di Mimma Zuffi)


Si chiama Alessandro (per gli amici Ale) e gestisce il Café des Amis, un bar in via Facchinetti a Milano, a due passi dall'aeroporto di Linate, aiutato dal simpatico Antonio. In questi giorni di caldo estremo e con la città vuota ha pensato di tenere aperto per i suoi clienti over, un punto di riferimento accolto con entusiasmo da più di 40 persone.

domenica 11 gennaio 2026

Armenia: dove anche le pietre hanno un’anima

 appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Un paese incastonato tra i monti del Caucaso, isolato da sempre ma da sempre unito nell’arcaica e profonda fede cristiana e nella fierezza della propria peculiarità, l’Armenia è un luogo dove il tempo si è fermato, o forse è solo più lento. Rallentato come rallenta il battito del cuore dopo una forte emozione, un’emozione che qui si chiama Genocidio. 
Perché è impossibile visitare l’Armenia senza prendere consapevolezza di quel che accadde novantanove anni fa. E’ una ferita aperta, sanguinante di un rosso vivo come le vesti dei monaci che ancora oggi popolano solitari monasteri, una sofferenza silenziosa che accompagna questo popolo austero e dignitoso.

Nel cerchio rosso l'Armenia














lunedì 9 dicembre 2024

Profezia

 

Profezia, di Nivangio Siovara

 di Nivangio Siovara


   







            


           (Fotografia di Charly Gutmann)

«Vieni qui subito a vedere cosa!» esclamò la signora Cistra, più allarmata del solito. Ciò che fece accorrere immediatamente il marito fu quel tono insolitamente aspro: infatti non c’era, nella voce, quel fondo d’affettuosa preoccupazione di quando, ad esempio, lo invitava per mostrargli, tremante d’ansia ma percettibilmente fiera, fin dove era salito il gatto sul pino. Possibile che lo chiamasse solo perché vedesse il temporale che stava arrivando?
Coprendosi la bocca con le mani, lei disse:
«C’è uno di quelli, là fuori, che guarda la casa.»
«Ma cosa stai dicendo? Quali, quelli?»
«Uno di loro, uno di quelli che si vedono sempre al telegiornale… I disperati!»
«I… Mah. Fammi guardare.»
Il Signor Cistra si accostò alla moglie. Anche lui, pur controvoglia, cacciò gli occhi attraverso le fessure della tapparella. Sfiorato appena dal cono di luce d’un lampione poco lontano, un uomo di colore, accigliato, stava seduto sul bordo del marciapiede, a due passi dal cancello delimitante il passaggio che conduceva alla villa.
«È così scuro che quasi non lo si nota, ma io, ecco insomma… eccolo lì.»
«Ma come fai a vederlo così bene senza occhiali?»
«Eh, cosa ti posso dire… sarà la paura!»
«Beh, questa la dobbiamo suggerire al tuo oculista.»
«Non divagare! Lo vedi chi c’è laggiù, insomma?»
«Già, sì. Ma… beh… adesso cerchiamo di non agitarci troppo senza motivo, eh? È solo un po’ stanco, magari, si starà riposando un attimo. È possibile, no?»
«Ma cos’avranno da essere sempre così stanchi, questi? E poi mi verrai a dire che è per caso che s’è piazzato esattamente qui davanti. Da quando è zona di passaggio, questa? Per andare dove? Sta anche incominciando a piovere, che se ne torni a casa!»
«Si sarà perso. Insomma, è abbastanza ovvio che non sia di qua.»
«Ma certo! Cioè, tu praticamente mi stai dicendo che questo stamattina è uscito di casa, da casa sua nell’Africa Nera, profonda, scura… e stasera – un po’ stanchino – s’è venuto a perdere proprio qui. E poi perché, secondo te, continua a fissare in quel modo la nostra casa? Lo vedi anche tu, no? Non me lo sto mica sognando. Guarda come è attento, come la studia.»
«Sì, beh, c’è anche da dire che non c’è nient’altro nei dintorni. Cosa vuoi che guardi?»

lunedì 14 novembre 2022

Riflessioni 2

 di Mimma Zuffi 



Vi è mai successo di piangere sdraiati? Stesi sul letto, ad esempio, sul pavimento, dentro la vasca del bagno,

con il viso rivolto al soffitto?


venerdì 11 febbraio 2022

QUANDO FOTOGRAFIA E PSICOLOGIA SI INCONTRANO - IL ROMANZO DI VOI

 di Alessia Ghisi Migliari, psicologa.



