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Visualizzazione post con etichetta viaggi. Mostra tutti i post
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giovedì 12 marzo 2026

Iran: quando il sogno delle Mille e una notte diventa realtà

 Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera




Sono sempre più convinta che viaggiare dovrebbe essere una materia obbligatoria per i  giovani – ma anche per i meno giovani – occidentali. Perché solo andando a vedere con i propri occhi si può cambiare davvero prospettiva sulle cose e sulle persone. Solo facendo i “San Tommaso” ci si può fare, seppur nei limiti di viaggi che durano circa due settimane, una propria idea di luoghi e società che, nell’appiattimento dell’opinione pubblica, ci vengono dipinte in modo ben diverso.

domenica 11 gennaio 2026

Armenia: dove anche le pietre hanno un’anima

 appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Un paese incastonato tra i monti del Caucaso, isolato da sempre ma da sempre unito nell’arcaica e profonda fede cristiana e nella fierezza della propria peculiarità, l’Armenia è un luogo dove il tempo si è fermato, o forse è solo più lento. Rallentato come rallenta il battito del cuore dopo una forte emozione, un’emozione che qui si chiama Genocidio. 
Perché è impossibile visitare l’Armenia senza prendere consapevolezza di quel che accadde novantanove anni fa. E’ una ferita aperta, sanguinante di un rosso vivo come le vesti dei monaci che ancora oggi popolano solitari monasteri, una sofferenza silenziosa che accompagna questo popolo austero e dignitoso.

Nel cerchio rosso l'Armenia














lunedì 9 dicembre 2024

Profezia

 

Profezia, di Nivangio Siovara

 di Nivangio Siovara


   







            


           (Fotografia di Charly Gutmann)

«Vieni qui subito a vedere cosa!» esclamò la signora Cistra, più allarmata del solito. Ciò che fece accorrere immediatamente il marito fu quel tono insolitamente aspro: infatti non c’era, nella voce, quel fondo d’affettuosa preoccupazione di quando, ad esempio, lo invitava per mostrargli, tremante d’ansia ma percettibilmente fiera, fin dove era salito il gatto sul pino. Possibile che lo chiamasse solo perché vedesse il temporale che stava arrivando?
Coprendosi la bocca con le mani, lei disse:
«C’è uno di quelli, là fuori, che guarda la casa.»
«Ma cosa stai dicendo? Quali, quelli?»
«Uno di loro, uno di quelli che si vedono sempre al telegiornale… I disperati!»
«I… Mah. Fammi guardare.»
Il Signor Cistra si accostò alla moglie. Anche lui, pur controvoglia, cacciò gli occhi attraverso le fessure della tapparella. Sfiorato appena dal cono di luce d’un lampione poco lontano, un uomo di colore, accigliato, stava seduto sul bordo del marciapiede, a due passi dal cancello delimitante il passaggio che conduceva alla villa.
«È così scuro che quasi non lo si nota, ma io, ecco insomma… eccolo lì.»
«Ma come fai a vederlo così bene senza occhiali?»
«Eh, cosa ti posso dire… sarà la paura!»
«Beh, questa la dobbiamo suggerire al tuo oculista.»
«Non divagare! Lo vedi chi c’è laggiù, insomma?»
«Già, sì. Ma… beh… adesso cerchiamo di non agitarci troppo senza motivo, eh? È solo un po’ stanco, magari, si starà riposando un attimo. È possibile, no?»
«Ma cos’avranno da essere sempre così stanchi, questi? E poi mi verrai a dire che è per caso che s’è piazzato esattamente qui davanti. Da quando è zona di passaggio, questa? Per andare dove? Sta anche incominciando a piovere, che se ne torni a casa!»
«Si sarà perso. Insomma, è abbastanza ovvio che non sia di qua.»
«Ma certo! Cioè, tu praticamente mi stai dicendo che questo stamattina è uscito di casa, da casa sua nell’Africa Nera, profonda, scura… e stasera – un po’ stanchino – s’è venuto a perdere proprio qui. E poi perché, secondo te, continua a fissare in quel modo la nostra casa? Lo vedi anche tu, no? Non me lo sto mica sognando. Guarda come è attento, come la studia.»
«Sì, beh, c’è anche da dire che non c’è nient’altro nei dintorni. Cosa vuoi che guardi?»

