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lunedì 15 giugno 2026

LA MONETA DI AKRAGAS

    (di Mimma Zuffi)              

La moneta di Akragas


Andrea Camilleri, con il suo  romanzo storico intitolato “La moneta di Akragas” (edizioni Skira), è stato nella classifica dei libri più venduti.


Camilleri è stato ed è uno degli scrittori italiani di maggior successo. Tuttavia, per molto tempo, fu  un settantenne non molto noto che aveva scritto alcuni romanzi storici, tra cui l’intrigante “Il birraio di Preston”.

Nel 1994 crea il commissario Montalbano. Non era sua intenzione scrivere più di un paio di romanzi con Montalbano protagonista, ma il secondo (“Il cane di terracotta”) fu accolto da critici e lettori con un tale successo da convincerlo a proseguire con le storie del commissario più noto d’Italia.

In questo suo nuovo romanzo storico, “La moneta di Akragas” lo scrittore fa riposare Montalbano e, con abilità linguistico-letteraria, ci porta nella sua Sicilia usando la tecnica di piani temporali diversi.

La storia comincia nel 406 a.C. quando Akragas (l’antica Agrigento) soccombe all’assedio dei Cartaginesi. Kalebas, un mercenario al servizio di Akragas e agli ordini dello spartano Deixippo, riesce a scampare all’eccidio portando con sé un sacchetto con 38 monete. La morte è comunque in agguato. Dopo tre giorni di agonia, a seguito di un morso di vipera, Kalebas muore, non prima di aver scagliato lontano le 38 monete.

Nel secondo capitolo l’autore ci porta nel dicembre 1909 e ci fa incontrare il dottor Stefano Gibilano che durante una delle sue visite in campagna incontra Cosimo Cammarota, un contadino che gli dice, infilandosi una mano in tasca, “Aio ‘na cosa che ti voglio arrigalari”.

Nel terzo capitolo si torna indietro di un anno. “Quasi duemilacentosettant’anni dopo Akragas, un’altra città siciliana venne distrutta dalle fondamenta. Ma stavolta si tratta si cause naturali.” La città è Messina, la sua distruzione è causata da un violento terremoto. Grazie al sisma torna alla luce una piccola moneta d’oro: un’antica moneta di Akragas, forse appartenuta a Kalebas. La moneta, tuttavia, è destinata a lasciare l’Italia. Infatti i rapporti tra Italia e Russia erano ottimi; Vittorio Emanuele e lo Zar erano accomunati dall’amore per la numismatica, e la flotta russa era nei pressi della costa!

 


Terremoto di Messina, 28 dicembre 1908 - La Prefettura distrutta

La spiegazione è questa - secondo il dottor Gibilaro, appunto - che la moneta stia esprimendo la sua volontà di non riapparire al mondo, di tornarsene nuovamente dentro quella terra dalla quale un giorno l’hanno tirata fuori. E comunque, in linea subordinata, di non andare mai, per nessuna ragione, a finire nella sua povera collezione. È come se un’imperatrice si rifiutasse giustamente di abitare in una stamberga.”

La moneta a questo punto diventa soggetto, strumento, protagonista di eventi che possono risultare negativi o positivi, dipende da chi la possiede. Tra le varie vicissitudini  viene rubata, e a questa sparizione si collega anche un omicidio.

 



Moneta di Akragas, 407-406 a.C., recto e verso - Oro, Ø mm 13 - 1,74 gr - Londra, British Museum

Quindi, già dalle prime righe Camilleri riesce a proiettare il lettore nel contesto della narrazione e la trama si snoda piacevolmente.

Un altro successo per questo prolifico scrittore!

 

 




 

 

martedì 9 giugno 2026

HO FATTO TUTTO BENE



di VIVIANA E. GABRINI

 


Sprofondato   nel   lettino   dell'ospedale,   il   corpo   di   Pina   appare   fragile   e   inerme:   fili   e   tubicini sembrano attraversarlo, mentre una mascherina le copre parzialmente il viso.

giovedì 4 giugno 2026

Estate

 

(A cura di Mimma Zuffi))                                                                                             

 

L'estate non è poi così lontana, e per essere in forma smagliante si deve cominciare un po' di tempo prima… quindi:

PARLIAMO DI…CELLULITE


La cellulite è un disturbo che interessa l'ipoderma, un tessuto che si trova al di sotto del derma di natura prevalentemente adiposa. La sua attività di manifesta con una funzione lipolitica che provoca lo scioglimento del grasso quando il bilancio calorico è negativo; oppure con quella di liposintesi, che attiva la deposizione dei grassi, quando il bilancio è positivo.