Mi intrufolo piano piano, qui tra voi.
Qualcuno, probabilmente, mi "conosce".
Sono "quella psicologa" di cui magari avete letto degli articoli, righe di artisti e
"follia" (o spietata luciditá).
In fondo, ci conosciamo un poco, no?
E proprio per questo voglio raccontarvi una storia.
Una storia che, anche lei, ha a che fare con l'arte e la psicologia.
Guardatevi attorno e sarete giá in tema: le vostre fotografie.
Non si possono snaturare queste pagine, e quindi resto sul filone creativitá;
solo che, al posto di essere flebile racconto, vi parlo di qualcosa che pratico,
anche se non sempre, nella mia professione: le "Phototheraphy Techniques", qui
ancora relativamente poco note.

domenica 24 novembre 2019

Il nostro amico Met e alcuni aneddoti - 3

di Giovanna Ungaro di Montejaisi



L'AMICO ALBERO

L'albero in antico era improntato all'idea di amicizia; era come un gigante buono che forniva riparo, frescura, legna e frutti. E voce! Questo non solo nel mondo greco, dove Zeus per comunicare con i mortali  dava voce alle querce del bosco sacro di Dodona in Epiro: Ma anche presso i celti, gli hindu, gli aborigeni: gli antropologi hanno scoperto che in Sud America certe tribù adottavano un albero (consacrato dallo sciamano) per mettersi in comunicazione con qualcuno di lontano: lo usavano come noi il telefono...

venerdì 14 dicembre 2018

Vite di confine - 3


(di Giovanna di Montejaisi)


LA FINE DI UN AMORE

Non ci sono ricette miracolose da consigliare alle persone desolate per la fine di una relazione, per lutto, tradimento o abbandono. Ci vuole tempo per elaborare il distacco o la delusione, ma non bisognerebbe ammalarsi di desiderio e avvolgersi nella solitudine (e nemmeno il contrario, tipo il chiodo scaccia chiodo adottato dai giovanissimi emancipati dalla pillola).

giovedì 24 maggio 2018

Il nostro amico Met e alcuni aneddoti - 2

di Giovanna Ungaro di Montejaisi

PUM  PUM CAVALLO

Ambra a due anni e 4 mesi aveva già dimostrato un’attrazione fatale per i cavalli, soprattutto se alti e scuri. Colpiti da tanto trasporto, al maneggio gliene avevano persino fatto “montare” uno, ma quello, non sentendosi addosso niente, aveva continuato a farsi i fatti suoi. La bambina aveva dovuto ripiegare, a malincuore, sui pony nell’attesa… che le sue gambe si allungassero.
Mi scriveva la madre “quello che non finirà di stupirmi è in che posizione corretta sa già tenere le redini, partire, fare gli esercizi di equilibrio in sella… prima ancora che l’istruttore glielo insegni. Bisogna arrendersi all'evidenza che c'è qualcosa di più nei nostri figli, qualcosa che noi possiamo solo accompagnare con attenzione”. Brava, peccato che non tutte le mamme riescono a comprenderlo da sole e serenamente. 

venerdì 5 gennaio 2018

Vite dal Confine -2

(di Giovanna Ungaro di Montejaisi)



CINZIA, LA COCCA
Mentre era in vacanza, Cinzia era diventata gialla come il limoncello. In ospedale le avevano diagnosticato una grave anemia autoimmune e non le avevano nascosto che, qualora il fisico non avesse risposto alla terapia cortisonica, avrebbe avuto scarse probabilità di sopravvivenza, anche perché era portatrice di epatite C.

martedì 14 novembre 2017

Vite dal confine - 1°

di Giovanna Ungaro di Montejaisi


IL FACILITATORE


Guido era andato a trovare un amico che, qualche mese prima, aveva perso il compagno; nel battergli la schiena, pat, pat, coraggio, aveva ‘visto’ uscirne l’immagine del defunto e non aveva reagito alla cuor di leone. Si era imballato come un motore fuori giri e, da allora, il cuore aveva cominciato a dargli dei problemi, anche se le indagini mediche non avevano evidenziato alcuna anomalia. Quell'esperienza forte e inaspettata aveva innescato un'ansia cui non riusciva a porre rimedio.

