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Visualizzazione post con etichetta e l'ospite: intervista a. Mostra tutti i post
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martedì 31 marzo 2026

VLAD il figlio del Drago Le cronache di Dracula e intervista a Luca Arnaù

 (di Luigia Amico)

Con il suo nuovo romanzo Vlad, il Figlio del Drago (Mursia), Luca Arnaù ci conduce in una delle epoche più affascinanti e misteriose della storia europea: la Valacchia del XV secolo, terra di confine tra cristianità e Impero Ottomano, dove nasce e si consuma la leggenda di Vlad III, il principe che la storia ha trasformato in mostro e il mito in vampiro.

Dopo aver raccontato figure come Leonardo da Vinci e Gesù, l’autore torna a indagare “l’uomo dietro il mito”, scavando nella complessità di un personaggio sospeso tra eroe e carnefice, tra destino e libero arbitrio, tra fede, vendetta e sopravvivenza.
Frutto di un’attenta ricerca storica e di una potente immaginazione narrativa, il romanzo inaugura la trilogia Le cronache di Dracula, un affresco epico e umano che restituisce voce e spessore al vero Vlad l’Impalatore.

Nell’intervista che segue, l’autore racconta il lungo lavoro di documentazione, la passione per la storia e per la letteratura gotica, e il desiderio di restituire al pubblico la verità nascosta dietro la leggenda più famosa di sempre.


domenica 11 gennaio 2026

Armenia: dove anche le pietre hanno un’anima

 appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Un paese incastonato tra i monti del Caucaso, isolato da sempre ma da sempre unito nell’arcaica e profonda fede cristiana e nella fierezza della propria peculiarità, l’Armenia è un luogo dove il tempo si è fermato, o forse è solo più lento. Rallentato come rallenta il battito del cuore dopo una forte emozione, un’emozione che qui si chiama Genocidio. 
Perché è impossibile visitare l’Armenia senza prendere consapevolezza di quel che accadde novantanove anni fa. E’ una ferita aperta, sanguinante di un rosso vivo come le vesti dei monaci che ancora oggi popolano solitari monasteri, una sofferenza silenziosa che accompagna questo popolo austero e dignitoso.

Nel cerchio rosso l'Armenia














giovedì 6 novembre 2025

La leggenda italiana del jazz: Enrico Intra

  (intervista di Mimma Zuffi)

In occasione dell'uscita del suo ultimo libro IMPROVVISANDO,  e della registrazione del nuovo disco (con l'etichetta Alfa Music), voglio riproporre l'intervista che Enrico Intra mi concesse qualche tempo fa:

Conosco Enrico Intra, pianista jazz e compositore, dai tempi dello storico locale milanese Santa Tecla. Poiché all'epoca gli dissero che la musica era bella ma non pagava i conti, Enrico decise di aprire un locale tutto suo (Intra's Club)

In questi giorni ci siamo incontrati per caso e gli ho chiesto se aveva voglia di rispondere a qualche domanda per i nostri lettori.

Un sorriso sulle labbra, occhi penetranti che brillavano di curiosità, ed io che aspettavo una sua risposta.

giovedì 23 novembre 2023

Ararad Khatchikian: l'uomo, i suoi amici a quattro zampe, i monti e le ampie distese di neve

 


di Mimma Zuffi



Conosco Ararad da molti anni e ogni volta che l'incontro è un'emozione sentirgli raccontare le sue "corse" in slitta con i suoi amati cani, ascoltare le sue ballate, vedere nei suoi occhi chiari le distese di neve.

Dopo una breve presentazione di questo uomo molto particolare, sempre pronto a affrontare le sfide, rimarrete affascinati dall'intervista che ha concesso.


Araràd” Khatchikiàn (pronuncia “ Kacikiàn “) è nato a Khartoum in Sudan sul fiume Nilo (il nome Khartum deriva dalla parola araba al-khartūm الخرطوم, ovvero punta di proboscide, probabilmente in

