(di Mimma Zuffi)
Oggi voglio fare una sorta di gioco enigmistico di letteratura.
Solo dieci domande e alla fine leggerete le risposte. Ma non dovete barare. Se vi è piaciuto tra un po’ ancora dieci. Io mi sono divertita e spero anche voi.
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(di Mimma Zuffi)
Oggi voglio fare una sorta di gioco enigmistico di letteratura.
Solo dieci domande e alla fine leggerete le risposte. Ma non dovete barare. Se vi è piaciuto tra un po’ ancora dieci. Io mi sono divertita e spero anche voi.
(a cura di Mimma Zuffi)
Intervista a Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro su Il romanzo del piccolo Messia (Solferino)
Raccontare Gesù non è mai un’impresa soltanto letteraria. È un atto di ricerca, un viaggio nella luce e nell’ombra dell’uomo, alla scoperta di un mistero che da duemila anni parla a ogni generazione. Con Il romanzo del piccolo Messia, pubblicato da Solferino, lo scrittore e storico genovese Carlo A. Martigli e il Premio Oscar Vittorio Storaro provano a compiere qualcosa di raro: dare un volto narrativo, insieme realistico e favolistico, alla infanzia e adolescenza di Gesù, a Maria e Giuseppe, alla fuga in Egitto e all’amicizia con Giovanni.
Ne è nata un’opera che unisce spiritualità e conoscenza, rigore storico e invenzione romanzesca, parola e “scrittura di luce”. Il libro ha già suscitato l’attenzione del mondo ecclesiale – è arrivato fino al Vaticano – e ha generato una sceneggiatura cinematografica che i due autori hanno scritto insieme, pensando a un futuro film.
Li abbiamo incontrati per un’intervista a due voci, dove il romanziere e il maestro della fotografia raccontano come è nato questo progetto, quale Gesù hanno scelto di narrare e quale luce sperano arrivi ai lettori.
(a cura di Mimma Zuffi)
CENTOMILA GAVETTE DI GHIACCIO
VERO E PROPRIO CULT DELLA LETTERATURA DI GUERRA
DIVENTA AUDIOLIBRO
La storica casa editrice Mursia annuncia con orgoglio l’uscita in audiolibro di Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi vero e proprio cult della letteratura di guerra, da sempre fiore all’occhiello della casa editrice con oltre 3.500.000 copie vendute e 130 ristampe e nuove edizioni al suo attivo.
L’audiolibro è disponibile da oggi su Audible, Storytel e sulle principali piattaforme di ascolto digitale. Un nuovo formato per un’opera senza tempo, pensato per ampliare l’accessibilità e l’esperienza del testo originale arrivando al pubblico allargato dei lettori e ascoltatori di oggi.
A cura di Selene G. Rossi
di Selene G. Rossi
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Locandina originale de "Il gabinetto del dottor Caligari". |
(a cura di Mimma Zuffi)
(di Giovanna Rotondo)
Non conoscevo Enrico Carozzi, ma la sua mostra a Casargo mi ha incuriosito. Alcuni amici andavano a visitarla e mi hanno invitata. Ho sentito spesso parlare di Casargo ma non c’ero mai stata e mi era sembrata l’occasione buona per farlo. Non era l’inaugurazione e così ho perso la storia della sua vita narrata dalla figlie.
Da quanto ho capito, guardando i suoi dipinti e ascoltando quanto si diceva di lui, era una persona riservata, con la passione per la pittura a cui si dedicava senza sosta. La pittura era la sua vita e lui era un autodidatta. Ho una particolare simpatia per gli autodidatti, sono persone generalmente incomprese e poco aiutate.
di Mimma Zuffi
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| Ritratto di Tommaso Moro |
di Selene G. Rossi
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| Dill, Jem e Scout |
di Marina Fichera
Sono seduta da oltre un’ora
davanti al lago Son Kul, in Kyrgyzstan, a oltre 3.000 metri di altitudine, come
stregata dalla luce di questo luogo.
