!-- Menù Orizzontale con Sottosezioni Inizio -->

News

mi piace

giovedì 29 gennaio 2026

E perché no? Qualche domanda

 (di Mimma Zuffi)



Oggi voglio fare una sorta di gioco enigmistico di letteratura.

Solo dieci domande e alla fine leggerete le risposte. Ma non dovete barare. Se vi è piaciuto tra un po’ ancora dieci. Io mi sono divertita e spero anche voi.



domenica 25 gennaio 2026

Regalami un sorriso - di Heiko H. Caimi

 di Heiko H. Caimi



 

Dedicato a Elena Tomaini

 

 

Ero convinta che il sorriso fosse un organo interno, come la milza: tutti ne parlano, nessuno sa bene a che cosa serva, e, quando qualcuno te lo chiede in prestito, capisci che c’è qualcosa di profondamente sbagliato.

Lo pensavo mentre camminavo tra i banchi del mercatino dell’usato, circondata da stoviglie con una vita precedente, maglioni che avevano conosciuto ben altri inverni, cornici vuote in attesa di un ricordo compatibile. Lì era tutto di seconda mano, persino la nostalgia. Mancavano solo i sorrisi.

lunedì 19 gennaio 2026

King Lear e la sovranità in Shakespeare

 

di Mimma Zuffi



KING LEAR è una tragedia che appartiene alla fase matura di Shakespeare. Fu scritta probabilmente nel 1605-6, ed ha ricevuto moltissime attenzioni dalla critica, specialmente negli ultimi anni, come una delle più grandi, se non la più grande tragedia di Shakespeare.
C'è stato un periodo, soprattutto quello romantico, in  cui King Lear era stato considerato impossibile a recitarsi; un dramma che per le sue considerazioni sulla natura dell'uomo, della storia, il senso della nostra esistenza non poteva essere messo in scena in maniera soddisfacente.
Questa era la posizione di molti critici romantici.
Certamente, se noi consideriamo le messe in scena che ci davano di King Lear nel teatro naturalistico, illusionistico dell' Ottocento, con formidabili scenografie, con questo vecchio che andava in giro per la scena con il suo bastone, tutto addobbato di parrucca e vestiti particolarmente sfarzosi, ci rendiamo conto che King Lear diventa una sorta di controsenso: se è recitato, non regge alla recitazione. King Lear resta indubbiamente una tragedia di difficilissima interpretazione, e una delle ultime conferme è venuta dal King Lear di Strehler che, a mio parere, è stato uno pseudo-fallimento anche se fortemente incensato dalla critica.
Questo dramma fu, con tutta probabilità, suggerito a Shakespeare alla stessa maniera di altre sue tragedie, da alcune fonti che  egli poteva riscontrare nella letteratura del suo tempo.

giovedì 15 gennaio 2026

Stranger Things: Un cammino dell’eroe degli anni ‘80

 di Vincenzo Zaccone


 

“Stavo cercando le risposte in qualcuno altro, ma io le avevo tutte” - Will

Come non parlarne: è stata a lungo la serie TV più vista di sempre di Netflix (poi superata da ‘Mercoledì’), che ha massimizzato l’effetto nostalgia per gli anni ’80, e che ha avuto un’influenza enorme sul panorama mondiale.

Oltre a questo, ci ha tenuto con il fiato sospeso per quasi un decennio, generando molta attesa sul capitolo finale; adesso l’inizio della fine ce l’abbiamo sottomano e non delude.

Forse la cosa più entusiasmante è che, dopo nove anni in giro per Hawkins, i fratelli Duffer riescano ancora a regalarci una “storia di formazione” potente, con protagonisti ancora vitali, che battibeccano, si confidano, scoprono nuove parti di sé, confliggono, convergono completando i discorsi, perfezionando i piani d’azione l’uno dell’altro. 

domenica 11 gennaio 2026

Armenia: dove anche le pietre hanno un’anima

 appunti sparsi di viaggio di Marina Fichera


Un paese incastonato tra i monti del Caucaso, isolato da sempre ma da sempre unito nell’arcaica e profonda fede cristiana e nella fierezza della propria peculiarità, l’Armenia è un luogo dove il tempo si è fermato, o forse è solo più lento. Rallentato come rallenta il battito del cuore dopo una forte emozione, un’emozione che qui si chiama Genocidio. 
Perché è impossibile visitare l’Armenia senza prendere consapevolezza di quel che accadde novantanove anni fa. E’ una ferita aperta, sanguinante di un rosso vivo come le vesti dei monaci che ancora oggi popolano solitari monasteri, una sofferenza silenziosa che accompagna questo popolo austero e dignitoso.