Khartoum -Ararad a 2 anni
in braccio alla sua "tata"
riferimento alla forma della penisola che si trova presso la confluenza dei due Nili), da madre profuga Istriana di Abbazia e da padre armeno la cui famiglia è scampata al genocidio degli armeni. In lingua armena il suo nome significa “ dove nasce il Sole “ dall’antico idioma “ ùr ardù “. Rifugiati dalla guerra civile in Sudan, dall’età di nove anni vive con la Famiglia in Friuli Venezia Giulia. Ottiene il Diploma di Maturità Classica a Gorizia e inizia gli Studi di Medicina presso l’Università di Trieste. Esperto sciatore fondista partecipa con successo a importanti gare di Sci Fondo Nazionali e Internazionali. Cantautore - chitarrista autodidatta, incide alcuni nastri promozionali, un long playing a Copenhagen con il suo gruppo “Fairfield“, un singolo, due CD, un DVD e alcuni demo anche insieme ad altri stimati musicisti regionali, esibendosi regolarmente come “busker“ (musicista – cantautore “stradale“) e in concerti dal vivo sia come solista sia con il suo gruppo musicale “ Ararad “ con il quale ha vinto anche il Concorso Musicale “ Suonare a Folkest 2005 “ con il progetto “Sulle orme di Balto…da Tarvisio a Nome in Alaska”.

giovedì 27 ottobre 2022

Contaminazioni: dal FADO al SUDAMERICA INTERVISTA A DONATELLA ALAMPRESE

 


a cura di Sandra Romanelli

 


Nella suggestiva cornice del Parco d’Arte Pazzagli di Firenze, in una gradevole serata di agosto, Donatella Alamprese con lo spettacolo Contaminazioni, ha  condotto il suo pubblico in un fantastico viaggio musicale che partendo da  Lisbona, con le indimenticabili musiche di Amalia Rodrigues, è giunto fino in Sudamerica, tra Cile, Argentina e Venezuela, interpretando i canti di guerra e libertà di Violeta Parra e Mercedes Sosa. Ad accompagnare le sue emozionanti interpretazioni, la chitarra del musicista Marco Giacomini e il polistrumentista Stefano Macrillò con chitarra, cuatro venezolano. tiple colombiano e mandola.

Le prime note che abbiamo ascoltato sono quelle allegre, ma nostalgiche di “ A casa do via del Campo”  testo originario  di Alfredo Marcenario e  Joao Silva Tavares. Di questo brano sono state prodotte varie versioni.

 Amalia Rodrigues -con l’album Amalia in Italia- l’ha portato al successo nel 1974, nella versione italiana di Roberto Arnaldi. Nel  1978, questo brano è stato cantato anche dal cantautore Franco Simone.


venerdì 20 maggio 2022

GIANCARLO BOSINI: INTERVISTA ALL'ARCHITETTO E SCRITTORE DI THRILLER

(a cura di Mimma Zuffi)


Ciao Giancarlo e benvenuto! Tempo fa abbiamo già parlato di te e del tuo romanzo Giallo Milano; oggi vorremmo rivolgerti qualche altra domanda per conoscerti meglio.

 

 

1 - Come mai hai deciso di scrivere gialli piuttosto che altri generi letterari? Che cosa ti piace di questo genere?

La narrativa ”Gialla” è il genere che mi diverte maggiormente leggere e in particolar modo quel filone, il più antico, in cui l’indagine diventa l’asse portante del racconto.

Mi piace vedere come chi indaga si muove, cercare di carpire qualche indizio prima di lui, intuirne le mosse e pian piano accompagnarlo durante l’evolversi dei fatti.

martedì 12 ottobre 2021

La parola, di Virginia Danna

(a cura di Mimma Zuffi)

 Montag edizioni - Pagg 163 - € 14,00

Scambiando quattro chiacchiere con un'amica ho deciso di dare spazio alla sua creatività

Una maestra e due professoresse scompaiono in un breve lasso di tempo in tre diverse città italiane. Tra di loro non c’è alcun rapporto diretto e Della Sala, Caruso e Brambilla, i tre funzionari di polizia preposti alle ricerche, brancolano nel buio. Un solo indizio sembra unire le tre donne, ma è talmente inusuale e ambiguo che i tre investigatori fanno fatica a coglierlo prima e a perseguirlo poi. Qualcuno li spingerà, tuttavia, a insistere su quella strana pista che li coinvolgerà dapprima in un’ulteriore sparizione e poi li porterà a un epilogo imprevedibile, paradossale, surreale eppure logico.

domenica 18 luglio 2021

Nivangio Siovara: la scrittura serve per dire l’indicibile

Scritto da Heiko H. Caimi

 

Nivangio Siovara (foto di Gloria Mezzadri)


Nivangio Siovara è un autore insolito nell’attuale panorama letterario italiano: si aggira nei meandri del fantastico più puro, con una continua produzione di oscuri scritti, come dice la sua biografia. Finora ha pubblicato due romanzi (L’onestà del Moloch, 2017, e In Albis, 2018) e una raccolta (Di vento. Tre storie di resurrezione metropolitana, 2019), tutti con Prospero Editore, più una lunga lista di racconti in antologie e sul web.


