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martedì 7 maggio 2019

COOL JAZZ - CHET BAKER



A cura di Sandra Romanelli

  
Chet Baker

(Yale, 23 dicembre 1929- Amsterdam, 13 maggio 1988)


 La maniera migliore per conoscere e apprezzare Chet Baker, uno degli esponenti principali del cool jazz è quella di immergersi nella sua musica fresca e conturbante. Chet Baker, grazie al  talento straordinario, quando suona la tromba o canta con quella voce particolare, dolce e toccante, suscita, in chi lo ascolta, forti emozioni.


Così è stato per me.
La musica e la voce di questo musicista, mi hanno portato, poi, a voler leggere tutto quanto hanno scritto su di lui. Desideravo scoprire le sue origini, capire le ragioni di questa sua passione per la tromba, immergermi nelle vicende umane e artistiche che hanno caratterizzato la sua vita.
Molti sono gli autori che, in modi diversi, hanno narrato in maniera biografica o romanzata, fasi della vita di questo artista indimenticabile.

Desidero porre all'attenzione degli amanti di Chet Baker, un libro che mi è piaciuto molto: Un'estate con Chet, pubblicato nel febbraio 2005 dalla casa editrice Nutrimenti da O.GRA.RO Roma.

Era la primavera del 1952. Chet Baker aveva solo ventidue anni e con un telegramma in tasca arrivò di corsa al binario del treno che lo avrebbe portato a Los Angeles in California. Un amico, forse Dick Bock, l'aveva avvisato che alle tre pomeridiane  Charlie “Bird” Parker  faceva un'audizione al Tiffany Club, cercava giovani jazzmen per la tournée in Canada.
Un ragazzo nero, Charlie Liston di San Diego, era già lì in attesa con il suo contrabbasso, aspettava di essere chiamato.
- So che Bird cerca proprio un trombettista- gli disse- ma non credo che ami i bianchi.
Chet non fece caso a quelle parole, era lì non per il colore della sua pelle, ma per offrire il meglio di sé, la melodia e le note pure e malinconiche che distinguevano il suo stile.
Certo la musica di Bird era tutt'altra cosa: frenetica, aggressiva, piena di dissonanze, praticamente l'opposto della sua.
Alla fine dell'audizione Bird lo fissò per qualche minuto senza dire nulla.
Quel ragazzo gli piaceva proprio.
Pensò subito che lo avrebbe fatto sentire a Miles Davis e a Gizzy Gillespie:
- E' bianco sì, ma ha stoffa, vedrete, vi darà problemi! - avrebbe detto loro. - Non osava pensare alla loro risposta.

Ho voluto riassumere, brevemente, un capitolo di questo libro.
Scritto da due giornalisti fiorentini che vivono a Roma, Massimo Basile e Gianluca Monastra, è un libro ben articolato, che si legge velocemente per lo stile fresco e pulito, senza sbavature.
Fantastica, quasi una favola nera, la storia di un contrabbasso rinvenuto dai fratelli di Charlie Liston (il ragazzo nero che Chet Baker incontra all'audizione al Tiffany Club, di Los Angeles),  e di ciò che accadde loro quando iniziarono a suonarlo.

Consiglio questo libro a chi, come me, ama scoprire le biografie di jazzmen, siano esse reali o romanzate, entrare nelle loro vite spericolate per comprendere meglio quella meravigliosa musica, capace di trasmettere le più variegate emozioni.
Molto spesso, queste biografie, narrano storie maledette di sudore e lacrime, di violenze subite (come accadde a Billie Holiday), sempre di tossicodipendenza dalla quale pare impossibile uscire.
Ma, tra le righe, a volte s'intuisce quello che le orecchie, immancabilmente, riescono a percepire: la musica jazz è in grado non solo di divertire, ma a volte di  placare o di scuotere gli animi degli ascoltatori. Essa ti porta a vivere in un mondo differente, dai colori più accesi; un mondo che non è quello della routine abituale.   