lunedì 29 gennaio 2024

Romania: una bellissima scoperta

 

appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera

 


Prosegue la serie dei miei viaggi alla scoperta dell’Est Europeo, questa volta la meta da me scelta è stata la Romania. Alcuni amici che l’avevano già visitata me ne avevano parlato molto bene e questo aveva generato in me altissime aspettative. Ebbene, le mie aspettative sono state ampiamente superate, ho infatti avuto modo di apprezzare un paese bello, pulito e ordinato, con un patrimonio artistico e culturale prezioso e vario e una popolazione colta, sorridente e gentile.

Atterro in un bollente giorno d' inizio agosto dalla capitale rumena, Bucarest. Ammetto che a me questa città evocava il triste passato comunista di Ceaușescu e l’idea di grandi palazzoni in stile sovietico. Quanto di più sbagliato! Bucarest, conosciuta anche come la Parigi dell’Est, è una città molto affascinante e ricca di edifici e chiese bellissimi. Nel pomeriggio del primo sabato d’agosto, con oltre 36° C, il centro storico, in buona parte pedonale, brulica di accaldati turisti che affollano i tanti localini - dai quali ci chiamano tutti in italiano per offrirci un fresco ristoro - e l’atmosfera è piacevole e vivace.

Non si può andare a Bucarest e non vedere, almeno da fuori, quello che fu il palazzo voluto da Ceaușescu, ora sede del Parlamento. La dimensione di questa costruzione in stile eclettico socialista, iniziata nel 1984 e terminata solo dopo la destituzione e morte del dittatore, è impressionante. Lungo oltre 250 metri per lato, alto più di 80 metri e con altrettanto sviluppo sotterraneo, è il palazzo più pesante al mondo – è sul Guinness dei primati – e il secondo più grande al mondo dopo il Pentagono, con una superficie di oltre 350.000 mq. Davvero impressionante.

                         Il palazzo del Parlamento a Bucarest (foto di Marina Fichera)

Quando si dice Transilvania credo che a quasi tutti venga in mente solo una cosa: il conte Dracula. Peccato che il personaggio inventato da Bram Stoker alla fine del XIX abbia ben poco in comune con quello che sembra sia stato il suo ispiratore, il conte Vlad III, e che la Transilvania sia molto di più rispetto a questo stereotipo da turisti mordi e fuggi.

La Transilvania, che si sviluppa per buona parte sulla verde catena montuosa dei Carpazi, è da sempre stata una regione di incontri e scontri, in un miscuglio secolare di leggende, religioni, saperi e popoli europei e asiatici. Un’affascinante e complessa storia che ha permesso lo sviluppo di uno straordinario insieme di paesi e città con splendidi palazzi, castelli e chiese.

Uno di questi magnifici castelli è quello di Peleș, che potete vedere nella foto di copertina dell’articolo. Residenza estiva del re Carlo I, edificato negli anni ’80 del XIX secolo, il castello, costruito in stile alpino e ancora interamente e lussuosamente arredato, è immerso in uno splendido bosco che lo protegge dalla calura estiva. Lontanissimo da lugubri atmosfere vampiresche, visitare le sue splendide sale dà una piacevole sensazione di benessere e raffinatezza, anche se circondati da centinaia di altri vivaci turisti.

                     Interni del castello di Peleș. La sala della musica. (foto di Marina Fichera)

La Transfăgărășan è considerata una delle strade più belle al mondo. Fu costruita per volere di Ceauseșcu tra il 1970 e il 1974, con l’intento di permettere un eventuale rapido attraversamento dei Carpazi da parte dell’esercito rumeno in caso di invasione sovietica. Si snoda per poco più di 150 chilometri, attraverso un massiccio montuoso aspro e disabitato, e nei mesi estivi è diventata meta di uno sfrenato turismo locale.

