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lunedì 21 settembre 2026

Magnum P.I.

  di Marilou Ceria


Pronti a fare un tuffo nel passato? A voi  una serie di Speciali Old Memories. 
Mimma Zuffi

FOCUS ON


 Scheda Tecnica

Titolo: Magnum P.I.
Titolo originale: Magnum P.I.
Genere: poliziesco-azione 

Anno: 1980-1988

Stagioni: 8

Ideatori: Donald P. Bellisario, Glen A. Larson
Produttori: Belisarius Prod., Larson Prod.

Musiche: Mike Post e Pete Carpenter



Magnum P.I.: otto stagioni, per un totale di 162 episodi della durata di 45 minuti ciascuno, questi i numeri di una delle serie più popolari degli anni ’80.

Ideata da Glen A. Larson – affiancato ben presto, come co-produttore, da Donald P. Bellisario – su incarico della CBS che aveva appena terminato di trasmettere l’ultima stagione di Hawaii Squadra Cinque Zero, fu trasmessa negli Stati Uniti a partire dal 1980 e fino al 1988 con la messa in onda dell’ultima stagione, l’ottava, non programmata inizialmente e aggiunta in un secondo tempo. Nella puntata conclusiva della settima stagione, infatti, Magnum veniva ucciso e, per risolvere l’inghippo creatosi, si dovette far ricorso al classico escamotage – già peraltro sperimentato da CBS per Bobby Ewing, nell’ottava stagione (1985-86) di Dallas – che si fosse trattato tutto di un sogno del protagonista.

sabato 19 settembre 2026

Sandro Mazzola: un mito si racconta

Ciao Sandro. 

Ti ricordi il libro che avevi pubblicato qualche tempo fa?

Voglio riproporlo oggi che ci hai salutato. 


(a cura di Mimma Zuffi)



HO SCELTO DI STARE DAVANTI ALLA PORTA


di Sandro Mazzola
con Marco Civoli
Lìmina- pagg. 280 - € 16,00


"A un certo punto avevo segnato un gol, colpendo, col mio tappino, il tappo giallo che fungeva da pallone e mandandolo in rete alla destra del tappo-portiere, manovrato da mio fratello, che sbottò:«Bravo, lo vedi. Tiro ad effetto da calciatore. E tu vuoi giocare a pallone con le mani? Ma smettila! Noi  siamo gente da pallone tra i piedi, cosa pensi direbbe tuo padre?» E se ne andò a letto senza salutarmi. Rimasi sveglio a lungo a pensare se quel matto avesse ragione e conclusi che noi Mazzola non eravamo fatti per giocare a pallone con le mani, ma con i piedi. Era un destino già scritto."


giovedì 10 settembre 2026

Ivanhoe, libro e film

 di Mimma Zuffi


L’OPERA LETTERARIA


Nato a Edimburgo nel 1771, sir Walter Scott ebbe l’infanzia angustiata dalla poliomielite, malattia che lo rese claudicante e ne condizionò l’adolescenza. Diventa avvocato, ma si dedica alla scrittura a tempo pieno e, con la pubblicazione di Ivanhoe (1819), si conferma iniziatore del romanzo storico come genere letterario. La narrazione si basa su eventi quotidiani che si sviluppano sullo sfondo dell’Inghilterra medievale, ricostruita con documentatissimo rigore.
IVANHOE è un libro che anche se potrebbe essere considerato prolisso per un lettore del Ventunesimo secolo, abituato solo alla descrizione di particolari stati d'animo, è  denso di azione, personaggi, descrizioni pittoriche. In Ivanhoe non esiste l'introspezione, se non in un vago cenno all'ultimo paragrafo dell'ultimo capitolo perché il suo autore si perde in descrizioni di paesaggi, notevoli a dire il vero, che hanno il potere di evocare l'Inghilterra del XII secolo, e dei costumi, nel vero senso della parola.

