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domenica 17 maggio 2026

Il partigiano Johnny – Beppe Fenoglio

 Recensione a cura di Raffaelina Di Palma

“Partì verso le somme colline, la terra ancestrale che l’avrebbe aiutato nel suo immoto possibile, nel vortice del vento nero, sentendo com’è grande un uomo quando è nella sua normale dimensione umana.”

Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio, si potrebbe definire “il romanzo della Resistenza,” ma non sarebbe completa come esposizione. Intanto si può estenderla dicendo che è un romanzo che racconta la Resistenza come fu realmente, autentica e senza false illusioni: si può dire che rispecchia pienamente lo stile caratteristico di Fenoglio: i suoi estimatori ne riconoscono l’impronta sin dalle prime pagine.

La sua scrittura, l’atmosfera, il tono emotivo delle sue pagine, la cadenza e il flusso vitale delle sue storie si intessono intensamente con lo scenario delle Langhe e con la città di Alba, dove Fenoglio nacque il 1° marzo 1922, dalla quale nell’arco della sua vita non si allontanò quasi mai.

Il libro, la sua prima opera, avrebbe dovuto intitolarsi “Racconti della guerra civile” e invece uscì da Einaudi nel ’52, con il titolo “I ventitré giorni della città di Alba” nella collana narrativa diretta da Elio Vittorini tra il 1951 e il 1958,  che oggi diremmo di talent, con il titolo «I Gettoni». Nata come spazio per la narrativa sperimentale e giovani autori, vennero pubblicate opere basilari di autori come Calvino, Fenoglio, Lalla Romano, Anna Maria Ortese e Rigoni Stern… rinnovando il panorama letterario italiano del dopoguerra.

L’esperienza si concluse alla fine degli anni ’50, lasciando un’impronta duratura sulla narrativa italiana.

Il titolo “Racconti della guerra civile” dato al libro dall’autore, appariva, in piena Guerra Fredda, vago e oscuro, se non altro per il linguaggio di raziocinio e criterio nei confronti dei fascisti repubblichini, come se velatamente li nobilitasse. E l’autore Beppe Fenoglio non lo avrebbe mai voluto: era, allora, uno sconosciuto debuttante trentenne, autodidatta di Alba e procuratore di un’azienda vinicola. Si allontanò raramente dalla sua città. Questo distacco da Roma, da Milano, gli permise di sviluppare una voce unica e antiretorica, lontana dalle mode intellettuali del neorealismo imperante. Pur avendo studiato, il suo interesse per la letteratura inglese e la sua cultura profonda se la costruì da solo, leggendo e studiando con passione.

Lo spettacolo dell’8 settembre locale, la resa di una caserma con dentro un intero reggimento davanti a due autoblindo tedesche not entirely manned, la deportazione in Germania in vagoni piombati avevano tutti convinto, familiari ed hangers-on, che Johnny non sarebbe mai tornato; nella più felice delle ipotesi stava viaggiando per la Germania in uno di quei medesimi vagoni piombati, partito da una qualsiasi stazione dell’Italia centrale. Aleggiava da sempre intorno a Johnny una vaga, gratuita, ma pleased and pleasing reputazione d’impraticità, di testa tra le nubi, di letteratura in vita…Johnny invece era irrotto in casa di primissima mattina, passando come una lurida ventata fra lo svenimento di sua madre e la scultorea stupefazione del padre”.

Ufficiale di collegamento nei badogliani del comandante Martini Mauri nelle Langhe meridionali, tra Santo Stefano Belbo, Monbarcaro e Alba.

La storia di Johnny si legge gustandone ogni singola pagina, ogni parola, ogni “gioco” linguistico, nonostante le difficoltà di quelli che non hanno dimestichezza con l’inglese che interrompe il filo narrativo a più riprese per riprendere subito dopo: anche qui risalta il genio dello scrittore, che crea comunque una forte attrazione con il lettore compensando con l’arditezza della linguistica italiana. Spesso, durante la lettura, ho dovuto consultare il vocabolario per capire termini mai incontrati prima, capire le acutezze lessicali, quelle fatte di neologismi, latinismi, vere e proprie fusioni linguistiche. Un altro motivo di attrazione è il “perdersi” in una prosa ricca di rari accostamenti di nomi e aggettivi in una sintassi mai pesante.

“Posò il moschetto e si sedette su un tratto libero del muretto, altissimo. La stanchezza l’aggredì, subdola e dolce, e poi una rigidità. Poi nella sua spina dorsale si spiralò, lunga e lenta, l’onda della paura della battaglia ripensata. Anche agli altri doveva succedere lo stesso, perché tutti erano un po’ chini e assorti, come a seguire quella stessa onda nella loro spina dorsale.[…]Eppure Johnny sapeva che sarebbe rimasto, a fare tutte le battaglie destinate, imposte dai partigiani o dai fascisti, e sentiva che si sarebbero ancora combattute battaglie, di quella medesima ancora guerra, quando egli e il Biondo e Tito e tutti gli uomini sull’aia (ed ora apparivano numerosi, un’armata) sarebbero stati sottoterra, messi da una battaglia al coperto da ogni battaglia.”