mercoledì 8 novembre 2017

IL GIARDINO DEI TIMIDI: LA TIMIDEZZA COME LUOGO SEGRETO DA APRIRE AL MONDO

di Alessia Ghisi Migliari




La timidezza può essere un tratto caratteriale con cui convivere serenamente.
Ma può anche essere realtà problematica che mina i rapporti, la capacità di vivere e viversi liberamente, frenati, rinchiusi in se stessi, soli.
Quando penso alla timidezza, mi viene in mente un giardino.
So che chi ne soffre non concorderà, ma è un'immagine che ho con me.

mercoledì 19 luglio 2017

LA PRINCIPESSA DIMENTICATA. Intelligentissima, colta, ma donna : Cristina Trivulzio di Belgioioso, eroina persa del risorgimento

di Alessia Ghisi Migliari
Dedicato ai miei genitori, Massimo e Mara.
Dedicato a Sandro Fortunati, mio “supervisore”, grazie al quale ho scoperto molto di Cristina, e che pazientemente ha risposto alle mie domande.
DEL GIORNO IN CUI HO CONOSCIUTO CRISTINA
Esistono volti che entrano nella tua esistenza – e non la lasciano più.

Nell’ umana ricerca di qualcuno da ammirare, di solito non è necessario percorrere grandi distanze, nè nel tempo, nè nello spazio.

Invece io ho fatto qualche passo in più, indietro, fino al Risorgimento.

E lì l’ho trovata.

Malgrado il sottotitolo, questo saggio non desidera essere un trattato di una pseudo-femminista arrivata in ritardo – non lo sono.

Vuole semplicemente divenire un contributo minuscolo e orgoglioso che faccia conoscere una personalità rarissima dai vasti potenziali, che ha fatto della sua vita un romanzo tenace.

lunedì 10 luglio 2017

Il nostro amico MetT, e alcuni aneddoti

Giovanna Ungaro di Montejaisidi Giovanna Ungaro di Montejaisi

COME NASCE UN NOME

Ho rinominato MetT (con due t) l’insieme dei nostri corpi sottili per una ragione apparentemente poco sensata. Quando avevo pubblicato per secondo il libro che avrebbe dovuto essere il primo e cioè “L'AMICO METT”, avevo liofilizzato l’argomento in 70 pagine e abbreviato “metacorpo” in Met; solo che la sillaba significava “morte” in ebraico antico e non mi era sembrato un buon viatico. In seconda battuta (e senza pensarci) mi era venuto di aggiungere una “t” finale maiuscola: MetT, appunto.

sabato 27 maggio 2017

Sistema MetT.

(di Giovanna Ungaro de Montejaisi)


Tutti abbiamo un amico super, ma in pochi sappiamo di averlo. Infatti se ne sta bello invisibile, al di là delle nostre finestre sensorie, che sono tarate sulla materia, mentre lui materiale non è.
Non si tratta di un essere esterno, tipo angelo custode, ma di una parte di noi, accantonata dalla cultura ufficiale, che per secoli ha ritenuto (utilmente) vero solo quanto dimostrabile e tangibile. Da tempo però la non visibilità  è stata sdoganata dalla scienza: nessuno ha mai visto un campo magnetico, né un atomo e nemmeno gli impulsi che attivano la tecnologia digitale da cui siamo sempre più dipendenti, eppure ne accetta l'esistenza, perché è stata dimostrata! 

lunedì 6 marzo 2017

QUANDO FOTOGRAFIA E PSICOLOGIA SI INCONTRANO - IL ROMANZO DI VOI. (E SE AVETE DOMANDE...)


di Alessia Ghisi Migliari, psicologa.

Mi intrufolo piano piano, qui tra voi.
Qualcuno, probabilmente, mi "conosce".
Sono "quella psicologa" di cui magari avete letto degli articoli, righe di artisti e
"follia" (o spietata luciditá).
In fondo, ci conosciamo un poco, no?
E proprio per questo voglio raccontarvi una storia.
Una storia che, anche lei, ha a che fare con l'arte e la psicologia.
Guardatevi attorno e sarete giá in tema: le vostre fotografie.
Non si possono snaturare queste pagine, e quindi resto sul filone creativitá;
solo che, al posto di essere flebile racconto, vi parlo di qualcosa che pratico,
anche se non sempre, nella mia professione: le "Phototheraphy Techniques", qui
ancora relativamente poco note.

sabato 25 febbraio 2017

OCCIDENTALI'S KARMA

(di Giovanna Ungaro di Montejaisi)

Ci voleva il festival di Sanremo perché il vocabolo karma fosse sulla bocca di tutti. Ma sapete cosa significa?