domenica 26 luglio 2026

NOI E LE ALTRE. STORIE DI DONNE CHE NON CHIEDONO PERMESSO A CURA DI VIVIANA E. GABRINI

 (a cura di Mimma Zuffi)



Esce per Calibano Editore "Noi e le altre. Storie di donne che non chiedono permesso", una ricca e coraggiosa antologia di racconti ideata e curata da Viviana E. Gabrini che riunisce ventisei voci femminili, diverse per generazione, stile narrativo, provenienza geografica e sensibilità artistica.

mercoledì 8 luglio 2026

Dillo a papà

Vorrei ricordare Carla Spinella che ci ha lasciato 

riproponendo l'articolo scritto da Sandra SR Romanelli

(Mimma Zuffi)

 Intervista e recensione a cura di Sandra Romanelli


Dillo a papà - Editore: Ass. Cult. TraccePerLaMeta

La storia è reale, assicura l'autrice, ma ha attraversato il tempo colorata di leggenda. Oggi, a pensarci, appare tramata di sogni d'amore e di malvagità inconcepibili, conclusa nel sangue e funestata dal dolore immeritato e dalla morte precoce di chi l'ha vissuta, e, vivendola, ha rivelato al mondo il buio che si può celare anche nell'anima più candidamente nata alla luce, se stravolta da circostanze e persone indecenti.

domenica 5 luglio 2026

Festival AG NOIR e Marco Moretti

 

(a cura di Mimma Zuffi)

Chi fosse in vacanza da quelle parti può andare a conoscere Marco Moretti, scrittore (e medico) già noto ai lettori di sognaparole, e avere una sua dedica.


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lunedì 22 giugno 2026

I POMODORI

 (di Mimma Zuffi)


Antico come la fame, il pomodoro arriva dall'America per soddisfarla nel modo più povero e saporito. Ma, prima di condire una pastasciutta, ha lenito ferite, acceso cuori, ornato corsetti e scritto persino un pezzettino di Rivoluzione.


I POMODORI: oggi sono in tavola tutto l'anno: rossi, soprattutto sodi, si fanno in insalata, più maturi condiscono la pasta; verdi e… immaturi diventano ottimi sott'aceto. Insomma, i pomodori sono buoni in tutte le salse, e poi sono ricchissimi di vitamine.

giovedì 4 giugno 2026

Estate

 

(A cura di Mimma Zuffi))                                                                                             

 

L'estate non è poi così lontana, e per essere in forma smagliante si deve cominciare un po' di tempo prima… quindi:

PARLIAMO DI…CELLULITE


La cellulite è un disturbo che interessa l'ipoderma, un tessuto che si trova al di sotto del derma di natura prevalentemente adiposa. La sua attività di manifesta con una funzione lipolitica che provoca lo scioglimento del grasso quando il bilancio calorico è negativo; oppure con quella di liposintesi, che attiva la deposizione dei grassi, quando il bilancio è positivo.

Costituisce la riserva energetica dell'organismo. Il pannicolo adiposo si distribuisce in modo differente nei due sessi: nella donna é più accentuato nella parte inferiore del corpo, zona molto sensibile verso l'azione svolta dall'estrogeno e dal progesterone, i tipici ormoni femminili. Anche se longilinee, le donne presentano accumuli adiposi a livello di fianchi e glutei.

I soggetti di sesso maschile invece, presentano un adipe localizzato soprattutto nella zona addominale (la pancetta). La cellulite è causata dalla degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo con alterazioni delle funzioni metaboliche. L'evoluzione della cellulite si distingue in varie fasi:

Fase 1: caratterizzata da edema e da alterazione della circolazione sanguigna. Si presentano i fastidi a livello di ristagno e accumulo negli spazi interstiziali. La pelle diventa più pastosa e meno elastica.

Fase 2: si ha una perdita di elasticità e morbidezza della pelle che si presenta pallida, ipotermia e si avverte un'alterazione della sensibilità cutanea.