Nel weekend di ferragosto ci inerpichiamo per la panoramica strada ma, giunti a pochi chilometri dal passo e dal laghetto con relativo mercato locale, restiamo bloccati per quasi quattro ore per il traffico impazzito! Siamo partiti dalla pianura con sole e caldo e in vetta troviamo freddo da piumino e fitte nuvole, eppure in tanti si sono sistemati, forse rassegnati, lungo la strada per mangiare, farsi selfie e cercare di ammirare un panorama che appare e scompare tra le minacciose nuvole. Quando finalmente riusciamo ad attraversare il passo lungo la strada incontriamo almeno quattro orsi che si affacciano per chiedere cibo agli automobilisti.


La Transfăgărășan (foto di Marina Fichera)

La lingua rumena è una delle lingue neolatine, di cui fa parte anche l’italiano. Ovunque si vada moltissime persone, appena ti sentono parlare in italiano, si mettono a parlare in un italiano che farebbe invidia a parecchi compatrioti, oppure ti fanno i complimenti e sono contentissimi che si sia scelta la loro nazione come meta di vacanza. È una bella sensazione sentirsi accolti in questo modo.

La regione della Bucovina, a nord della Romania, è incantevole. Qui scopro meravigliosi monasteri ortodossi, spesso fortificati, dove tenaci e pragmatiche suore proteggono capolavori dipinti anche sulle pareti esterne, e paesini con deliziose casette di legno intarsiato che sembrano fatte di pan di zenzero. Il tutto incorniciato da dolci colline e boschi verdi. Mi sembra di essere in una fiaba senza tempo, da quanto è tutto così piacevolmente perfetto.


      Il Monastero di Voronet in Bucovina (foto di Marina Fichera)

Nella regione di Maramureş - a nord ovest del paese, al confine con l’Ucraina – si possono ancora incontrare abitanti che indossano gli abiti tradizionali, con magnifici ricami, per andare la domenica in chiesa. Le antiche chiese di legno dai campanili alti e appuntiti costruite senza un chiodo e i verdi colli, i colorati paesini e i suggestivi panorami mi fanno sentire come trasportata dentro un tableau vivant.


Il monastero di Barsana (foto di Marina Fichera)

In realtà quest’area ha una storia travagliata, ed è una delle più povere d’Europa, eppure non riesco a rendermene conto se non attraversando la fastiscente periferia della cittadina di Baia Mare, il capoluogo di questa regione una volta famosa per i suoi impianti minerari, ma che ormai sono chiusi da oltre vent’anni.

So bene che il mio essere di passaggio per pochi giorni, se non ore, non mi permette di capire fino in fondo la realtà dei luoghi che visito, ma mi sembra così strano che qui ci siano ancora tanti problemi economici e sociali.

In questa bella regione, ma anche nel resto del paese, ho trovato un’atmosfera di accoglienza e amicizia che ha reso tutto ancora più piacevole e che è stata confermata dall’incontro casuale con una gentilissima signora originaria del Maramureş, Lena, residente da quasi venticinque anni a Modena. Anche se in vacanza dalla mamma, Lena è stata felice di farci conoscere la sua bella regione e abbiamo passato quasi un’intera giornata insieme a lei, sua sorella e i suoi nipoti, tutti con un simpaticissimo accento modenese.



La bella campagna del Maramureş (foto di Marina Fichera)

Per prima cosa visitiamo lo stravagante cimitero allegro di Sapanta, con le sue lapidi di legno - colorate d’azzurro e altri sgargianti toni - che riportano il ritratto del defunto e brevi filastrocche, spesso umoristiche, che ne raccontano la vita. È stranissima e leggera l’atmosfera di questo cimitero, che non ha proprio nulla di triste ed è preso d’assalto da orde di accaldati turisti paganti. Non avevo mai visto nulla di simile!


Il cimitero allegro e la chiesa di Sapanta (foto di Marina Fichera)

Dopo questa visita andiamo a vedere il confine con l’Ucraina e poi a casa della mamma di Lena - a meno di cento metri dal confine - e ci vengono offerti dei golosissimi dolci fatti in casa la mattina stessa.

