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sabato 11 novembre 2017

Festival delle Religioni

di Emanuela Niada


A Firenze il 19 settembre all’interno del Festival delle Religioni si sono trovati a dialogare esponenti della religione cristiana, buddista, ebraica e islamica, contro il fondamentalismo, dal titolo:  “Io sono” e “La libertà nella regola”.
Il Dalai Lama, leader spirituale dei buddisti tibetani, in esilio in India, ha parlato di potenziale positivo mentale ed emotivo, intrinseco in ogni essere umano. Sulla Terra siamo in 7 miliardi e ognuno ha diritto alla felicità, la cui ricerca porta all’unione tra gli esseri viventi, come scambio di amore, con semplicità, anche con piccoli gesti. La distanza e la separazione tra le persone creano disagio, irritazione. Dobbiamo imparare a vedere l’altro come uguale a noi, indipendentemente da provenienza, credo, razza. “Ha comunque un viso come me con due occhi, naso, bocca. Se incontrassi una persona con tre occhi e due nasi, incomincerei a preoccuparmi” ha affermato. Spesso ci fermiamo alle differenze secondarie e non vediamo in profondità, cercando punti comuni. 

La fratellanza è alla base della pace. La pluralità e la differenza creano una dialettica in cui l’identità resta, ma si apre al dialogo, con un atteggiamento aperto e cordiale. Ha raccontato di essere abituato a sorridere a tutti e ad essere ricambiato.  Aveva provocato un poliziotto, che rimaneva serio ai suoi sorrisi, facendogli  il solletico, fino a farlo ridere. La sfiducia e il sospetto portano alla violenza. Tutta la sofferenza, la fame, il dolore hanno cause e condizioni derivate da noi. La  religione oggi crea il conflitto. Mentre il messaggio deve essere di tolleranza, amore, centratura in sé. La vera pratica è raggiungere l’amore per se stessi e gli altri. Va fatta in modo serio, sincero, responsabile. Dobbiamo mantenere la gioia dentro di noi. Le varie religioni possono convivere. Anche all’interno della stessa religione ci sono tante correnti e differenziazioni, ma i valori sono gli stessi. Le diversità sono necessarie, ognuno di noi ha le sue caratteristiche e sono utili diversi approcci alla stessa questione, per meglio comprenderla, nel rispetto delle opinioni di tutti. E’ una benedizione di Dio, come un giardino con tanti fiori che si distinguono per il colore, la forma, il profumo. L’India è il continente dove si è messo in pratica, pur con tante contraddizioni, l’ideale di democrazia e tolleranza. L’armonia religiosa è possibile. Il terrorista che uccide non è più religioso. Il musulmano ama tutto il creato di Allah. La responsabilità universale è perdono, tolleranza, pazienza.
Joseph Weiler – giurista ebreo
Spiega che l’ebraismo risale a circa 4000 anni fa. Gli ebrei si considerano i fratelli maggiori dei cristiani e portano il loro specifico contributo. E’ la religione della regola. Per esempio per quanto riguarda il cibo è vietato mangiare proprio quello più saporito e prelibato, come il maiale e i crostacei. “Se è buono, non è kosher”, dice con una battuta. Inoltre il latte e la carne non si possono mischiare. Altro divieto: al sabato (Shabath) non si può lavorare. E’ un giorno da dedicare al Signore, alla pratica della fede,  si devono sospendere le attività volte al materialismo. Per quanto riguarda i rapporti coniugali, va praticata l’astensione per 12 giorni al mese. Quale è il senso?  Il significato è proprio la libertà dalla schiavitù degli appetiti, della nostra animalità. Se mangiamo di tutto, siamo schiavi del cibo, se lavoriamo senza interruzione, siamo schiavi della carriera. Così anche per la vita sessuale. Seguire la parola di Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe dà enfasi alla libertà umana. La Torah è la legge seguita dagli ebrei osservanti. Ogni pasto ricorda la presenza di Dio, è la testimonianza della sua vicinanza. E da lì parte il rapporto con l’altro. Quando suo figlio gli chiede perché non può mangiare un cheeseburger, che è così buono, gli risponde che non può perché è ebreo. E’ una questione di etica: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. “Non uccidere”. In tutte le religioni ci sono i religiosi cattivi e i laici nobili. Prima di tutto c’è il rispetto di se stessi, della propria identità. L’ebreo ha un’identità. Anche il cristiano religioso non deve nascondere la propria fede, così come il musulmano non deve nascondersi. Gli ebrei sono un popolo piccolo ma antico, con una testimonianza particolare che definisce il proprio spazio di libertà e lo spazio altrui. Ordine, disciplina, regola. Il senso del limite dà la libertà.
