di De Pedro Giovanni
Pensavo, quando fare coming out in famiglia? Natale no, si
rovinano le feste; Pasqua idem; prima di un colloquio di lavoro? No, se poi va
male diranno che non l’ho passato perché sono gay! Lo farò al pranzo
domenicale!
- Mamma, papà, devo dirvi una cosa importante -
Mia madre dalla cucina mi risponde: - Un attimo che metto le
lasagne in forno e sono da te – Mio padre fa solo un cenno dal divano, come per
dire – Parla -, mentre legge il quotidiano.
Arrivando in soggiorno e pulendosi le mani nel grembiule,
mia madre si mette pronta ad ascoltare.
- Mamma, papà, sono omosessuale – mia madre rimane a bocca
aperta e meno male che aveva già infornato la teglia, altrimenti sarebbe caduta
sul pavimento e sarebbe stato un lutto, come perdere un parente stretto.
- Mario, Mario, hai sentito? Nostro figlio è uomosessuale -
Mio padre con la sua solita flemma e abbassando il giornale
risponde:
- Che nostro figlio fosse un uomo lo sapevo e, immaginavo
anche che facesse sesso, ma si dice omosessuale, se fosse stato femmina cosa
sarebbe stato donnasessuale? -
- Ecco, sempre a correggermi. Tu sei laureato, io ho fatto
solo le scuole dell’obbligo – risponde mia madre.
- Per fortuna ti hanno obbligato, sennò come saremmo messi!?
-
- Simpatico – dice mia mamma, rivolta a mio padre – Ma cosa
vuol dire? -
- Maria, vuol dire che nostro figlio è come quella verdura
che ti piace tanto gratinata -
- Il nostro ragazzo è un cavolfiore? -
- Nooo, è un finocchio, gli piacciono gli uomini -
- Ah allora, anziché una fidanzata ci presenterai il
fidanzato? -
- Sì, mamma- dico perplesso di quella reazione pacata.
- Speriamo non sia ciliaco, avrei problemi a presentargli le
mie lasagne -
- Questo sarebbe una salvezza per il malcapitato –
interviene mio padre e, spuntando per l’ennesima volta dal giornale con le
pagine rosa, continua – speriamo gli piaccia il calcio e che sia interista. Non
portarmi in casa un milanista! -
- Speriamo che non sia vegetariano, altrimenti non potrebbe
mangiare il mio arrosto – ribatte la mamma.
- Sarebbe una seconda salvezza per il futuro genero – dice
mio padre – milanista e vegetariano sarebbe un mix letale per me. A ferragosto
non voglio fare la griglia a un rossonero soltanto con le verdurine -
- A
quel punto rimango basito e dico: - Ma pensate solo al cibo e al calcio,
credevo che vi sareste sorpresi! -
- Sorpreso no, l’avevo già immaginato -
Mia madre stupita dice: - Come lo sapevi e non me lo hai mai
detto? –
- Cosa dovevo dirti, si capiva. Ti ricordi quel Natale che
gli regalammo Big Jim?-
- Certo, mi chiese quando gli avremmo comprato la Barbie,
pensavo volesse fare una coppia innamorata! - lo dice dandomi un pizzicotto
sulla guancia, come si fa ai bambini.
- Voleva cambiare i vestitini alla Barbie, Maria. E quando
volevo giocasse a calcio? Ci disse che voleva andare a fare un corso di musical
– continua mio papà.
- Era bravissimo, mentre ballava e cantava in mezzo a quelle
dieci bambine e, lui, il solo ragazzino. -
- Appunto, l’unico maschietto! E ti ricordi quando non
voleva mangiare la pasta e, tu, gli dicevi “Se non la mangi chiamo l’uomo
nero”? Non la mangiava, aspettava l’uomo nero! -
- Uhh – urla meravigliata mia mamma – dovevo capirlo quando
eravamo a comprare il copridivano e mi disse che gli piaceva quello color
fucsia. Tu, Mario, non diresti mai “color fucsia”, non è da etero, e tu lo sei,
vero Mario? -
Mio padre si alza e dice: - Vuoi l’ennesima prova? -
Intervengo prima che la cosa degeneri: - Papà, mamma,
tollero tutto ma non queste cose davanti a me -
- Hai ragione – ribatte mio padre dandomi una pacca sulla
spalla, da vero uomo – Andiamo a mangiare -
- Sì – dice la mamma – andiamo bambino mio -
- Bambino? - risponde il papà – ma se ha quarantatre anni! -
Sollevato da quel peso, mi siedo a tavola coi miei genitori e mi mangio due piatti di lasagne perché, per me, sono le migliori del mondo, nonostante quello che dice mio padre, che intanto, sta mangiando, anche lui, la seconda porzione.