Chet Baker, definito per la sua giovanile bellezza faccia d'angelo, iniziò a esibirsi con Charlie Parker sulla West Coast, ma fu grazie a Gerry Mulligan, sassofonista, che diedero vita a un quartetto senza l'accompagnamento del piano: Chet Baker alla tromba,  Bob Whitlock (o Carson Smith o Joe Mondragon)  contrabbasso e Chico Hamilton alla batteria.

Quel tipo di jazz, languido e rilassato, era il “cool jazz”.  Chet era  anche la voce solista del quartetto, una voce dolce, morbida. Diventò leggendaria la versione del suo pezzo “My funny Valentine”.

https://youtu.be/jvXywhJpOKs    My funny Valentine



Chet Baker e Gerry Mulligan Quartet

  
Tra il 1953 e il 1956 un sondaggio lo proclamò il miglior cantante jazz.
E dopo aver ascoltato My Funny Valentine come si può non essere d'accordo con Mina Mazzini, che disse di lui:

Adoro Chet Baker. Lo amo quando suona, ma quando canta mi sembra un angelo. Un angelo cupo, solitario, pensoso, rancoroso, dolente, ma abbagliante. Usa il cervello, non la voce. Usa l'anima, non la gola. Sono pazza di lui. “ (Mina)

Il sodalizio con Gerry Mulligan s'interruppe presto poiché il sassofonista finì in carcere per uso di stupefacenti.
Ma anche Chet Baker più tardi venne arrestato negli Stati Uniti per la sua dipendenza da droghe. Decise così di venire in Europa.
Negli anni Sessanta si esibì in Inghilterra e Germania, poi in Italia. Purtroppo la sua dipendenza da eroina lo portò in carcere anche qui. Rimase in cella a Lucca per sedici mesi.
Uscito di prigione, faccia d'angelo rimase sempre maledettamente dannato, per  la dipendenza dalla droga.

Oltre a “Un'estate con Chet” ho letto altri interessantissimi libri su Chet Baker.
Come se avessi le ali.- Le memorie perdute“ è il memoriale di Chet Baker. Con quest'opera egli ci lascia entrare nel suo mondo, e oltre la musica, mette a nudo la sua anima. Qui troviamo i ricordi della sua infanzia, l'arruolamento nell'esercito (insieme alla sua tromba)  a soli sedici anni e le lunghe settimane di addestramento in fanteria, le donne  “adorabili” che  hanno attraversato la sua vita,  le migliori jam session californiane,  ma anche gli arresti per uso di stupefacenti  e i giorni passati in cella, i processi.
L'introduzione è firmata da Carol Baker, moglie di Chet, la quale ammette:

Rileggendo questo meraviglioso miscuglio di immagini e sensazioni, posso solo stupirmi di quanto riflettano fedelmente la vera essenza della vita di   Chet: un caos incessante intriso di puro genio.” ( Carol Baker)

 Funny Valentine - La vita di Chet Baker” di Mattew Ruddick, è uscito nel 2014, parecchi anni dopo la tragica scomparsa di Chet Baker, avvenuta cadendo, il 13 maggio 1988, da una finestra di un albergo ad Amsterdam, in circostanze mai completamente chiarite, ed inizia con la descrizione dei tempi  migliori della vita della famiglia Baker, di Chesney e di Vera, genitori di Chet,  prima delle conseguenze della crisi economica del 1935.
Anch'essi suonavano uno strumento: Chesney la chitarra, ma aveva imparato a suonare anche il banjo, da autodidatta, Vera il pianoforte; furono loro a trasmettere al piccolo Chet l'amore per la musica.
Chesney, nei momenti di difficoltà sbarcò il lunario facendo il musicista nelle prime forme di jazz, suonando il banjo. 

