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domenica 14 gennaio 2018

UN PIANETA IN AFFITTO


di Giovanni De Pedro



C'era una volta un uomo molto ricco e potente ma anche molto buono che possedeva un'intera galassia. Viveva sul pianeta Gioia, un luogo molto bello, rigoglioso di piante e fiori, con fiumi sempre stracolmi d' acqua e dove l'aria era talmente pulita che, durante la notte, si potevano vedere a occhio nudo, miliardi di stelle brillare nel cielo scuro.


Un giorno l'uomo andò a visitare Geo, un pianeta di sua proprietà, notò che la natura era molto ricca ma necessitava di essere curata, così decise di affittare il pianeta.
Tornato a Gioia, mise un annuncio su Internet, in modo tale che in tutta la galassia fosse possibile leggerlo. Poco tempo dopo, cominciarono ad arrivare a Gioia vari individui interessati, tutti con grandi progetti architettonici, chi voleva trasformarlo in un enorme giardino all'italiana, chi voleva installare enormi fontane sfruttando il corso dei fiumi.
Un giorno si presentò una coppia di sposi che, pur non avendo alcun progetto, furono gli unici a chiedere il prezzo dell'affitto. L'uomo fu sorpreso dalla domanda e, per la loro onestà, decise di affidar loro Geo gratuitamente a patto che mantenessero il pianeta in ottime condizioni; la coppia accettò e già il giorno successivo si installò a vivere sul pianeta. Passò qualche mese e, l'uomo potente ma buono, decise di fare visita alla coppia; trovò che il lavoro svolto fino a quel momento era eccellente, gli alberi erano ben curati e cominciavano a dare frutti, i campi erano pieni di fiori e, avendo creato canali, sfruttavano l'acqua dei fiumi per irrigare e coltivare i campi. L'uomo si congratulò con la coppia annunciando una sua visita per l'anno seguente.
Dopo poco tempo, arrivò a Geo dal pianeta Basura, un gruppo di persone che scappavano da una guerra intergalattica; chiesero alla coppia di potersi installare in quel paradiso, naturalmente pagando un affitto. I coniugi fiutarono l'affare e accettarono subaffittando loro il pianeta.
Geo si stava riempiendo di popoli con diverse usanze, provenienti da altri pianeti, la coppia stava diventando sempre più ricca.
I Basurani, coloro che arrivavano da Basura, non avevano il senso della pulizia e non rispettavano la natura, gettando perfino i loro rifiuti nei prati e nei fiumi. Gli altri abitanti di Geo iniziarono a lamentarsi e la coppia cercava di raffreddare gli animi perché poteva risultarne compromesso il loro guadagno. Un altro gruppo, in fuga dal pianeta Skuro colpito da un'enorme carestia, arrivò a Geo, dopo averne sentito decantare le bellezze. Non vennero accolti molto bene dalle altre popolazioni di Geo perché la loro pelle era diversa da quella di tutti gli altri.
Si accesero delle contese e delle lotte per il possesso di un pezzo di terra o di un corso d'acqua, tanto che un giorno i Basurani bruciarono un bosco dove gli Skuri andavano a raccogliere frutti e prendevano l'acqua da un fiume che lo attraversava. Per ripicca gli Skuri attaccarono il villaggio dei Basurani e bruciarono le loro montagne di rifiuti, liberando nell'aria varie sostanze nocive.
La coppia di sposi, che aveva il pianeta in affitto, cercava di far dialogare le varie parti ma se davano ragione ai Basurani, si ribellavano gli Skuri e, se davano ragione a questi ultimi, gli altri si rivoltavano.
Un giorno, durante una discussione, i due coniugi ebbero la peggio, vennero malmenati da entrambe le fazioni e dovettero passare una settimana a letto per guarire dalle ferite riportate.
Ormai i boschi di Geo ardevano tra le fiamme dei tanti roghi e si consumavano come fossero fiammiferi, i corsi dei ruscelli e dei fiumi erano ostruiti dai rifiuti dei Basurani e non portavano più acqua a valle per irrigare i campi, l'atmosfera del pianeta si era trasformata e non pioveva più, la siccità incombeva su tutti i popoli.
Il cielo era sempre scuro e la luce del giorno faceva fatica a penetrare attraverso la coltre dei gas nocivi scatenati dai roghi dei rifiuti, la temperatura del pianeta si era alzata ed era diventata insopportabile, l'aria pulita era solo un ricordo e si faceva fatica a respirare.
I vulcani si risvegliarono e eruttarono enormi colate di lava incandescente, il livello dei mari si era alzato creando vaste inondazioni, ormai a Geo era un'apocalisse.
Arrivò il giorno in cui il pianeta non riuscì più a vivere e si udì per tutta la galassia un'enorme esplosione; dagli altri pianeti si poteva vedere una gigantesca palla di fuoco, il paradiso si era trasformato in inferno.
L'uomo potente ma buono osservò da Gioia, il pianeta su cui viveva, migliaia di frammenti sparire nell'infinito della galassia e si rattristò, pensando:
" Immaginavo che sarebbe finita così, l'occasione rende l'uomo ladro e anche gli onesti si sono fatti attirare dai soldi e dal guadagno. L'umanità ha sempre anteposto l'odio all'amore come priorità e non potrà mai farne a meno. Avevo affittato il pianeta più bello della galassia ma questa gente inevitabilmente l'ha distrutto. Mi dispiace aver perso Geo ma ancor di più mi ha deluso l'intera umanità ".
L'uomo potente ma buono continuò a vivere felice e contento sul pianeta Gioia.




2 commenti:

  1. che bel ritratto della nostra Terra!
    M

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    1. Grazie per l'apprezzamento caro/a M. Giovanni.

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