Un lembo di terra arsa dal
vento, dal colore primordiale dell’argilla che solo il lago, splendente come
una riga dipinta da una mano divina su un quadro perfetto, separa da un cielo
lapislazzulo. Le nuvole sembrano uno degli immensi greggi di pecore che ho
incontrato arrivando fin qui, lievi, morbide, bianche ma non troppo, sporche di
vita, terra e vento.
(di Mimma Zuffi)
In questi ultimi anni stiamo assistendo a un crescente e rinnovato interesse per diversi aspetti della spiritualità delle origini, spesso cancellati o sopraffatti dalle religioni patriarcali. Vorrei offrire gli strumenti per ritrovare il legame perduto con la Terra e con Dio, elementi fondamentali dell'antica visione della vita, e liberare la nostra cultura da un millennio di pregiudizi negativi, frutto della propaganda religiosa dominante.
(a cura di Mimma Zuffi)
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(di Giovanna Rotondo)
Non l’ha piantato Giuseppe Garibaldi, ma forse c’era già nelle sue visite a Lecco di quegli anni e Garibaldi potrebbe averlo visto o esserci passato vicino, nella sua l’ultima visita, quella del 1866, quando sbarcò sul lungolago e, a cavallo, accolto dalla folla festante, giunse all’incrocio con Via Nazario Sauro per andare all’Albergo Croce di Malta, nell’attuale Piazza Garibaldi. E’ il platano centenario che si vede prima di attraversare la strada che porta in via Nazario Sauro. Un albero bellissimo, sono anni che lo ammiro per la sua maestosità. Il mio amico Peppo Rota, che se n’è andato per le conseguenze di una caduta proprio da un albero, mi diceva che era l’Albero di Garibaldi, mi doveva raccontare la storia, se ce n’era una, ma non ce l’ha fatta. Ci penso sempre, quando lo guardo, a quella storia che mi doveva raccontare Peppo, ma anche al desiderio di fare qualcosa per questo bel platano e per gli altri grandi platani che sono sul lungolago e che avrebbero bisogno di più attenzione e cura.
a cura di Sandra Romanelli
Tempo fa, nella suggestiva cornice del Parco d’Arte Pazzagli di Firenze, in una gradevole serata di agosto, Donatella Alamprese con lo spettacolo Contaminazioni, condusse il suo pubblico in un fantastico viaggio musicale che partendo da Lisbona, con le indimenticabili musiche di Amalia Rodrigues, è giunto fino in Sudamerica, tra Cile, Argentina e Venezuela, interpretando i canti di guerra e libertà di Violeta Parra e Mercedes Sosa. Ad accompagnare le sue emozionanti interpretazioni, la chitarra del musicista Marco Giacomini e il polistrumentista Stefano Macrillò con chitarra, cuatro venezolano. tiple colombiano e mandola.
Le prime note sono state quelle allegre, ma nostalgiche di “ A casa do via del Campo” testo originario di Alfredo Marcenario e Joao Silva Tavares. Di questo brano sono state prodotte varie versioni.
Amalia Rodrigues -con l’album Amalia in Italia- l’ha portato al successo nel 1974, nella versione italiana di Roberto Arnaldi. Nel 1978, questo brano è stato cantato anche dal cantautore Franco Simone.
di Marina Fichera
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Foto: Tom Palumbo |
(di Mimma Zuffi)

di Mimma Zuffi
“Araràd” Khatchikiàn (pronuncia “ Kacikiàn “) è nato a Khartoum in Sudan sul fiume Nilo (il nome Khartum deriva dalla parola araba al-khartūm الخرطوم, ovvero punta di proboscide, probabilmente in
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| Khartoum -Ararad a 2 anni in braccio alla sua "tata" |
Nel vasto panorama della letteratura, il romanzo spesso ruba la scena, attirando l’attenzione con le sue pagine fitte di trame elaborate e personaggi intricati. Tuttavia, l’importanza della narrativa breve, in particolare del racconto, non può essere sottovalutata.
Sebbene possa sembrare meno imponente rispetto al romanzo, il racconto possiede una profonda forza in sé, capace di colpire direttamente il cuore dei lettori. È tempo di smantellare l’idea che la brevità debba essere associata a una narrativa minore, poiché il racconto è una forma d’arte complessa e affascinante che merita attenzione e rispetto.