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sabato 3 dicembre 2022

Riflessioni 3

Mimma Zuffi


                                                     Vita e morte- dipinto di Gustav Klimt

 Le risorse umane sono straordinarie , perché sono risorse spirituali, capaci di sviluppi incalcolabili; ma anche se l’uomo superasse la velocità della luce, rimarrebbe sempre uomo, cioè un essere che può realizzare enormi progressi, ma sempre limitato, che non riuscirà a vincere la vecchiaia ma solo a prolungarla sempre sotto l’incombenza, spesso imprevista e imprevedibile, della morte.


In fondo l’uomo, con tutta la sua potenza di ingegno e di volontà, sarà sempre quella fragile creatura che un vaso di fiori caduto da una finestra, o un microscopico virus, può mandare all’altro mondo da un momento all’altro.  Che poi all’altro mondo ci vada lentamente e inesorabilmente o con la velocità della luce non conta. Il fatto inevitabile è la mortalità dell’uomo.

Non mi sono mai posta il problema di che cosa significhi la morte, ma mi chiedo se tutti hanno compreso il valore della vita. Per me la cosa più importante è rendere la vita degna di essere vissuta. Non è il benessere materiale che rende la vita dell’uomo felice ma è l’uso che se ne fa. Il segreto della sopravvivenza alla morte sta nell’essere ricordati da quelli che vengono dopo. La morte è solo un momento della nostra esistenza, l’importante  sta nell’essere ricordati soprattutto per l’amore che si è profuso durante la parentesi terrena. Quanti hanno dimenticato come è fatto l’amore? Io sono certa che si muore quando ci si dimentica che cos’è la vita.

Quando t’innalzi alle vette azzurre

dove si tocca il cielo con mano, 

quando laggiù nella gola profonda
odi del fiume il canto perenne,
quando un uccello volteggia nel cielo,

quando s’arrampica un gregge sul monte,

vorrei poter gridare “amate”.

Quando sul mare scorgi lontano

la sfera del sole scemare di luce,

quando la sera sembra che accenda

l’enorme stoppino di una lucerna,

quando il sole si immerge nel mare

e per metà lo spaccano le acque,

quasi in preghiera

vorrei sussurrare “amatevi”.

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