(a cura di Mimma Zuffi)
Esce per Calibano Editore "Noi e le altre. Storie di donne che non
chiedono permesso", una ricca e coraggiosa antologia di racconti ideata e
curata da Viviana E. Gabrini che riunisce ventisei voci femminili, diverse per
generazione, stile narrativo, provenienza geografica e sensibilità artistica.
Il titolo è una dichiarazione potente e liberatoria: non si
tratta di storie “su” le donne, ma di narrazioni scritte “da” donne che si
prendono lo spazio per raccontarsi senza chiedere permesso, senza filtri e
senza mediazioni esterne. Un progetto corale nato dal desiderio di restituire
alle donne il ruolo di soggetto narrante, superando lo sguardo esterno che
troppo spesso le ha ridotte a stereotipi o ruoli prestabiliti.
I racconti attraversano con profondità e sincerità temi universali e intimi:
l’identità frammentata e in costruzione, il corpo come luogo di conflitto,
ribellione e piacere, le relazioni familiari complesse tra madri e figlie, le
solitudini pesanti e quelle che liberano, i riscatti silenziosi, la sorellanza,
la memoria e la resistenza quotidiana. Dal ritratto toccante di una donna trans
che trova una famiglia scelta in un quartiere popolare, alla delicata storia
della “ragazza senza ombra” che cerca consistenza attraverso la scrittura,
dalla narrazione distopica sul rito di passaggio all’età adulta alla cruda e
ironica vicenda di una studentessa che usa OnlyFans per pagarsi gli studi, fino
ai ricordi d’infanzia, alle figure materne, alle prime ribellioni e alle storie
di violenza, resilienza e riscatto.
Ogni racconto è uno specchio differente. Messo accanto agli altri non forma un
quadro uniforme, ma "un mosaico vivo, sincero e coraggioso", come
sottolinea la curatrice nella prefazione: «Non cercavo un coro uniforme, né
un’immagine unica del “femminile”. Cercavo voci diverse, generazioni diverse,
geografie emotive e percorsi diversi».
Le ventisei autrici, oltre a Gabrini, sono Miriam Bonetti, Antonia Buizza,
Carmen Cedrati, Emanuela Citerio, Anna Ettore, Roberta Giudetti, Anna
Martinenghi, Chiara Munda, Cinzia Petri, Maria Elena Poggi, Monica Rubin,
Stefania Silvestro, Paola Vallatta, Antonella Zanca, Giovanna Gabetta, Paola
Boselli, Elena Cristina Bolla, Mara Bertazzoni, Monica Gentili, Maria Rosa
Donati, Claudia Ambrosini, Barbara Fettuccia, Monica D’Amico, Maria Rita Savini
e Claudia Celé.
L’immagine di copertina raffigura un gruppo di sculture opera dell’artista
milanese Caterina Zacchetti, le cui opere, caratterizzate da una forte
espressività e da una profonda attenzione alla figura femminile, dialogano
perfettamente con lo spirito dell’antologia.
Viviana E. Gabrini, ideatrice e curatrice del progetto, vive in Oltrepò Pavese.
PREFAZIONE
C’è un gesto che per me è semplice
e insieme necessario: prendere la parola per raccontare un’altra donna. Non per
definirla, non per giudicarla, non per chiuderla dentro uno schema già pronto,
ma per ascoltarla davvero, attraversarla, restituirla con tutte le sue pieghe,
le sue contraddizioni, le sue ferite e le sue luci.
È da questo desiderio che è nata
Noi e le altre - Storie di donne che non chiedono permesso.
Viviamo in un tempo in cui le
storie sulle donne vengono ancora troppo spesso scritte da fuori: da chi ci
osserva, ci classifica, ci riduce a stereotipi o a ruoli prestabiliti.
Io ho voluto fare il contrario. Ho
voluto uno spazio in cui fossimo noi stesse a guardarci, a riconoscerci, a
dirci. Senza filtri, senza mediazioni, senza lo sguardo di chi ha sempre deciso
chi dovessimo essere.
Non cercavo un coro uniforme, né
un’immagine unica del “femminile”. Cercavo voci diverse, generazioni diverse,
geografie emotive e percorsi diversi.
Ogni racconto di questa antologia
è uno specchio differente. Messo accanto agli altri non forma un quadro
completo, ma un mosaico vivo, sincero, coraggioso. L’importanza di questo
libro, per me, non sta solo nella bellezza o nella forza dei testi (che pure ci
sono, e sono molti). Sta nel segnale che vogliamo lanciare: noi donne non siamo
un “tema” da esplorare, non siamo un oggetto letterario da osservare con
distacco o curiosità. Siamo soggetto.
Siamo autrici, protagoniste e
testimoni di noi stesse e delle altre.
Qui dentro troverete madri e
figlie che si rivelano, amiche che si tengono in vita a vicenda, corpi che si
ribellano, desideri che non chiedono il permesso di esistere, solitudini
pesanti e solitudini che invece liberano, rabbia antica e ironia tagliente. Non
c’è una sola “donna”, ce ne sono molte. Alcune si riconoscono nelle altre,
altre si oppongono, altre ancora si sfiorano appena.
È proprio in questo dialogo, a
volte dolce, a volte ruvido, che per me si gioca il senso più profondo di
quello che abbiamo fatto insieme.
Non ho voluto scrivere un
manifesto, né fare un’enciclopedia del femminile.
Ho voluto aprire una porta e dire:
«Raccontatevi». E le autrici che hanno accettato l’invito lo hanno fatto con
una generosità e una verità che mi commuovono.
Questa antologia, quindi, non è
solo una raccolta di racconti. È un atto di fiducia: nelle nostre parole, nella
nostra capacità di dire una verità (o almeno una verità nostra) su noi stesse e
sulle altre, nella possibilità che la letteratura continui a essere un luogo di
ascolto e di riconoscimento reciproco.
Grazie a tutte le donne che hanno
scritto con me e grazie a chi leggerà e si lascerà attraversare dalle nostre
parole.
Viviana E. Gabrini
Ebbene penso proprio che verrà in vacanza con me. Mari
RispondiEliminaUn libro da portare con sé e da leggere una stortia alla volta, una donna alla volta.
RispondiEliminagrazie a tutt* e buona lettura!
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