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domenica 24 novembre 2019

Il nostro amico Met e alcuni aneddoti - 3

di Giovanna Ungaro di Montejaisi



L'AMICO ALBERO

L'albero in antico era improntato all'idea di amicizia; era come un gigante buono che forniva riparo, frescura, legna e frutti. E voce! Questo non solo nel mondo greco, dove Zeus per comunicare con i mortali  dava voce alle querce del bosco sacro di Dodona in Epiro: Ma anche presso i celti, gli hindu, gli aborigeni: gli antropologi hanno scoperto che in Sud America certe tribù adottavano un albero (consacrato dallo sciamano) per mettersi in comunicazione con qualcuno di lontano: lo usavano come noi il telefono...


Pura suggestione? Platone diceva che gli uomini sono “alberi con le radici rovesciate”: in effetti, come gli alberi, prendiamo energia dal cielo e dalla terra. Non la trasformiamo altrettanto bene però...
     
 Inoltre, oggi conosciamo sin dalle elementari la funzione clorofilliana, grazie alla quale i laboratori del fogliame liberano ossigeno; ma pochi sanno che, mentre gli stomi emettono ossigeno, la punta delle foglie provvede a liberare energie sottili. Pertanto più le fronde sono frastagliate, o aghiformi (cioè dotate di un maggior numero di apici, come nei  pini e nelle mimose), maggiore sarà la quantità e la finezza dell’energia emessa. E sapete quali sono i maggiori distributori i additivo? Pini, abeti, larici e mimose. Fateci caso.

Segnalo un libro molto godibile, ma non recente: L'amico albero di Lidia Kaskar, editato da Idealibri.


IL MONDO DELLA FASE



Esso coesiste, come le barche ed il mare, ma è l’uno e l’altro, fuori dallo spazio-tempo e non materia; ogni sua componente è soggetta ad oscillazione, che ha un ritmo; questo ritmo può essere diverso per ogni soggetto che, muovendosi, risuona; più numerosi i risonanti, maggiore la tendenza ad intonarsi, cioè a mettersi in fase. Quando i ballerini di un musical danzano, oppure i membri di un coro cantano, o i monaci di un convento pregano, agiscono ed interagiscono all’unisono, cioè ‘oscillano in fase’, o -appunto- ‘risuonano’ alla stessa informazione.
A mio parere presenta qualche analogia col fenomeno dei domini di coerenza riscontrati dai fisici nell’acqua (di cui siamo composti), domini dove l’interazione fra molecole risulta potenziata. In tal senso potreste considerare domini di coerenza - fra le doverose virgolette - la Firenze del ‘400, l’Università di Friburgo per dei secoli, quella di Princeton negli anni ’20 del novecento e la Vilnius  dello stesso periodo: in essi un’armonia partecipata permetteva a ciascuno di esprimere il meglio di sé.
Peccato che l’uomo post o trans-moderno, grazie alla sua irrisolta discordanza, sia ancora sotto-dotato in visione olistica. Potrà anche aver letto che le parti sono perennemente in relazione con l’intero (molecole ed organi, organi e corpo, corpo ed ambiente, terra e universo ecc), ma - senza un coinvolgimento personale e senza aver sviluppato insieme tenacia e docilità - resterà incapace di attivare  ‘il legame tra’ (pertanto ci sarà chi traslocherà su un albero per impedirne l’abbattimento e chi si armerà di motosega e manderà il filmato a Paperissima).
La realtà (inclusa quella non visibile del mondo subatomico e di quello sottile) sarebbe frutto di  ininterrotte relazioni su base energetica e tale scambio sarebbe regolato dalle frequenze, come esemplificato, a livello biochimico, da una cellula: essa spalanca la porta ai rifornimenti ‘arriva la pappa’ ed ai ricambi ‘è in arrivo un treno carico di’ solo quando nella serratura entri la chiave adatta. Pensate alle tessere magnetiche degli alberghi: la serratura della camera scatta solo quando esposta alla frequenza vibratoria su cui  è regolata.  
Analogamente, ogni essere attrae chi è intonato alla stessa nota - magari a un'ottava inferiore o superiore - ed è disturbato da vibrazioni diverse dalla propria; non si tratta propriamente di antipatia o simpatia, cui concorrono anche i cordoni di connessione coi loro file di memorie, ma di accordo e dissonanza.
Conoscere meglio il fenomeno (ferma restando quell’attrazione degli opposti che gli adolescenti sembrano prediligere) potrebbe risparmiare certi dolorosi svarioni affettivi ed alleviare quei momenti di sconforto caratteristici di chi, cominciato un percorso di auto-trasformazione, si sente un apolide, estraniato ed estraneo al ‘prima’, solo.
L’evoluzione spirituale prende avvio col rendersi utili al prossimo ed esprimere affetto incrementa la forza propulsiva.

L’amore non è solo ciò che organizza, è una energia fondante.   Non  è un nuovo elemento da inserire in ciò che esiste,   perché è precedente al tutto.
Non si deve pensare di reintrodurre l’amore,  ma di eliminarne le distorsioni.
       Lo stesso è per l’armonia, il cui principio è di base: do più spazio ed intensità all’aspetto armonia piuttosto che all’aspetto caos.

Ma volere il bene degli altri è già amore? È una gradazione dell’Amore, un primo passo.




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