Lo stile dell’autore astigiano è caratterizzato da una inedita fusione linguistica che fonde un rigoroso realismo contadino a un tono epico, spesso influenzato dalla lingua inglese e dalla Bibbia, sua “lingua mentale”. La sua prosa è fondamentale, cinematografica, libera dalla retorica, che punta a interpretare la Resistenza e la vita nelle Langhe in maniera assoluta e moderna, allontanandosi dal neorealismo tradizionale.

Dall’omonimo film

Un romanzo che diventa un’esperienza di lettura non facile, ma unica. Johnny, la Resistenza e le Langhe, sono i tre protagonisti a pari titolo in questo racconto, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la sua prematura morte. La cronaca di un’epopea antieroica in cui l’autore estende la propria esperienza in una prospettiva drammatica. Il partigiano Johnny scopre un significato umano che va ben oltre quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande nell’estate del ’44 fino alla presa di Alba seguiamo il percorso di Johnny e dei suoi compagni di lotta fra l’inerzia forzata nei casali, le trappole contro gli automezzi fascisti, una spia da giustiziare, le battaglie campali, i rapporti non sempre facili tra le varie formazioni ribelli.

“Tu sei comunista Tito? Io no, – sbottò lui: – Io sono niente e sono tutto. Io sono soltanto contro i fascisti. Sono nella Stella Rossa perché la formazione che ho incocciata era rossa, il merito è loro d’averla organizzata e d’avermela presentata a me che tanto la cercavo, come finora non ho cercato niente altrettanto intensamente. Ma a cose finite, se sarò vivo, vengano a dirmi che sono comunista!”

Il partigiano Johnny è un racconto che evidenzia con cura e precisione la guerra con una lingua sperimentale, poi riconosciuta come propria di Fenoglio: il “fenglese”. Johnny è un giovane uomo, deciso nelle sue idee, senza mappe mentali pronto a qualsiasi azione per realizzarle e non fa sconti, neanche a se stesso: ci racconta la guerra di liberazione consegnandoci le proprie e le altrui sofferenze.

Non tutti conoscono il metodo di scrittura di Fenoglio. Inizialmente scriveva in inglese, una lingua che amava profondamente, per poi tradurla in italiano.  

Innesta nella sintassi italiana strutture inglesi, dalle quali spunta una forma unica, secca e dinamica.

Era un grande conoscitore della lingua e della letteratura inglese.

“Mi danno del provinciale. Ma chi è provinciale, io o loro? Tirano fuori tutte queste storie sul realismo. Ma cos’è il realismo?Descrivere un uomo che fa 

una cosa, come la fa e perché, ecco, per esempio, un uomo che cammina sulla Langa, come facciamo noi adesso,non è realismo questo? Di cosa parlava Omero? E la Bibbia? Ma in Italia, temo, non hanno letto bene né l’uno né l’altra.”

Il partigiano Johnny è un libro postumo. Alla morte precoce di Fenoglio furono trovate diverse redazioni del libro: di cui la prima stesura scritta interamente in inglese.

Di lui Italo Calvino ha scritto: “Beppe Fenoglio è stato per noi forse l’ultima incarnazione d’una figura storica di scrittore che marcò di sé le storie letterarie del secondo quarto di secolo ed è ora scomparso senza lasciare eredi; scrittore che esprime insieme la solitaria coscienza d’una tensione interiore e il mito estroverso di una vita pratica e attiva”

Pro

Lettura difficile, ma appassionante, uno spaccato della difficile e drammatica storia italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel corso della lettura ci si immerge nelle azioni, nei pensieri e nelle sensazioni del protagonista. E questo è un merito dello scrittore.

Trama

Il partigiano Johnny restituisce i principi ideali e le paure e le ragioni e i sogni di una intera generazione come nessun libro è riuscito a fare. Il partigiano Johnny è riconosciuto come il più originale e antiretorico remoto romanzo italiano sulla Resistenza. La storia è quella del giovane studente Johnny, cresciuto nel mito della letteratura e del mondo inglese, che dopo l’8 settembre decide di rompere con la propria vita e di andare in collina a combattere con i partigiani. Una storia simile a quella di molti altri giovani e di molti altri scritti sullo stesso argomento. Ma Fenoglio riesce a dare alle avventure e alle passioni di Johnny una dimensione esistenziale ben più profonda e generale, che racconterà per sempre che cosa sono stati i partigiani e la Resistenza in Italia.