Nel cerchio rosso l'Armenia














domenica 4 gennaio 2026

Gatti ribelli di Viviana Gabrini

 


Mi chiamo Elena, ho quarantacinque anni e una vita che somiglia a un reality show a basso costo: location grigie, copione scritto da un ubriaco e un cast di comparse che se ne vanno alla prima pausa caffè.

Vivo a Milano, in un bilocale che sfida l’umidità ma perde di continuo.

domenica 28 dicembre 2025

Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikovsky), di Alessia Ghisi Migliari

 di Alessia Ghisi Migliari  


Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikovsky)

L’anima ha stagioni – perché vive cicli e momenti diversi.

E ci sono stati numerosi artisti – davvero molti – che hanno provato per tutta la vita il devastante alternarsi di queste fasi della mente, senza riposo.
Pyotr Ciajkovskij (o Tchaikovsky), cosa non originale, ha pagato la sua rara creatività e la sua preziosa ispirazione con un’esistenza spesso infelice e infine per lo più drammatica, allungando inoltre la schiera di quegli egregi nomi d’arte che hanno provato in giovane età la tragedia della perdita di un genitore (per quanto cosa non rara, in un’epoca che non aveva ancora le conoscenze mediche di oggi).

giovedì 18 dicembre 2025

Il romanzo del piccolo Messia, di Storaro e Martigli

(a cura di Mimma Zuffi)

Il romanzo del piccolo Messia, di Storaro e Martigli: «Il Gesù che abbiamo raccontato è quello più vicino all’uomo» (P. Fizzarotti)



                                                          da sin. Vittorio Storaro e Carlo A. Martigli

Intervista a Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro su Il romanzo del piccolo Messia (Solferino)

Raccontare Gesù non è mai un’impresa soltanto letteraria. È un atto di ricerca, un viaggio nella luce e nell’ombra dell’uomo, alla scoperta di un mistero che da duemila anni parla a ogni generazione. Con Il romanzo del piccolo Messia, pubblicato da Solferino, lo scrittore e storico genovese Carlo A. Martigli e il Premio Oscar Vittorio Storaro provano a compiere qualcosa di raro: dare un volto narrativo, insieme realistico e favolistico, alla infanzia e adolescenza di Gesù, a Maria e Giuseppe, alla fuga in Egitto e all’amicizia con Giovanni.

Ne è nata un’opera che unisce spiritualità e conoscenza, rigore storico e invenzione romanzesca, parola e “scrittura di luce”. Il libro ha già suscitato l’attenzione del mondo ecclesiale – è arrivato fino al Vaticano – e ha generato una sceneggiatura cinematografica che i due autori hanno scritto insieme, pensando a un futuro film.

Li abbiamo incontrati per un’intervista a due voci, dove il romanziere e il maestro della fotografia raccontano come è nato questo progetto, quale Gesù hanno scelto di narrare e quale luce sperano arrivi ai lettori.

lunedì 15 dicembre 2025

NON SOLO NEUTRALITÀ Il ruolo della Svizzera nella Resistenza italiana 1943-1945, di Sergio Favretto

 (a cura di Mimma Zuffi)

Mursia , pagg 246, Euro 19,00


 

IL SAGGIO DI SERGIO FAVRETTO CHE GRAZIE A UN LUNGO LAVORO DI RICERCA RESTITUISCE DIGNITÀ E PLURALITÀ ALLE RESISTENZE DI CONFINE SENZA STEREOTIPI NÉ SEMPLIFICAZIONI

 

«Negli anni 1943-45, al confine italo-elvetico, l’antifascismo e la Resistenza italiani vissero pagine significative nella riconquista della libertà. Lungo i 744 chilometri che delimitano i territori nazionali di Italia e Svizzera, si svilupparono azioni, eventi unici e coraggiosi. Le vicende personali si intrecciarono con logiche più alte, fra politica ed economia, fra ragioni belliche e tattiche d’intelligence, fra sopravvivenza e speranze di democrazia… »

 

giovedì 11 dicembre 2025

Vlad, il Figlio del Drago Le cronache di Dracula, di Luca Arnaù

(a cura di Mimma Zuffi)
Mursia - Pagg. 408 - € 18,00

Oggi voglio presentare il primo volume di una trilogia dedicata a Vlad. Vlad III è stato il voivoda (principe) della Valacchia e un militare e politico noto anche per la  sua pratica di impalare i nemici come metodo di tortura e punizione. 


«Ogni goccia di sangue versato lo aveva portato fino a lì.»

Impero ottomano, 1442. Vlad, giovane principe di Valacchia ed erede della Casa del Drago, è prigioniero alla corte del sultano Murad II, ostaggio di un patto spezzato.