Infine visitiamo insieme il museo aperto nelle ex prigioni di Sighetu Marmatiei. Nelle losche stanze, luogo di sofferenza e prigionia, ci racconta di quanto sia stata dura la vita al tempo di Ceaușescu. Rimaniamo tutti senza parole, ma siamo anche sollevati al pensiero che tutto ciò sia ormai finito da oltre trent’anni.

Posso solo dire grazie alla nostra amica per i racconti sulla vita presente e passata, la gentilezza e la disponibilità!

Nel mio viaggio ho visitato anche alcune città rumene, tra cui Sibiu, Braşov e Sighişoara. In ogni città ho trovato un bellissimo centro storico, conservato con grande cura, teatri e chiese ricche di opere d’arte, palazzi antichi, simpatici ristorantini e mercati di artigianato locale.

 Sighișoara  (foto di Marina Fichera)

Ancora una volta ho avuto la conferma che viaggiare è l’unico modo per sconfiggere gli stereotipi e i pregiudizi che purtroppo alcune volte ci creano false immagini di luoghi e persone a noi sconosciute. Andare a vedere con i propri occhi, parlare con persone sconosciute, mangiare il cibo locale, tutto questo è, a mio parere, il miglior modo per capire, crescere e vivere.

 

“Cinstea si bunatatea intrec orice frumusete.”

L’onestà e la gentilezza superano ogni bellezza.

Proverbio rumeno.

domenica 19 febbraio 2023

Siria: Il perduto profumo delle rose damascene

 Voglio riproporre questi "appunti" di Marina Fichera che ci aveva raccontato questo splendido Paese prima  di quanto è successo.



Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera



Parlare di Siria potrebbe sembrare inopportuno per certi aspetti, ma il mio è un atto di rispetto per questo paese mediorientale di cui ora non resta che una vuota carcassa, un fantasma dal passato glorioso, quando regnava una storica tolleranza tra popoli e religioni, ormai perduta.
La Siria era un paese bellissimo, vario e ricco di storia e umanità. Verdi montagne che ricordano le nostre regioni appenniniche, deserto, mare, importanti siti archeologici, arcaici monasteri cristiani e possenti castelli crociati erano il vanto di questa regione, posta a cavallo tra il Mediterraneo e il deserto iracheno, l’antica Mesopotamia.
Questo viaggio ha avuto luogo nell’aprile del 2009.

domenica 2 ottobre 2022

Bulgaria: viaggio nei Balcani Orientali


appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera

 

Ho sempre pensato che avrei visitato l’Europa in modo approfondito quando sarei stata più avanti con gli anni. Località a poche ore di volo, in territori culturalmente vicini, queste mete mi sembravano troppo facili ma, poiché negli ultimi due anni molto è cambiato, questo è il terzo viaggio che faccio nel Vecchio Continente da agosto 2021.

domenica 9 gennaio 2022

Isole Fær Ǿer: in viaggio tra pecore e nuvole

 

appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera

  


Le isole Fær Ǿer o Føroyar - in italiano Faroe - sono una manciata di piccole isole a metà strada tra la Scozia e l’Islanda, sperdute nell’Oceano Atlantico del Nord. Il nome Fær Ǿer vuol dire isola delle pecore e in effetti, ancora oggi, la popolazione ovina è circa il doppio di quella umana, che conta poco più di 52.000 anime.

Le diciotto isole che formano l’arcipelago delle Faroe appartengono al Regno di Danimarca ma godono di un’ampia autonomia politica, tanto da non far parte dell’Unione Europea nè aver aderito al Trattato di Schengen.

domenica 5 aprile 2020

Nepal: ritorno nel cuore dell’Himalaya



Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera
Tempio di Boudhanath, Kathmandu (foto di Marina Fichera)

Quando, a Capodanno 2017, visitai per la prima volta il Nepal, la sensazione che mi portai a casa - come scritto nel mio articolo su quel viaggio https://sognaparole.blogspot.com/2017/06/nepal-viaggio-nel-cuore-dellhimalaya.html - fu di volerci tornare quanto prima.
E quindi, dopo quasi tre anni, a novembre 2019, torno nel cuore dell’Himalaya con un gruppo di quattordici viaggiatori che accompagno alla scoperta della bellezza umana, naturalistica e artistica del Nepal.