 Riferendoci alla tua biografia in quarta di copertina, pare che Nivangio Siovara non esista: perché non esiste?

Non esiste perché è una parte di me che tendo a non presentare: è quella che si chiude in casa, scrive e pensa. È la mia parte critica e vagamente rabbiosa, sicuramente la più oscura e asociale.

mercoledì 19 maggio 2021

Tempi difficili – Intervista a Salman Rushdie

 di Francesca Capelli 



Ritratto di Sam Franza 


C’era una volta uno scrittore ironico e dissacrante, colpito nel 1989 da una fatwa (condanna a morte) per un romanzo dal titolo “Versetti satanici”, considerato blasfemo dall’ayatollah iraniano Komeini. Sono passati poco più di 25 anni. La fatwa è stata ritirata, lo scrittore – Salman Rushdie  – ha continuato a pubblicare e oggi non vive più sotto scorta. Ma il mondo, nel frattempo, non è diventato un luogo più sicuro. Se il fanatismo di allora aveva un volto, confini nazionali e bersagli precisi – quindi più facili da proteggere – il pericolo di oggi è liquido, diffuso, imprevedibile. 


mercoledì 21 ottobre 2020

EMILIANO VENTURA, INTERVISTA A SOTIRIOS PASTAKAS

 di Emiliano Ventura


La poesia è la più aristocratica delle arti.

Intervista a Sotirios Pastakas




                                                                                         Sotirios Pastakas, foto di ©Dino Ignani

Sotirios Pastakas è uno dei maggiori poeti greci, la sua opera è tradotta in molte lingue (quindici) ed è apprezzata in varie nazioni e continenti; la sua        raccolta Trilogia (Food Line) è stata tradotta negli USA nel 2015. 

lunedì 25 maggio 2020

Un giornalista è quello che gli lasciano essere: intervista con Gianni Mura


di Angiolino Massolini
Gianni Mura


Gianni Mura, giornalista e scrittore, si è spento il 21 marzo 2020 a 74 anni. Nato a Milano nel 1945, era una delle firme storiche più importanti del giornalismo sportivo, specialmente per quanto riguarda il ciclismo e il calcio. Come scrittore aveva vinto il Premio Grinzane per il suo primo romanzo, Giallo su giallo.  È stato l’allievo prediletto di Gianni Brera e ha scritto per la Gazzetta dello Sport, Epoca, l’Occhio e La Repubblica. La sera prima di spegnersi aveva telefonato in redazione per avvertire che non avrebbe potuto consegnare l’articolo per la sua rubrica: “Sono Gianni, volevo avvisarvi che domani non scriverò la mia rubrica. Qui in ospedale non mi hanno portato il pc e neanche i giornali. Scusatemi”.

giovedì 27 febbraio 2020

Il bambino che siamo stati – Intervista a Beatrice Masini


di Angelo d' Andrea

Autrice prolifica di opere per l’infanzia, Beatrice Masini è anche una stimata traduttrice italiana. Tra i suoi lavori, la resa in italiano di alcuni dei libri della serie di Harry Potter di J. K. Rowling, per la versione pubblicata da Salani. Il suo romanzo Bambini nel bosco (Fanucci) è stato finalista al Premio Strega, nel 2010. Si tratta della prima opera per ragazzi ad aver mai concorso nella storia del premio. Con il romanzo Tentativi di botanica degli affetti (Bompiani) è stata finalista al Premio Campiello e vincitrice del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni – Città Di Lecco, entrambi nel 2013.

sabato 1 luglio 2017

"Zuleika apre gli occhi", di Guzel’ Jachina (il libro e intervista all'autrice)

(a cura di Mimma Zuffi)

Salani editore - pagg. 496 - € 18,90

Zuleika apre gli occhi è il romanzo d’esordio rivelazione della nuova letteratura russa.
 Il romanzo-rivelazione sulla Rivoluzione russa,
acclamato dalla stampa e vincitore di tutti i più importanti premi in patria,
in corso di traduzione in 24 Paesi.

Questo romanzo non è solo uno squarcio su un periodo della storia russa, né è soltanto la storia straordinaria di un amore filiale forte come pochi nel panorama letterario contemporaneo. Zuleika apre gli occhi è la Storia nella storia, in una miscela talmente rarefatta e intensa da catapultarci fuori del tempo, fra antichi usi, sopraffazioni radicate, una suocera-arpia, un marito-despota e Zuleika-Cenerentola.