Fase 3: si formano micronoduli, strutture tondeggianti  molto piccole e incapsulate in ci dille di collagene. I noduli e le fibre insieme formano una trama che, racchiudendo il microcircolo e gli adipociti, ostacola lo scambio metabolico. Inizia una sclerosi del connettivo del derma con conseguente scarsa ossigenazione del tessuto.

Fase 4: i micronoduli si sono moltiplicati fino a poter e sentire facilmente al tatto. Si presentano mobili, dolenti alla palpazione. L'aspetto della pelle é a buccia d'arancia o a materasso, la cute presenta delle striature con sensazioni di dol

COME COMBATTERLA IN POCHE MOSSE

1. fate movimento, non importa se in palestra o in casa, nuoto, passeggiate a passo sostenuto.
L'importante è mantenere le gambe attive.

2. cercate di introdurre cibi leggeri e iniziate a fare uso di …
   …TISANE e INFUSI che drenano i liquidi e sgonfiano.

3. mangiate frutta e verdura

4. no alcool, tabacco e bibite gassate

5. bevete molta, moltissima acqua

6. integrate l'assunzione di vitamina C

7. non fatevi la doccia con acqua troppo calda, meglio tiepida utilizzando il getto fresco su cosce e glutei

8. utilizzate creme contro cellulite

9. cercate di fare una vita sana anche a tavola evitando di esagerare con la carne rossa.

Affidatevi alle cure di un bravo erborista che vi aiuti a raggiungere i risultati sperati.

Dovrete essere motivate e determinate e ricordate che la COSTANZA PREMIA SEMPRE.


CREME, INTEGRATORI e TISANE sono tutti compatibili tra loro e senza controindicazione.                                   

Di seguito riportiamo le piante che possiamo utilizzare per aiutare il nostro fisico a eliminare liquidi attenuando anche la cellulite.



BETULLA: proprietà diuretica







GRAMIGNA
: diuretico, rinfrescante e decongestionante








IPPOCASTANO
: decongestionante e antinfiammatorio delle vene











PILOSELLA: diuretico, antiemorragico








UVA URSINA: diuretico e ottimo per curare le infiammazioni della vescica






PEDUNCOLI DI CILIEGIO: diuretico e ottimo aiuto per i reni







VERGA D'ORO: diuretico e ottimo per curare le malattie della vescica







EQUISETO: diuretico e rimineralizzante







BARBA DI MAIS: diuretica


Noi suggeriamo una tisana anticellulite composta da:
EQUISETO, GRAMIGNA, BETULLA, BARBA DI MAIS, PEDUNCOLI DI CILIEGIO E
KARKADE'.
Tre cucchiai da minestra per ogni litro d'acqua, bere almeno un litro al giorno in fase di luce (così facendo evitate di alzarvi di notte per far pipì).
Tutte le piante utilizzate per drenare sono da impiegare in tutti quei casi in cui viene richiesto di DRENARE eliminando i LIQUIDI in ECCESSO.
Vi ricordiamo che in commercio esistono CREME, FANGHI e INTEGRATORI ALIMENTARI da abbinare alla tisana facilitando e velocizzando i risultati.
Per quanto riguarda il trattamento con creme e fanghi, vi diamo alcuni accorgimenti:

Per le donne con capillari o vene fragili, NON SI DEVONO UTILIZZARE CREME O FANGHI CHE SCALDANO, mentre possono e DEVONO UTILIZZARE PRODOTTI FRESCHI O FREDDI.


Buon.. costume!

domenica 24 maggio 2026

Cercando fossili in Scientists’ Cliffs, Calvert County, Maryland

 

DI GIOVANNA ROTONDO STUART

 

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Camminare lungo le spiagge di Scientists’ Cliffs, Calvert County, Maryland, in cerca di fossili, è un’esperienza importante per conoscere semplici aspetti evolutivi del pianeta. Luoghi come questi che per milioni di anni hanno raccolto, conservato e trasformato la presenza della vita sulla terra, aiutano a comprendere il percorso del tempo.
Tutta la mia famiglia, da quattro generazioni, soggiorna per un periodo dell’anno a Scientists’ Cliffs, di solito a tarda primavera o a fine estate.
In piena estate il clima è torrido, tropicale, con picchi di umidità arrivano al 90%. Insopportabile!