venerdì 13 marzo 2020

Russia: viaggio nella Grande Madre – seconda parte da Kizhi a Mosca



Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera 


Il mio lungo viaggio continua su un treno notturno che in circa undici ore ci porta a Petrozavodsk, sul lago Onega, da dove partiremo per visitare l’isola di Kizhi.
Man mano che rotoliamo verso Sud il clima migliora. A Petrozavodsk, una piacevole cittadina affacciata sul lago, il sole splende alto in un cielo azzurro e limpido. Finalmente, anche se ancora non è molto caldo - è l’11 agosto e sono in giro “solo” con un pile... - ci siamo scrollati di dosso la fredda sensazione di inverno fuori stagione che abbiamo vissuto nella prima settimana del nostro viaggio.

giovedì 16 gennaio 2020

Russia: viaggio nella Grande Madre - prima parte dal Circolo Polare Artico a Solovki



Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera

Ho deciso di fare questo viaggio per due motivi principali: il primo perché mi ero fatta un’opinione negativa della Russia e volevo andare a vedere dal vivo se era giustificata o meno, il secondo perché da anni avevo voglia di visitare sia la remota regione artica della Penisola di Kola e il suo capoluogo, Murmansk, la più grande città al mondo sopra il Circolo Polare Artico, sia le affascinanti città di San Pietroburgo e Mosca, di cui parlerò nel prossimo articolo.
Ho pertanto scelto un viaggio di diciassette giorni che dall’estremo nord-est della penisola scandinava mi ha condotta – tutto via terra – fino alla capitale Mosca, in un alternarsi continuo di spiagge, foreste e immensi laghi boreali, ma anche di antiche e maestose città e minuscoli villaggi  costruiti in legno.

venerdì 20 dicembre 2019

Iran: quando il sogno delle Mille e una notte diventa realtà



Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera



Sono sempre più convinta che viaggiare dovrebbe essere una materia obbligatoria per i  giovani – ma anche per i meno giovani – occidentali. Perché solo andando a vedere con i propri occhi si può cambiare davvero prospettiva sulle cose e sulle persone. Solo facendo i “San Tommaso” ci si può fare, seppur nei limiti di viaggi che durano circa due settimane, una propria idea di luoghi e società che, nell’appiattimento dell’opinione pubblica, ci vengono dipinte in modo ben diverso.

mercoledì 3 luglio 2019

Rajasthan: mille colori e mille sorrisi tra splendori, vacche e spazzatura


Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Sono al mio terzo viaggio in India in due anni e mezzo. Ho atteso così tanto questo incontro - desiderato e temuto al tempo stesso - forse proprio perché sapevo che ne sarei rimasta per sempre ammaliata.
Perché l'India ti afferra al collo, ti solleva e ti bacia in bocca. Sa di miele, zenzero, curcuma e peperoncino. Sa di rancido e di sporco. Risplende d'oro, di blu e di specchi, antichi fasti di potenti maharaja. 
L'India ti tocca con le sue mani, ti guarda con i suoi occhi scuri, ti stordisce con i suoi rumori e poi ti sorride con sincerità disarmante.  Non puoi rimanere indifferente al suo decadente fascino di spirito e carnalità. Non puoi sottrarti al suo odore acre e dolce. Non puoi non farti stringere dalle sue molte braccia. E se ti prende, come diceva anche Tiziano Terzani, non puoi più farne a meno.
Meta di questo mio viaggio è il Rajasthan, la mitica regione dei maharaja, a nord ovest dell’India.

lunedì 27 maggio 2019

Portogallo: al confine tra la terra e l’oceano.


Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Con poco più di due ore di volo dall’Italia si raggiunge il Portogallo, un Paese che offre molte attrattive in ogni stagione. Le sue affascinanti città, gli antichi monasteri e l’impetuoso Oceano Atlantico, sono  solo alcuni dei buoni motivi per visitarlo, e per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo. Questo è stato il mio terzo viaggio nel Portogallo continentale


lunedì 7 gennaio 2019

VIAGGI DI NUVOLE E TERRA, di Tiziana Viganò


 (a cura di Mimma Zuffi)


È da poco uscito un libro che fa sognare e ragionare allo stesso tempo. L'autrice, Tiziana Viganò, ha saputo cogliere gli aspetti più significativi di questi suoi viaggi riuscendo a trasmetterci le sue emozioni.
"Viaggi di nuvole e terra, taccuini tra realtà e fantasia" di Tiziana Viganò - 2018 Macchione editore

Vogliamo presentarvi la sinossi della seconda parteSkiatos e Skopelos tra filosofia e lirica – Grecia” e invitarvi a guardare il VIDEO che racconta questa parte del libro

Una vacanza veramente indimenticabile, in un luogo dove la Bellezza si respira con l’aria. I pensieri scorrono in libertà, cambiano in un fluire continuo, passano dall’osservazione e dalla percezione dei sensi alle emozioni, ai sentimenti, ai momenti meditativi, ai ricordi filosofici e letterari, con il fil rouge della descrizione dei paesaggi e delle situazioni che incontro da viaggiatrice: un’alternanza di leggerezza e profondità.È la filosofia del viaggio nel paese dove il pensiero si è fatto sistema, dove la lirica è parte del paesaggio, dove la Bellezza e l’Armonia sembrano vincere su ogni realtà anche difficile. Viaggi tra isole che sembrano avvolte da atmosfere di Bellezza sovrumana, Skiatos e Skopelos nelle Sporadi. Nonostante la realtà di quel paese sospeso tra glorie antiche e moderni problemi, è impossibile non sentirsi circondati dall’incanto, come se ogni cosa riuscisse ad avvolgere il viaggiatore in una rete magica, dove anche l’aria sembra portare echi di filosofia, di miti e di lirica immortale

mercoledì 2 gennaio 2019

Ladakh: viaggio al confine del cielo


Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Il Ladakh, detto anche Piccolo Tibet, è una provincia dello stato indiano di Jammu e Kashmir, di cui ho già accennato nel mio precedente articolo. Questa regione himalayana, che si sviluppa tra i 3.000 e i 6.000 metri s.l.m. è un luogo unico, magico e mistico.
Abitata in maggioranza da buddisti, tra le sue valle incantate, le montagne e i numerosi templi si respira ancora un’aria antica e si vive una vita fatta di tradizioni tramandate da secoli.

sabato 15 settembre 2018

EMOZIONI D’ISLANDA


 Di Roberta Spiti       
                                         

Semplice e un po’ scontato sarebbe citare la bellezza della natura incontaminata e generosa di spettacoli tanto diversi tra loro. Semplice e un po’ scontato sarebbe fare l’elenco di paesi e  di paesaggi che fanno attualmente dell’Islanda una meta “di moda” nonostante viaggiarvi non sia sempre comodo e facile.

Al rientro dal viaggio quello che rimane vivo non è solo il grande e maestoso fiordo (che compete con gli omologhi di Norvegia); non è il geyser che, con le dovute differenze, si può aver già visto a Pozzuoli o in Nuova Zelanda; non sono le aree coperte di lava (e l’Etna?) o i ghiacciai (le Alpi?) o le grandi cascate…

Quello che rimane dentro è la forza di quei paesaggi così veri perché ancora naturali, così vari da zona a zona, così diversi nell’arco di pochi chilometri. Dove la mano umana c’è, dove tutto funziona, tutto: dalla possibilità di fare il pieno di carburante nonostante per chilometri si possano incontrare solo steppe e qualche pecora, ai collegamenti internet, alla accogliente struttura alberghiera, alla cura e pulizia dei centri abitati.

La mano umana c’è ma non prevarica, non disturba: basti pensare che su una popolazione di 300.000 abitanti 200.000 circa risiedono a Reykjavik e i rimanenti 100.000 sono distribuiti su una superficie pari a un terzo dell’Italia.
Difficile perciò incontrare persone per la strada, auto lungo la via o agli incroci…semafori: forse un paio in tutto il ring che misura almeno 1500 km, facilmente raddoppiabili se la curiosità porta ad addentrarsi verso zone meno periferiche….