Il karma è legge operante di causa ed effetto e comporta  che    ogni azione compiuta provoca conseguenze che ricadono sull'attore, prima o poi.  Il karma è l'effetto presente di una causa passata.


lunedì 2 gennaio 2017

Reciprocità

di Giovanna Rotondo Stuart
(foto dal web)


Una riflessione per questo nuovo anno, con la speranza che sia un anno buono per tutti.

Reciprocità è una parola a cui penso spesso negli ultimi tempi.

La reciprocità intesa come dare/avere non è nelle mie corde, sono convinta che il significato del termine vada ben oltre il semplice scambio. La reciprocità coinvolge la sfera dei sentimenti: si possono avere affinità ed empatia occasionali, anche molto piacevoli, tuttavia, in contatti più frequenti, è necessario praticare, in qualche misura, la reciprocità.

domenica 19 giugno 2016

"Un uomo più triste e più saggio": Samuel Taylor Coleridge

di Alessia Ghisi Migliari





Non fu mai indipendente – cercò di continuo un rifugio, un approdo, una rassicurazione.
E per gran parte della sua vita, i giorni furono segnati da un carattere indeciso e afflitto dall’abuso di oppio.

Il risultato fu una produzione letteraria minore di quel che il talento promettava – ma con un paio di perle che sono arrivate sino a noi, poetiche e visionarie come lui.
Samuel Taylor Coleridge, una mente filosofica ma dispersiva, era l’ultimo figlio di una numerosissima famiglia il cui padre, il pastore anglicano John, sarebbe poi morto presto.
Nato nel 1772 nel Devon, Samuel è l’ultimo di dieci fratelli, e fra le angherie dei maggiori e una public school di vittoriana intransigenza, il suo carattere si fa incerto, obbediente, così obbediente da vacillare in assenza di disciplina e strade certe e ben delineate. Ma il ragazzo ha un animo sensibile, poetico, adattissimo a quel romanticismo melanconico e sofferto che farà la sua gloria e quelle di molti suoi contemporanei dallo stesso temperamento. 

martedì 16 giugno 2015

Quando l'Arte salva la Vita


Di Alessia Ghisi Migliari


Immaginate di avere un talento – un dono, chiamatelo come volete.
Lo avete in somma misura: non siete solo capaci, siete grandiosi.
E’ la vostra vita, il motivo primo, la spinta, l’identità.
E accade poi qualcosa che rischia, lentamente, giorno dopo giorno, come spada di Damocle, di togliervi tanta fortuna, la passione tutta, l’eccellenza.
Beethoven divenne sordo, ma non fu abbastanza, per fermarlo.
Ludwig van Beethoven nasce a Bonn nel dicembre 1770, in una famiglia numerosa.
Suo padre è un cantante lirico della corte del principe di Colonia, ma non ha in sè i mezzi per insegnare abbastanza, al ragazzino.
Appreso quanto può, cambia una serie di maestri iniziando a dare, ancora bambino, concerti che mostrano la sua precocissima abilità – inizia a comporre a nemmeno dieci anni e crescendo insegna pianoforte a rampolli non altrettanto dotati.

giovedì 26 marzo 2015

Le maree di Virginia

di Alessia Ghisi Migliari


L’Ouse scorreva vicino alla sua casa.
Deve aver percorso in pochi minuti, l’ultima strada – nelle tasche tanti sassi pesanti.
E poi, una volta sulla riva, ha continuato a camminare, finché è scomparsa, sotto l’acqua, nel profondo.
Era il 28 marzo del 1941: Virginia Woolf era finalmente riuscita a scappare dalle voci che la infestavano, dalla sua pena costante e da una vita troppo stanca.
Immaginate una famiglia: la vostra, o lo stereotipo – non necessariamente edulcorato e pubblicitario – attraverso il quale ricamiamo nella nostra testa l’immagine di un nucleo di persone coeso, affettuoso, sicuro (un porto franco).
E poi immaginate tutte le infinite varianti di questo modello: le intrusioni, i fallimenti, gli investimenti emotivi traditi, il caos.
Ecco, la storia della grande scrittrice rientra nella seconda ipotesi: un’esistenza spuntata su un terreno senza solidità.