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domenica 17 maggio 2026

Il partigiano Johnny – Beppe Fenoglio

 Recensione a cura di Raffaelina Di Palma

“Partì verso le somme colline, la terra ancestrale che l’avrebbe aiutato nel suo immoto possibile, nel vortice del vento nero, sentendo com’è grande un uomo quando è nella sua normale dimensione umana.”

Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio, si potrebbe definire “il romanzo della Resistenza,” ma non sarebbe completa come esposizione. Intanto si può estenderla dicendo che è un romanzo che racconta la Resistenza come fu realmente, autentica e senza false illusioni: si può dire che rispecchia pienamente lo stile caratteristico di Fenoglio: i suoi estimatori ne riconoscono l’impronta sin dalle prime pagine.

La sua scrittura, l’atmosfera, il tono emotivo delle sue pagine, la cadenza e il flusso vitale delle sue storie si intessono intensamente con lo scenario delle Langhe e con la città di Alba, dove Fenoglio nacque il 1° marzo 1922, dalla quale nell’arco della sua vita non si allontanò quasi mai.

Il libro, la sua prima opera, avrebbe dovuto intitolarsi “Racconti della guerra civile” e invece uscì da Einaudi nel ’52, con il titolo “I ventitré giorni della città di Alba” nella collana narrativa diretta da Elio Vittorini tra il 1951 e il 1958,  che oggi diremmo di talent, con il titolo «I Gettoni». Nata come spazio per la narrativa sperimentale e giovani autori, vennero pubblicate opere basilari di autori come Calvino, Fenoglio, Lalla Romano, Anna Maria Ortese e Rigoni Stern… rinnovando il panorama letterario italiano del dopoguerra.

L’esperienza si concluse alla fine degli anni ’50, lasciando un’impronta duratura sulla narrativa italiana.

Il titolo “Racconti della guerra civile” dato al libro dall’autore, appariva, in piena Guerra Fredda, vago e oscuro, se non altro per il linguaggio di raziocinio e criterio nei confronti dei fascisti repubblichini, come se velatamente li nobilitasse. E l’autore Beppe Fenoglio non lo avrebbe mai voluto: era, allora, uno sconosciuto debuttante trentenne, autodidatta di Alba e procuratore di un’azienda vinicola. Si allontanò raramente dalla sua città. Questo distacco da Roma, da Milano, gli permise di sviluppare una voce unica e antiretorica, lontana dalle mode intellettuali del neorealismo imperante. Pur avendo studiato, il suo interesse per la letteratura inglese e la sua cultura profonda se la costruì da solo, leggendo e studiando con passione.

“Lo spettacolo dell’8 settembre locale, la resa di una caserma con dentro un intero reggimento davanti a due autoblindo tedesche not entirely manned, la deportazione in Germania in vagoni piombati avevano tutti convinto, familiari ed hangers-on, che Johnny non sarebbe mai tornato; nella più felice delle ipotesi stava viaggiando per la Germania in uno di quei medesimi vagoni piombati, partito da una qualsiasi stazione dell’Italia centrale. Aleggiava da sempre intorno a Johnny una vaga, gratuita, ma pleased and pleasing reputazione d’impraticità, di testa tra le nubi, di letteratura in vita…Johnny invece era irrotto in casa di primissima mattina, passando come una lurida ventata fra lo svenimento di sua madre e la scultorea stupefazione del padre”.

Ufficiale di collegamento nei badogliani del comandante Martini Mauri nelle Langhe meridionali, tra Santo Stefano Belbo, Monbarcaro e Alba.