Mattew Ruddick, autore inglese, con questa monumentale opera ripercorre, lungo le sue seicentosettanta pagine, la vita e la carriera artistica di Chet Baker, dagli esordi con Charlie Parker fino alle sue ultime apparizioni europee.
Si avvale di oltre duecento interviste inedite a musicisti, amici, produttori e giornalisti che  conobbero Chet Baker, riuscendo così a mettere  in risalto gli elementi che definiscono e precisano la natura di questo musicista, il formidabile talento e la grandezza della sua eredità musicale.
Bob Whitlock, contrabbassista, uno dei membri originali del Gerry Mulligan Quartet affermò:- “Per definire la sua musica usiamo aggettivi come audace, insolente, temeraria, no? Ma naturalmente ne usiamo anche altri, come delicata, lirica, toccante, vertiginosa, calda e piena di sentimento.”

https://youtu.be/lxz434IfgQM     Summertime


E nemmeno un rimpianto- Il segreto di Chet Baker” di Roberto Cotroneo ed. Mondadori
Questo libro, interessante e suggestivo, parte da un presupposto: non era Chet Baker l'uomo che il 13 maggio del 1988 volò da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam.
Quasi vent'anni dopo, una mattina del 2006, il protagonista di questo romanzo ritrova in un cassetto il foglio della partitura di My Funny Valentine, proprio dopo aver ricevuto una telefonata che gli conferma che Chet, il bello e dannato James Dean del jazz, non è morto ma si trova in Italia. Baker vive nel Salento, in una casa di legno come quelle del Midwest, isolata, con belle finestre dai vetri limpidi che si affacciano su un campo. E c'è anche chi giura di aver sentito il suono della sua tromba.
Ma sarà proprio lui quel vecchio con una ragnatela di rughe sul viso che però nessuno ha mai visto con una tromba in mano?
Lo spartito e le note di My Funny Valentine, dall'inizio alla fine, accompagnano il protagonista, in questo romanzo denso di suspence e di energia. L'autore  dà voce anche ad alcune donne che lo conobbero, tra tutte Nathalie, americana trapiantata a Parigi, che lo aiuta nella ricerca di Chet, in un reticolo di paesi del Sud Italia e grazie a lei si potrà svelare un mistero veramente affascinante.

E nemmeno un rimpianto... è il verso finale tratto dal suonatore Jones di Fabrizio De André nel suo album Non al denaro, non all'amore, né al cielo. Il violinista Jones che in musica De André trasforma in un suonatore di flauto,  appare nei versi de La collina, una poesia dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. È un personaggio che, come Chet, vive solo di musica e da essa si lascia guidare fino a novant'anni, cercando di vivere in libertà, senza freni né costrizioni e quindi senza rimpianti.
Roberto Cotroneo costruisce una storia avvincente, citando fatti e persone che, realmente, fecero parte della vita dell'artista.
https://youtu.be/IgbPHTBiAVQ Chet Baker - I get along without you very well 


Impossibile non citare, tra gli altri, il bellissimo libro di James Gavin, Chet Baker. La lunga notte di un mito, Baldini & Castoldi, 2002.
Questo libro mi ha tenuto incollata alla lettura, fin dall'inizio, con la narrazione del funerale di Chet, una descrizione quasi surreale, per poi continuare con il viaggio, accurato e completo, nella storia travagliata di questo angelo dannato, splendido talento, distrutto dal nemico comune dei jazzmen: la droga; come Charlie Parker, col quale fece la sua prima audizione, ma che per droga morì a soli trentaquatto anni. Il libro è ricco  di testimonianze, interviste e foto. È un' accurata biografia, dove non mancano descrizioni  romanzate; un libro che cattura e allontana per il disappunto di vedere un talento così straordinario arrivare all'autodistruzione.  A volte mi è venuta voglia di interrompere la lettura e, quasi per consolarmi,  tornare a immergermi nella sua musica e ascoltare quella voce dolce, melodiosa e androgina, i cui assolo erano considerati dai suoi ammiratori, armoniosi come poesie, salvo poi tornare a leggere la sua vita, in un moto continuo che trasporta dal piacere di un rilassante ascolto,  alla  curiosità per la coinvolgente lettura.

