di Nivangio Siovara
(Fotografia di Charly Gutmann)
«Vieni qui subito a vedere cosa!» esclamò la signora Cistra, più allarmata del solito. Ciò che fece accorrere immediatamente il marito fu quel tono insolitamente aspro: infatti non c’era, nella voce, quel fondo d’affettuosa preoccupazione di quando, ad esempio, lo invitava per mostrargli, tremante d’ansia ma percettibilmente fiera, fin dove era salito il gatto sul pino. Possibile che lo chiamasse solo perché vedesse il temporale che stava arrivando?
Coprendosi la bocca con le mani, lei disse:
«C’è uno di quelli, là fuori, che guarda la casa.»
«Ma cosa stai dicendo? Quali, quelli?»
«Uno di loro, uno di quelli che si vedono sempre al telegiornale… I disperati!»
«I… Mah. Fammi guardare.»
Il Signor Cistra si accostò alla moglie. Anche lui, pur controvoglia, cacciò gli occhi attraverso le fessure della tapparella. Sfiorato appena dal cono di luce d’un lampione poco lontano, un uomo di colore, accigliato, stava seduto sul bordo del marciapiede, a due passi dal cancello delimitante il passaggio che conduceva alla villa.
«È così scuro che quasi non lo si nota, ma io, ecco insomma… eccolo lì.»
«Ma come fai a vederlo così bene senza occhiali?»
«Eh, cosa ti posso dire… sarà la paura!»
«Beh, questa la dobbiamo suggerire al tuo oculista.»
«Non divagare! Lo vedi chi c’è laggiù, insomma?»
«Già, sì. Ma… beh… adesso cerchiamo di non agitarci troppo senza motivo, eh? È solo un po’ stanco, magari, si starà riposando un attimo. È possibile, no?»
«Ma cos’avranno da essere sempre così stanchi, questi? E poi mi verrai a dire che è per caso che s’è piazzato esattamente qui davanti. Da quando è zona di passaggio, questa? Per andare dove? Sta anche incominciando a piovere, che se ne torni a casa!»
«Si sarà perso. Insomma, è abbastanza ovvio che non sia di qua.»
«Ma certo! Cioè, tu praticamente mi stai dicendo che questo stamattina è uscito di casa, da casa sua nell’Africa Nera, profonda, scura… e stasera – un po’ stanchino – s’è venuto a perdere proprio qui. E poi perché, secondo te, continua a fissare in quel modo la nostra casa? Lo vedi anche tu, no? Non me lo sto mica sognando. Guarda come è attento, come la studia.»
«Sì, beh, c’è anche da dire che non c’è nient’altro nei dintorni. Cosa vuoi che guardi?»