Enzo Bianchi – Comunità di Bose
Parla di incontro, dialogo, confronto tra le diverse fedi come utile alle città e nazioni per un futuro di maggior comprensione. Cita Hillman: “Le religioni generano verità, che generano regole, che generano violenza”. La religione ha avuto la pretesa di una verità. A suo nome si è perpetrata violenza. Due sono gli antidoti : 1. Andare alle fonti del Cristianesimo (Vangelo), del Buddismo (insegnamento del Buddha) e così via. 2. Usare la ragione di cui l’uomo è dotato, per contrastare la violenza in nome della religione. La ragione unisce tutta l’umanità per impedire gli eccessi dell’intolleranza. Tutto si può offrire a Dio, ma l’uomo non deve sacrificare la sua ragione. Il Vangelo non è una dottrina, non è osservanza di leggi e nemmeno un’etica. E’ un messaggio. “Beati i poveri, i miti, i perseguitati”. La regola suprema dei monaci è il Vangelo. Le regole devono essere al servizio dell’uomo e non viceversa. La prospettiva cristiana è pratica. Il valore supremo è l’incontro con l’ Uomo e l’incontro con l’altro. Non guardo il suo peccato, ma il suo bisogno, la sua sofferenza. Compassione, amore, misericordia. Gesù ha scandalizzato i suoi contemporanei, quando ha incontrato la donna adultera e non l’ha condannata. Regna la misericordia, solo così si interrompe il male. C’è grande affinità col buddismo, in cui la compassione è la legge suprema per le creature animate e insipienti. Tutti gli uomini hanno il peso del passato, di errori, del male. Ma c’è la possibilità di dire: “Oggi ricomincio”, grande è la speranza. “La libertà non la si mendica, la si esercita e basta”.
 Izzedin Elzir,Imam di Firenze , Presidente delle Comunità Islamiche in Italia
afferma che siamo in una fase difficile per la libertà religiosa. “La pace sia con te” è il saluto tra credenti musulmani. Il Corano dice: “Leggi, conosci, medita” prima ancora di credere. La fede senza conoscenza è una menzogna, è divisione. La Jihad senza conoscenza è terrorismo. Jihad significa sforzo, non guerra. E’ lo sforzo di mettere in pratica quello in cui si crede. Non è quindi la guerra santa, solo la pace è santa.
Maometto predicava di attuare il cambiamento interiore a partire da noi stessi, imparando a conoscersi e a risolvere i propri problemi, prima di aprirsi agli altri, senza pregiudizi. Noi pretendiamo azioni dai politici, ma la cosa più importante è conoscere e rispettare se stessi in un cammino di fede. Tanti sono religiosi solo di nome, senza aver fatto una scelta. La libertà è la base, ma per convivere con altre realtà, si devono rispettare le regole della città dove si abita per trovare la concordia. Solidarietà, amore e misericordia per l’umanità devono sempre trovarsi accanto alle regole. Bisogna risalire alle fonti per scoprire la ricchezza di una dottrina. L’altro non va considerato come un nemico, ma come una risorsa. La libertà religiosa menzionata  nell’articolo 8 della Costituzione italiana va messa in pratica. Un poeta palestinese laico comunista diceva: “La paura non impedisce la morte, ma impedisce la vita”. Giorgio La Pira diceva: “Essere liberi è essere al servizio di Dio e degli uomini”.
Il Dalai Lama affronta il tema de “La pace attraverso l’educazione”.