La storia di Johnny si legge gustandone ogni singola pagina, ogni parola, ogni “gioco” linguistico, nonostante le difficoltà di quelli che non hanno dimestichezza con l’inglese che interrompe il filo narrativo a più riprese per riprendere subito dopo: anche qui risalta il genio dello scrittore, che crea comunque una forte attrazione con il lettore compensando con l’arditezza della linguistica italiana. Spesso, durante la lettura, ho dovuto consultare il vocabolario per capire termini mai incontrati prima, capire le acutezze lessicali, quelle fatte di neologismi, latinismi, vere e proprie fusioni linguistiche. Un altro motivo di attrazione è il “perdersi” in una prosa ricca di rari accostamenti di nomi e aggettivi in una sintassi mai pesante.

“Posò il moschetto e si sedette su un tratto libero del muretto, altissimo. La stanchezza l’aggredì, subdola e dolce, e poi una rigidità. Poi nella sua spina dorsale si spiralò, lunga e lenta, l’onda della paura della battaglia ripensata. Anche agli altri doveva succedere lo stesso, perché tutti erano un po’ chini e assorti, come a seguire quella stessa onda nella loro spina dorsale.[…]Eppure Johnny sapeva che sarebbe rimasto, a fare tutte le battaglie destinate, imposte dai partigiani o dai fascisti, e sentiva che si sarebbero ancora combattute battaglie, di quella medesima ancora guerra, quando egli e il Biondo e Tito e tutti gli uomini sull’aia (ed ora apparivano numerosi, un’armata) sarebbero stati sottoterra, messi da una battaglia al coperto da ogni battaglia.”

Lo stile dell’autore astigiano è caratterizzato da una inedita fusione linguistica che fonde un rigoroso realismo contadino a un tono epico, spesso influenzato dalla lingua inglese e dalla Bibbia, sua “lingua mentale”. La sua prosa è fondamentale, cinematografica, libera dalla retorica, che punta a interpretare la Resistenza e la vita nelle Langhe in maniera assoluta e moderna, allontanandosi dal neorealismo tradizionale.

Dall’omonimo film

Un romanzo che diventa un’esperienza di lettura non facile, ma unica. Johnny, la Resistenza e le Langhe, sono i tre protagonisti a pari titolo in questo racconto, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la sua prematura morte. La cronaca di un’epopea antieroica in cui l’autore estende la propria esperienza in una prospettiva drammatica. Il partigiano Johnny scopre un significato umano che va ben oltre quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande nell’estate del ’44 fino alla presa di Alba seguiamo il percorso di Johnny e dei suoi compagni di lotta fra l’inerzia forzata nei casali, le trappole contro gli automezzi fascisti, una spia da giustiziare, le battaglie campali, i rapporti non sempre facili tra le varie formazioni ribelli.

“Tu sei comunista Tito? Io no, – sbottò lui: – Io sono niente e sono tutto. Io sono soltanto contro i fascisti. Sono nella Stella Rossa perché la formazione che ho incocciata era rossa, il merito è loro d’averla organizzata e d’avermela presentata a me che tanto la cercavo, come finora non ho cercato niente altrettanto intensamente. Ma a cose finite, se sarò vivo, vengano a dirmi che sono comunista!”

Il partigiano Johnny è un racconto che evidenzia con cura e precisione la guerra con una lingua sperimentale, poi riconosciuta come propria di Fenoglio: il “fenglese”. Johnny è un giovane uomo, deciso nelle sue idee, senza mappe mentali pronto a qualsiasi azione per realizzarle e non fa sconti, neanche a se stesso: ci racconta la guerra di liberazione consegnandoci le proprie e le altrui sofferenze.

Non tutti conoscono il metodo di scrittura di Fenoglio. Inizialmente scriveva in inglese, una lingua che amava profondamente, per poi tradurla in italiano.  

Innesta nella sintassi italiana strutture inglesi, dalle quali spunta una forma unica, secca e dinamica.

Era un grande conoscitore della lingua e della letteratura inglese.