Costituisce la riserva energetica dell'organismo. Il pannicolo adiposo si distribuisce in modo differente nei due sessi: nella donna é più accentuato nella parte inferiore del corpo, zona molto sensibile verso l'azione svolta dall'estrogeno e dal progesterone, i tipici ormoni femminili. Anche se longilinee, le donne presentano accumuli adiposi a livello di fianchi e glutei.

I soggetti di sesso maschile invece, presentano un adipe localizzato soprattutto nella zona addominale (la pancetta). La cellulite è causata dalla degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo con alterazioni delle funzioni metaboliche. L'evoluzione della cellulite si distingue in varie fasi:

Fase 1: caratterizzata da edema e da alterazione della circolazione sanguigna. Si presentano i fastidi a livello di ristagno e accumulo negli spazi interstiziali. La pelle diventa più pastosa e meno elastica.

Fase 2: si ha una perdita di elasticità e morbidezza della pelle che si presenta pallida, ipotermia e si avverte un'alterazione della sensibilità cutanea.

Fase 3: si formano micronoduli, strutture tondeggianti  molto piccole e incapsulate in ci dille di collagene. I noduli e le fibre insieme formano una trama che, racchiudendo il microcircolo e gli adipociti, ostacola lo scambio metabolico. Inizia una sclerosi del connettivo del derma con conseguente scarsa ossigenazione del tessuto.

Fase 4: i micronoduli si sono moltiplicati fino a poter e sentire facilmente al tatto. Si presentano mobili, dolenti alla palpazione. L'aspetto della pelle é a buccia d'arancia o a materasso, la cute presenta delle striature con sensazioni di dol

COME COMBATTERLA IN POCHE MOSSE

1. fate movimento, non importa se in palestra o in casa, nuoto, passeggiate a passo sostenuto.
L'importante è mantenere le gambe attive.

2. cercate di introdurre cibi leggeri e iniziate a fare uso di …
   TISANE e INFUSI che drenano i liquidi e sgonfiano.

3. mangiate frutta e verdura

4. no alcool, tabacco e bibite gassate

5. bevete molta, moltissima acqua

6. integrate l'assunzione di vitamina C

7. non fatevi la doccia con acqua troppo calda, meglio tiepida utilizzando il getto fresco su cosce e glutei

8. utilizzate creme contro cellulite

9. cercate di fare una vita sana anche a tavola evitando di esagerare con la carne rossa.

Affidatevi alle cure di un bravo erborista che vi aiuti a raggiungere i risultati sperati.

Dovrete essere motivate e determinate e ricordate che la COSTANZA PREMIA SEMPRE.


CREME, INTEGRATORI e TISANE sono tutti compatibili tra loro e senza controindicazione.                                   

Di seguito riportiamo le piante che possiamo utilizzare per aiutare il nostro fisico a eliminare liquidi attenuando anche la cellulite.



BETULLA: proprietà diuretica







GRAMIGNA
: diuretico, rinfrescante e decongestionante








IPPOCASTANO
: decongestionante e antinfiammatorio delle vene











PILOSELLA: diuretico, antiemorragico








UVA URSINA: diuretico e ottimo per curare le infiammazioni della vescica






PEDUNCOLI DI CILIEGIO: diuretico e ottimo aiuto per i reni







VERGA D'ORO: diuretico e ottimo per curare le malattie della vescica







EQUISETO: diuretico e rimineralizzante







BARBA DI MAIS: diuretica


Noi suggeriamo una tisana anticellulite composta da:
EQUISETO, GRAMIGNA, BETULLA, BARBA DI MAIS, PEDUNCOLI DI CILIEGIO E
KARKADE'.
Tre cucchiai da minestra per ogni litro d'acqua, bere almeno un litro al giorno in fase di luce (così facendo evitate di alzarvi di notte per far pipì).
Tutte le piante utilizzate per drenare sono da impiegare in tutti quei casi in cui viene richiesto di DRENARE eliminando i LIQUIDI in ECCESSO.
Vi ricordiamo che in commercio esistono CREME, FANGHI e INTEGRATORI ALIMENTARI da abbinare alla tisana facilitando e velocizzando i risultati.
Per quanto riguarda il trattamento con creme e fanghi, vi diamo alcuni accorgimenti:

