(di M. Moretti)
Nelle Giornate dei Rolli a Genova possono accadere fatti strani; anche un
quadro innocente può diventare l’innesco di una storia sospesa tra sogno e
realtà. Nella disavventura a Palazzo Rosso l’omaggio di Mario a Genova, amante
adottiva, che gli chiede una piccola grande rinuncia e due storie d’amore.
L’estate è chiusa fuori della porta, fine di tuffi e trekking dolomitici
mancati: si torna all’inizio del viaggio.
Ottobre significa autunno, che si traduce in pioggia, vento, giornate
brevi. Per i più giovani la nota dolente sta nel primo mese di scuola, dopo il
lieve far nulla estivo. I più esperti
nella vita, nonni dei ragazzi
malinconici sopracitati, si lamentano di collo e schiena. Che odio, l’umidità!.
A Mario Pinozzi non interessano le foglie che cadono, le castagne e tantomeno
(ma questo punto lo ricordiamo bene) il
vino novello; semplicemente detesta uscire la mattina con il buio. Normale addormentarsi
nell’oscurità, cenare osservando la Lanterna che fa l’occhiolino all’imbrunire
o rientrare dalle battaglie contro i nemici abituali in sala operatoria. Lo
scuro mattutino non l’ha mai digerito;
nelle recenti disavventure si è trovato nei guai sotto il sole, con luna e stelle; pure il suo “senso” che risveglia la fame è a
proprio agio in qualunque ora. Lui no, prima del bidone di caffè all’alba non è
affatto in grado di aprire la porta di casa. O rispondere al telefono in maniera garbata.
-
È domenica … chiunque
sia a rompere i …
Dall’altro capo la voce è più rapida della sua. E non impastata.
-
Buongiorno anche a te, grande
esperto di galateo!
Donna, voce giovane, spiritosa: un punto a suo favore. Il caffè può
attendere. Risponde assumendo un tono di maniera, quasi affettato.
-
Sono desolato gentile miss, non si trova più la servitù
di una volta. Provvederò
a licenziare oggi stesso il maggiordomo.
Può immaginare il sorriso che fa capolino nel viso ancora sfuocato.
-
Pinozzi, il tenebroso delle
Apuane. Hai acquistato un titolo nobiliare o sposato una riccastra?
-
Piccola lezione: odio i nobili e sopporto a malapena i
ricchi, ma non abbastanza da mettermi un esemplare in casa. Vivo solo, salvo
brevi e dissipati periodi di lussuria con donne abbagliate dal mio fascino. Che
spesso fuggono quando riacquistano la vista e la ragione. Hai
forse telefonato per verificare?
-
In effetti ho avuto la conferma
di non aver sbagliato numero. Pensa che avevo formulato un’altra ipotesi.
-
Non posso riattaccare senza conoscerti meglio, ascolto.
-
Credevo avessi preso una sbornia
galattica.
-
Questo è fuori questione. Adesso faccio io le domande:
come mi hai trovato, visto che ho cancellato nome e pseudonimo dalla mailing
list dei cuori solitari? E accetteresti comunque un appuntamento al
buio?
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Tu non ami il buio, o sbaglio?
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Solo la mattina, e siamo in quel caso. Ma conosci
parecchio di Pinozzi, quindi ultima domanda per vincere una serata travolgente
con me: chi sei?
Tic tac, tic tac, tic tac…il tempo scorre. Nessuna risposta, suspense alle
stelle, curiosità a livelli di guardia.
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La risposta è…Ilaria Bernacca!
Buio totale, eclissi completa di sole, nero siderale.
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Mario, ci sei ancora?
Black
out anche nelle corde vocali.
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Eccomi, deve esserci un problema sulla linea tipo on-off.
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O nell’archivio personale, magari
è solo troppo ingombro di schede femminili! – risata frizzante.
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Negli ultimi tempi si è riempito solo di polvere, è un
affollato condominio di ragni.
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Non bluffare con una giocatrice
di poker, non hai la minima idea di chi sia la donna misteriosa al telefono. Vuoi
sentire Miss Marple?
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Ti assicuro che non ho bisogno di leggere gialli per
trovare colpevoli o vittime.
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Eppure se fossi un buon lettore
saresti avvantaggiato.
Nulla da fare, manca la caffeina in vena e questa fa pure la spiritosa: non siamo ancora a livelli
di guardia, non c’è un pericolo
imminente o un mostro
pronto a stimolare la “fame”, il lato oscuro, ma un poco di ombra si
proietta timida. Corre ai ripari.
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Mi arrendo, hai
colpito al mento con un diretto e sono al tappeto. Vuoto totale.
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Stavo nella biblioteca della
Facoltà di Medicina, tu ci passavi parecchie ore a studiare. E flirtare
con studentesse fuori corso.
La voce di lei si è fatta giovanile, da giovane che era, nessuna traccia
del sorriso, i contorni del viso sfumano inesorabilmente.
Università, parliamo di quasi trent’anni fa.
Una vecchia lo sta rimorchiando.
Da Pisa.