“Mi danno del provinciale. Ma chi è provinciale, io o loro? Tirano fuori tutte queste storie sul realismo. Ma cos’è il realismo?Descrivere un uomo che fa 

una cosa, come la fa e perché, ecco, per esempio, un uomo che cammina sulla Langa, come facciamo noi adesso,non è realismo questo? Di cosa parlava Omero? E la Bibbia? Ma in Italia, temo, non hanno letto bene né l’uno né l’altra.”

Il partigiano Johnny è un libro postumo. Alla morte precoce di Fenoglio furono trovate diverse redazioni del libro: di cui la prima stesura scritta interamente in inglese.

Di lui Italo Calvino ha scritto: “Beppe Fenoglio è stato per noi forse l’ultima incarnazione d’una figura storica di scrittore che marcò di sé le storie letterarie del secondo quarto di secolo ed è ora scomparso senza lasciare eredi; scrittore che esprime insieme la solitaria coscienza d’una tensione interiore e il mito estroverso di una vita pratica e attiva”

Pro

Lettura difficile, ma appassionante, uno spaccato della difficile e drammatica storia italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel corso della lettura ci si immerge nelle azioni, nei pensieri e nelle sensazioni del protagonista. E questo è un merito dello scrittore.

Trama

Il partigiano Johnny restituisce i principi ideali e le paure e le ragioni e i sogni di una intera generazione come nessun libro è riuscito a fare. Il partigiano Johnny è riconosciuto come il più originale e antiretorico remoto romanzo italiano sulla Resistenza. La storia è quella del giovane studente Johnny, cresciuto nel mito della letteratura e del mondo inglese, che dopo l’8 settembre decide di rompere con la propria vita e di andare in collina a combattere con i partigiani. Una storia simile a quella di molti altri giovani e di molti altri scritti sullo stesso argomento. Ma Fenoglio riesce a dare alle avventure e alle passioni di Johnny una dimensione esistenziale ben più profonda e generale, che racconterà per sempre che cosa sono stati i partigiani e la Resistenza in Italia.


(pubblicato con l'autorizzazione di Raffaellina di Palma e "Thriller storici e dintorni=)

giovedì 29 gennaio 2026

E perché no? Qualche domanda

 (di Mimma Zuffi)



Oggi voglio fare una sorta di gioco enigmistico di letteratura.

Solo dieci domande e alla fine leggerete le risposte. Ma non dovete barare. Se vi è piaciuto tra un po’ ancora dieci. Io mi sono divertita e spero anche voi.



lunedì 19 gennaio 2026

King Lear e la sovranità in Shakespeare

 

di Mimma Zuffi



KING LEAR è una tragedia che appartiene alla fase matura di Shakespeare. Fu scritta probabilmente nel 1605-6, ed ha ricevuto moltissime attenzioni dalla critica, specialmente negli ultimi anni, come una delle più grandi, se non la più grande tragedia di Shakespeare.
C'è stato un periodo, soprattutto quello romantico, in  cui King Lear era stato considerato impossibile a recitarsi; un dramma che per le sue considerazioni sulla natura dell'uomo, della storia, il senso della nostra esistenza non poteva essere messo in scena in maniera soddisfacente.
Questa era la posizione di molti critici romantici.
Certamente, se noi consideriamo le messe in scena che ci davano di King Lear nel teatro naturalistico, illusionistico dell' Ottocento, con formidabili scenografie, con questo vecchio che andava in giro per la scena con il suo bastone, tutto addobbato di parrucca e vestiti particolarmente sfarzosi, ci rendiamo conto che King Lear diventa una sorta di controsenso: se è recitato, non regge alla recitazione. King Lear resta indubbiamente una tragedia di difficilissima interpretazione, e una delle ultime conferme è venuta dal King Lear di Strehler che, a mio parere, è stato uno pseudo-fallimento anche se fortemente incensato dalla critica.
Questo dramma fu, con tutta probabilità, suggerito a Shakespeare alla stessa maniera di altre sue tragedie, da alcune fonti che  egli poteva riscontrare nella letteratura del suo tempo.