E allora ecco che cosa si porta a casa dall’Islanda: le emozioni.
Emozioni da paesaggi forti, da una natura  generosa e tiranna: in ampie zone le case non sono costruzioni ma prefabbricati facili da costruire, pronti da lasciare, sempre nell’attesa del  vulcano  che periodicamente riprende vita e distrugge tutto!

La bellezza del ghiaccio che si stacca dal ghiacciaio, scivola, si sposta, si colora di azzurro intenso e risplende andando verso il mare.

Emozioni dalle forme viventi: tante pecore, ma non grandi greggi (almeno nella stagione del solstizio): una pecora e 2 agnelli, ripetuti per 10,20, 50 volte, tranquilli a brucare; le pulcinelle di mare che guardano curiose, si alzano in volo, prima arrancando, poi più sicure per poi atterrare goffamente sulle zampe arancioni…e  guardarti di nuovo con la stessa curiosità.

Il sole “di mezzanotte”, la luce che non si spegne ma rimane, cambiando di intensità, a illuminare il paesaggio e a permettere di viaggiare fino a tarda ora senza accorgersi che la stanchezza aumenta…

Il vento teso, che con forza si contrappone e fa slittare  l’auto sullo sterrato, anche se l’auto è un pesante 4x4 di più di 5 metri!

E finalmente le cittadine ben tenute, che contano qualche decina di abitanti ….

Sono tutte emozioni, emozioni ravvicinate, emozioni forti principalmente create da una natura vigorosa che, fin dal tempo dei Vichinghi, si impone regolando il ritmo della vita umana


mercoledì 12 settembre 2018

Kashmir: un paese con due anime e... due capitali



Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Quando pensate al kashmir, cosa vi viene in mente? Credo che tutti pensino subito al morbido e prezioso tessuto, ricavato dal vello delle capre originarie delle alte montagne himalayane.  Se invece guardiamo un mappamondo, il  Kashmir è un’antichissima regione himalayana al confine tra il Pakistan e l’India. Spaccata tra i due diversi Stati fin dal 1947, la zona appartenente alla Confederazione Indiana, è denominata Jammu e Kashmir e, da un punto di vista amministrativo, comprende anche il Ladakh.

giovedì 21 giugno 2018

Giordania: a spasso nel Wadi Rum



Appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera



Il mio primo viaggio fuori dall’Europa fu nel lontano 1996, destinazione Giordania. Era un premio aziendale  per un tour che toccava le principali località turistiche del Paese e finiva con due giorni a Eilat, in Israele.
Da allora sono passati ventidue anni e avevo voglia di tornare in questo paese così accogliente, affascinante e sicuro. Volevo rivedere senza fretta Petra e desideravo passare qualche giorno nel magnifico deserto del Wadi Rum, per vivere l’incommensurabile fascino del vuoto e del silenzio. Ma volevo anche sentirmi un po’ come Gertrude Bell - l’equivalente femminile di Lawrence d’Arabia, sulla quale ho scritto un articolo pubblicato proprio su Sognaparole.blogspot.it - che a inizio del ‘900 trascorse la sua avventurosa vita in Medio Oriente, viaggiando, scrivendo e studiando le usanze e la lingua delle popolazioni locali, fino a diventare la fondatrice del museo archeologico di Baghdad.

venerdì 11 maggio 2018

Viaggio in Tunisia - Djerba: L’isola dell’oblio




a cura di Sandra Romanelli





Situata nel golfo di Gabes, di fronte alle coste della Tunisia, Djerba, la più grande isola del Nord Africa, è nota come l’isola dei lotofagi al tempo del ritorno di Ulisse nell’Odissea ed è considerata la perla del Mediterraneo per le sue spiagge di sabbia fine, la limpidezza delle acque, il clima e le palme.
Isola dell’oblio, oasi di pace, terra di sogni, ha sedotto non solo Ulisse e i suoi compagni che, imitando gli abitanti del luogo si cibarono del fiore di loto e persero il ricordo della loro vita passata, ma conquista chiunque decide di visitarla, poiché viene ammaliato dal fascino che sprigiona.
Il mare di Djerba