(pubblicato con l'autorizzazione di Raffaellina di Palma e "Thriller storici e dintorni=)

domenica 10 maggio 2026

Un luogo in cui nascondersi

 di Vincenzo Zaccone



“Facciamo un gioco…”

Le mie gambe sobbalzano nel letto, spalanco gli occhi, tocco con un dito lo schermo del telefono… le 3:33. Cavolo! Spero solo non sia un’altra di quelle notti in cui ho bisogno almeno di un’ora per riaddormentarmi! È che sento la tensione nervosa nelle mie fibre muscolari, nelle gambe, nelle spalle, faccio fatica a rilassarle. Immagino sia colpa di quello che stavo sognando, cos’era? Non ricordo. Ma la voce, quella sì la ricordo… un gioco, quale? E di chi era quella voce? Non la mia certo. Sembrava un suono fuori campo, mi mette i brividi ripensarci, mi sento a disagio.

domenica 3 maggio 2026

MARE PROFONDO di Viviana E. Gabrini

Ti avevo promesso che ti avrei portata al mare, no? e glielo chiese con quel tono che sottintendeva: ed io le promesse le rispetto sempre altrimenti nemmeno le faccio, quel tono che non ammetteva repliche, quel tono da ho ragione e basta, quel tono che un po' la indispettiva e un po' la inteneriva.
Erano a fine gennaio ma in quel mare scintillante di sole e in quell'aria che gli batteva sugli zigomi  e sulla fronte solcata da tenui rughe, lui riusciva a vedere un'imminente primavera.

giovedì 30 aprile 2026

Marilyn di Giovanna Rotondo

 


PREFAZIONE

Esistono icone che il tempo non consuma, ma che il mito ha finito per svuotare della loro umanità. Marilyn Monroe è tra queste: luminosa e tragica, fissata in unimmagine eterna che non ammette cedimenti. Ma cosa resta quando i riflettori si spengono e la maschera inizia a pesare?

lunedì 27 aprile 2026

AUDREY LA BIOGRAFIA DEFINITIVA DI AUDREY HEPBURN di Sean Hepburn Ferrer e Wendy Holden

 (a cura di Mimma Zuffi)

Tea - pagg. 352 - € 20,00 Ebook: € 9,90

Con storie inedite, fotografie esclusive e i ricordi del figlio Sean,
la biografia definitiva di un’icona di stile e una delle attrici più amate di sempre.







«Prima di accettare di collaborare alla biografia definitiva della "donna con gli occhiali da sole", ho ricordato a me stesso che esitono già più di mille libri su mia madre, Audrey Hepburn. Anche se lei avrebbe considerato assurda ogni sua biografia e avrebbe detto - con una smorfia - che il mondo ne aveva bisogno come di "un buco in testa", non avrebbe mai immaginato l'insaziabile desiderio di notizie su di lei che è diffuso in tutto il mondo. "Volevo lavorare e mi sono comportata bene", diceva, nel riassumere la sua vita. "Sono stata cortese e normale. Penso che questo abbia trasmesso qualcosa alle persone. Ecco tutto." [...]

giovedì 23 aprile 2026

Cosa c'è di Stef & Phere

 (a cura di Mimma Zuffi)

Magazzini Salani -  Pagine: 208 | Prezzo: 16,90 euro

Stef & Phere youtuber tra più amati e seguiti dai ragazzi

autori bestseller da oltre 400.000 copie vendute 

di nuovo in libreria con libro necessario

per chi vuole capire cosa significa crescere oggi,

e per chi crede che ascoltare sia il primo vero atto di educazione emotiva.

I ragazzi e le ragazze di oggi prendono la parola raccontando cosa significa vivere tra aspettative, amicizie, social e ansie silenziose.


Un racconto in prima persona, voci che emergono senza filtri, senza mediazioni, 
restituendo il ritratto vivo, intenso, autentico e pieno di sogni di chi cerca il proprio posto nel mondo.


 

BURATTINAI di Grazia Scanavini

(a cura di Mimma Zuffi)
Salani Pagine: 496 | Prezzo: 19,00 euro 



Arriva in libreria Burattinai, l’incredibile romanzo d’esordio
di Grazia Scanavini, la nuova voce del noir italiano.

La prima indagine delle “Lavandaie”,
sei poliziotte che combattono
le dinamiche di potere invisibili,
anche tra le forze di polizia.

Un romanzo che indaga
le violenze di genere,
dalla manipolazione fino al femminicidio.

Io sono Adele di Csaba dalla Zorza

 

(a cura di Mimma Zuffi)

Marsilio editori - pp. 255, euro 18,00



 
Adele Casagrande ha una vita professionale fatta di soddisfazioni e riconoscimenti, eppure non è contenta. A sessant’anni vuole ricominciare da capo.
Per trent’anni ha avuto il coraggio di restare nel suo ruolo di moglie e madre. Ora che i figli sono grandi e i tradimenti del marito hanno smesso di farle male, senza però essere mai stati dimenticati, qualcosa dentro di lei chiede una risposta. Una questione irrisolta la spinge a concedersi una nuova opportunità: capire se può finalmente essere se stessa, e se è ancora capace di amare e lasciarsi amare.

Il potere metabolico della mente di Georgia Ede

 (a cura di Mimma Zuffi)

Vallardi -  Pagine 416 | prezzo 22,50 euro

 


Arriva in Italia il primo libro sulla psichiatria metabolica: Ede Georgia, psichiatra americana, fornisce un approccio innovativo

che integra neuroscienze e nutrizione
per spiegare il ruolo del metabolismo

nella salute mentale e offrire strumenti pratici
per migliorare umore, energia

e funzioni cognitive.

 

«Una lettura imprescindibile per chi vuole comprendere il legame profondo

tra cervello, nutrizione e salute mentale».

Cristina Tomasi