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mercoledì 11 febbraio 2026

J. Robert Oppenheimer l’uomo dietro la bomba atomica di Chris McNab

 (a cura di Mimma Zuffi)

Gremese editore Pagine: 208 - € 16,00

Ero l'amante di Rodin. Vita vissuta di Camille Claudel, di Annalisa Fabbri


(a cura di Mimma Zuffi)

Morellini editore , 236 pp - 20 euro



In uscita per la collana "Femminile Singolare" il sesto romanzo della pluripremiata autrice faentina. Un ritratto potente e tragico di un’artista schiacciata dall'ombra di Rodin e dai pregiudizi di un’epoca.

LAVORARE CON UN GENIO FRANCO BATTIATO RACCONTATO DAI SUOI ARTIST, di Gianfranco D'Adda Walter Pistarini

 (a cura di Mimma Zuffi

Jaka Book  - pagg. 352, € 24,00

lunedì 9 febbraio 2026

Costellazioni

 di Vincenzo Zaccone


Fa caldo, c’è folla dovunque, le persone brulicano, ridono, scherzano, bevono, fumano. Quella sera arrivo al chiosco in pineta con i miei amici delle scuole superiori, durante una delle solite vacanze afose, spesso stantìe, in cui spettegolare è l’unico modo per fare passare il tempo.

lunedì 2 febbraio 2026

“Gli orologi di Sen”, di Carlo A. Martigli

 

(a cura di Mimma Zuffi)

“Gli orologi di Sen”, Carlo A. Martigli racconta: “Tra sogno e realtà, un thriller psicologico nella Milano di oggi” (P. Fizzarotti)


                                    Carlo A. Martigli intervistato a Santa Margherita Ligure

Un uomo che si domanda, senza più certezze, dove finisca la veglia e dove inizi il sogno. E soprattutto se sia davvero un problema.

giovedì 29 gennaio 2026

E perché no? Qualche domanda

 (di Mimma Zuffi)



Oggi voglio fare una sorta di gioco enigmistico di letteratura.

Solo dieci domande e alla fine leggerete le risposte. Ma non dovete barare. Se vi è piaciuto tra un po’ ancora dieci. Io mi sono divertita e spero anche voi.



domenica 25 gennaio 2026

Regalami un sorriso - di Heiko H. Caimi

 di Heiko H. Caimi



 

Dedicato a Elena Tomaini

 

 

Ero convinta che il sorriso fosse un organo interno, come la milza: tutti ne parlano, nessuno sa bene a che cosa serva, e, quando qualcuno te lo chiede in prestito, capisci che c’è qualcosa di profondamente sbagliato.

Lo pensavo mentre camminavo tra i banchi del mercatino dell’usato, circondata da stoviglie con una vita precedente, maglioni che avevano conosciuto ben altri inverni, cornici vuote in attesa di un ricordo compatibile. Lì era tutto di seconda mano, persino la nostalgia. Mancavano solo i sorrisi.

lunedì 19 gennaio 2026

King Lear e la sovranità in Shakespeare

 

di Mimma Zuffi



KING LEAR è una tragedia che appartiene alla fase matura di Shakespeare. Fu scritta probabilmente nel 1605-6, ed ha ricevuto moltissime attenzioni dalla critica, specialmente negli ultimi anni, come una delle più grandi, se non la più grande tragedia di Shakespeare.
C'è stato un periodo, soprattutto quello romantico, in  cui King Lear era stato considerato impossibile a recitarsi; un dramma che per le sue considerazioni sulla natura dell'uomo, della storia, il senso della nostra esistenza non poteva essere messo in scena in maniera soddisfacente.
Questa era la posizione di molti critici romantici.
Certamente, se noi consideriamo le messe in scena che ci davano di King Lear nel teatro naturalistico, illusionistico dell' Ottocento, con formidabili scenografie, con questo vecchio che andava in giro per la scena con il suo bastone, tutto addobbato di parrucca e vestiti particolarmente sfarzosi, ci rendiamo conto che King Lear diventa una sorta di controsenso: se è recitato, non regge alla recitazione. King Lear resta indubbiamente una tragedia di difficilissima interpretazione, e una delle ultime conferme è venuta dal King Lear di Strehler che, a mio parere, è stato uno pseudo-fallimento anche se fortemente incensato dalla critica.
Questo dramma fu, con tutta probabilità, suggerito a Shakespeare alla stessa maniera di altre sue tragedie, da alcune fonti che  egli poteva riscontrare nella letteratura del suo tempo.

giovedì 15 gennaio 2026

Stranger Things: Un cammino dell’eroe degli anni ‘80

 di Vincenzo Zaccone


 

“Stavo cercando le risposte in qualcuno altro, ma io le avevo tutte” - Will

Come non parlarne: è stata a lungo la serie TV più vista di sempre di Netflix (poi superata da ‘Mercoledì’), che ha massimizzato l’effetto nostalgia per gli anni ’80, e che ha avuto un’influenza enorme sul panorama mondiale.

Oltre a questo, ci ha tenuto con il fiato sospeso per quasi un decennio, generando molta attesa sul capitolo finale; adesso l’inizio della fine ce l’abbiamo sottomano e non delude.

Forse la cosa più entusiasmante è che, dopo nove anni in giro per Hawkins, i fratelli Duffer riescano ancora a regalarci una “storia di formazione” potente, con protagonisti ancora vitali, che battibeccano, si confidano, scoprono nuove parti di sé, confliggono, convergono completando i discorsi, perfezionando i piani d’azione l’uno dell’altro. 

domenica 11 gennaio 2026

Armenia: dove anche le pietre hanno un’anima

 appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Un paese incastonato tra i monti del Caucaso, isolato da sempre ma da sempre unito nell’arcaica e profonda fede cristiana e nella fierezza della propria peculiarità, l’Armenia è un luogo dove il tempo si è fermato, o forse è solo più lento. Rallentato come rallenta il battito del cuore dopo una forte emozione, un’emozione che qui si chiama Genocidio. 
Perché è impossibile visitare l’Armenia senza prendere consapevolezza di quel che accadde novantanove anni fa. E’ una ferita aperta, sanguinante di un rosso vivo come le vesti dei monaci che ancora oggi popolano solitari monasteri, una sofferenza silenziosa che accompagna questo popolo austero e dignitoso.

Nel cerchio rosso l'Armenia