Per le donne con capillari o vene fragili, NON SI DEVONO UTILIZZARE CREME O FANGHI CHE SCALDANO, mentre possono e DEVONO UTILIZZARE PRODOTTI FRESCHI O FREDDI.


Buon.. costume!

venerdì 29 maggio 2026

La grande storia della Coppa del Mondo di Jonathan Wilson

(a cura di Mimma Zuffi)

Limina - pagg. 496 - € 23,00



Dalle prime nazionali europee che raggiungono Montevideo in nave agli stadi ipermoderni di oggi, dalle finali giocate con pesantissimi palloni di cuoio alle notti messicane del 1970, il racconto segue la Coppa del Mondo sul campo: partite epiche, scandali, squadre che incantano e crolli che segnano generazioni di tifosi. Uruguay-Argentina 1930, il Brasile del 1958, la notte di Madrid 1982, l'Olanda del calcio totale, l'Italia di Rossi e Baggio, fino alla Francia di Zidane e alla consacrazione di Messi. 

LA VOCE NASCOSTA - di Massimiliano Ossini


 (a cura di Mimma Zuffi)

Salani - pagg. 128 - € 13,90

Dopo il successo del suo libro d’esordio per ragazzi,
Massimiliano Ossini, noto volto della televisione,
torna in libreria con una storia che trae ispirazione dalla sua infanzia romana.

Una storia di amicizia, coraggio e autenticità
che parla al cuore di chi non si sente mai abbastanza.



Adele vive in una casa perfetta, con genitori perfetti, in una vita perfetta che sembra già scritta. Ma lei non è affatto come tutti pensano. 

Innocenza di Andrea Esposito

 (a cura di Mimma Zuffi)

Ponte alle Grazie - Pagg 208 - € 18,00 

«Andrea Esposito sa bene come descrivere un mondo segnato da ignote crepe e oscure ferite raccontandone gli abissi». Mario Desiati



«Una lingua asciutta che derapa in improvvisi, vertiginosi squarci di elegia». Peppe Fiore, La Lettura - Corriere della Sera

«Esposito cerca l'essenza delle cose umane: il suo rigore è una lezione» Tommaso Giagni 

IL LIBRO
Preoccupata per il padre anziano, Caterina lascia Roma e torna nel paese dove è nata, attorniato dalla Sila intatta e lussureggiante, che contiene tracce di antichissimi insediamenti. 

La maledizione dei Löwensköld, di Selma Lagerlöf

 (a cura di Mimma Zuffi)

Iperborea -,pagg. 386 - € 19,50

Un intrico amoroso, un anello scagliato, gelosie e incomprensioni: il dramma della famiglia Löwensköld, già al centro dell’Anello rubato, diventa una fiaba d’amore e salvezza.

Gli anelli portano spesso con sé maledizioni. È così nei miti e nelle fiabe, è così in Tolkien e nella Tetralogia di Wagner: segno di un legame inscindibile di amore e fedeltà, possono trasformarsi nell’opposto, in un simbolo di potere, di una volontà di dominio retta dalla violenza e dalla disumanizzazione e già dalle origini votata alla propria distruzione. Maestra nell’attingere dalle antiche leggende per parlare di ciò che ci riguarda sempre, anche Selma Lagerlöf racconta di anelli maledetti, quelli dell’aristocratica famiglia dei Löwensköld: il primo, trafugato dalla tomba del generale Forte Bengt, era al centro del suo romanzo gotico L’anello rubato. L’altro è quello scagliato a terra in un momento d’ira dall’affascinante pastore Karl-Artur quando respinge Charlotte Löwensköld, rompendo cinque anni di fidanzamento.