Negli ultimi anni della sua vita ci furono numerosi passaggi di Chet Baker a Milano, da solo o con Gerry Mulligan, nello storico locale di musica jazz, il Capolinea.
Qui incise anche un disco live.

Bruce Weber, fotografo e regista statunitense, ha scritto e diretto nel 1988 un documentario, basato sulla vita di Chet Baker, dal titolo: Let's Get Lost – Perdiamoci, interpretato dal musicista stesso.

https://youtu.be/2Ynn3mzC2E4      Chet Baker - Best Of Chet Baker


TEMPO DI CHET. LA VERSIONE DI CHET BAKER

Paolo Fresu


Il teatro Stabile di Bolzano, ha prodotto uno spettacolo dal titolo: Tempo di Chet. La versione di Chet Baker per ricordare con musica e parole la storia del jazzista americano diventato leggendario. Il testo di questa pièce è di Leo Muscato e Laura Perini, la regia di Leo Muscato. Lo spettacolo è andato in scena a Milano al Teatro Elfo Puccini, dal 15 al 20 gennaio 2019, riuscuotendo un enorme successo.
Paolo Fresu, musicista, diplomato in tromba al Conservatorio di Sassari, vincitore già nel 1984 di premi prestigiosi (RadioUno Jazz,  Musica Jazz e Radiocorriere) come miglior talento di Jazz italiano (e un lungo elenco di altri premi ancora, o Nomination, fino al Premio Arte e Diritti umani 2011 di Amnesty International) ripropone, in questo spettacolo, brani famosi di Chet Baker e altri, scritti proprio per questa pièce, insieme agli altri due musicisti: Dino Rubino e  Marco Bardoscia.



Paolo Fresu alla tromba, Dino Rubino al piano, Marco Bardoscia al contrabbasso.


 In scena, oltre ai musicisti di un Jazz Club, gli attori: Alessandro AveroneRufin DohSimone LuglioDebora ManciniDaniele MarmiGraziano PiazzaMauro Parrinello e Laura Pozone che interpretano personaggi fondamentali nella vita professionale di Chet, come Charlie “Bird” Parker, Gerry Mulligan o di quella famigliare, come la moglie Carol e i genitori di Chet Baker: Vera, un'impiegata dell'Oklaoma e  Chesney un musicista fallito e alcolista.
Alessandro Averone,  nei panni di Chet Baker, ripercorre molti momenti cruciali della sua esistenza, da quando, ancora bambino, suo padre gli regalò la prima tromba, al pestaggio che subì e gli fece perdere tutti i denti, fondamentali per l'emissione dei fiati, fino agli ultimi giorni della sua vita, prima di volare giù da quella finestra di un albergo di Amsterdam, una notte di primavera.

Desidero terminare con una considerazione su Chet Baker del musicista Paolo Fresu:
«Se la sua vita e la sua morte sono ancora oggi avvolte dal mistero, la sua musica è straordinariamente limpida, logica e trasparente, forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz. Analizzando tutti i suoi assolo è raro trovarvi una nota fuori posto.» E aggiunge «Ci si chiede dunque come mai la complessità dell’uomo e il suo apparente disordine abbiano potuto esprimersi in musica attraverso un rigore formale così logico e preciso».

Bibliografia

-“Un'estate con Chet”, di  Massimo  Basile e Gianluca Monastra pubblicato nel febbraio 2005 dalla casa editrice Nutrimenti da O.GRA.RO Roma.

-“Come se avessi le ali.- Le memorie perdute” di Chet Baker, Minimum fax

-Funny Valentine - La vita di Chet Baker” di Mattew Ruddick, Ed. Arcana

-“E nemmeno un rimpianto- ll segreto di Chet Baker” di Roberto Cotroneo, Ed. Mondadori

-Chet Baker. La lunga notte di un mito”, di James Gavin, Baldini & Castoldi, 2002.



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