Gli animali non fanno la guerra. Solo nella mente dell’uomo c’è aggressività, che può essere distruttiva, potente  e porta alla mobilitazione armata della violenza, fino agli armamenti nucleari. L’intelligenza viene usata per organizzare la rabbia. Non è possibile avere pace nel mondo, se non c’è pace interiore, che deriva dall’amore e dall’educazione, partendo dalla famiglia, dalla comunità per arrivare allo Stato, al mondo. L’Europa dovrebbe trovare l’unione spirituale, includendo la Russia. A cui dovrebbe unirsi, poi l’Unione Africana, Arabia, Asia, Sud America. Dovrebbe essere tutelato l’interesse degli Stati nazionali, ma anche il senso dell’umanità, creata da un solo Dio, il cui futuro dipende da tutti noi. La natura umana è compassionevole. Verso la fine del XIX secolo è avvenuta la guerra tra Francia e Germania (Prussia) che poi hanno fondato l’Unione Europea.  
Nelle religioni asiatiche non c’è un Dio creatore, ma è la persona che crea compassione, affetto. L’intelligenza è al servizio del buon cuore fino ad abbracciare la comunità globale. Nel sistema educativo va inserito questo valore. Nelle nostre  società con valori materialistici non è facile promuovere la pace interiore, che dovrebbe essere il nostro scopo, da perseguire con determinazione. Si deve arrivare ad eliminare le armi, tutte le organizzazioni mafiose e terroristiche e lavorare seriamente per la denuclearizzazione del pianeta. Questo secolo potrebbe portare l’armonia tra i popoli se ci fosse la consapevolezza del senso di unità tra di loro. Il dialogo religioso deve andare in questa direzione, cercando di risolvere le divergenze, anche se profonde, utilizzando il confronto fecondo, non la violenza. Facciamo tutti parte della stessa famiglia umana e dovremmo impegnarci in prima persona a promuovere il rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Nell’educazione, il curriculum di chi insegna dovrebbe essere basato sull’etica. L’ Istituto di Scienza e della Tecnologia indiano ha redatto un programma di addestramento dei docenti da inserire nelle scuole di tutto il mondo. Oltre alla competenza nella sua materia, l’insegnante deve essere in grado di mostrare affetto per i suoi allievi, per sostenerli con fiducia e motivarli in profondità, rendendoli consapevoli e responsabili, così che l’apprendimento sarà più efficace. Tra i monaci questo è il metodo tra maestro e allievo, in cui la meditazione può contribuire alla comprensione profonda dell’individuo, essendo un metodo di analisi e ricerca interiore. La meditazione può essere di due tipi: 1. Concentrazione (per raggiungere la stabilità). 2 Introspezione e meditazione analitica (metodo Vipassana). Indaga i fenomeni come cause ed effetti, con metodo scientifico. E’ un addestramento al pensiero. Le informazioni vanno vagliate sviluppando lo spirito critico, verificando diverse fonti. Nella tradizione buddista l’analisi è importante, perché niente va dato per acquisito o scontato, nemmeno ciò che viene dai maestri e anche dal Buddha stesso.
E’ molto importante conoscere il mondo interiore delle emozioni, imparando a risalire alle cause che si trovano all’interno della nostra mente. La rabbia può creare condizioni molto critiche quando diventa odio e sfocia in violenza ed è basilare  poterla governare appena si manifesta. E’ molto più difficile, se non impossibile, gestire la rabbia espressa. E anche quella repressa agisce in reazioni automatiche, se non viene riconosciuta e portata alla coscienza. La consapevolezza delle proprie emozioni è di primaria importanza se vogliamo essere liberi di agire nella vita e non essere agiti dalle nostre pulsioni istintive. Dobbiamo conoscere bene la mappa delle emozioni. La psicologia occidentale si sta avvicinando solo di recente allo studio della mente e dei suoi meccanismi psichici, traendo spunto dall’approccio orientale. Già nei testi religiosi dell’India antica si studiava la scienza della mente, che si accosta allo studio dei fenomeni con la logica della ragione. La filosofia buddista si avvicina alla fisica quantistica nella spiegazione del microcosmo e del macrocosmo.
Nelle società attuali basate sul commercio e il rendimento economico, i principi morali hanno perso di importanza e manca la compassione per gli esseri umani, oltre che la tutela del creato, che provoca i cambiamenti climatici a cui assistiamo impotenti. Fondamentale diventa il messaggio dei mezzi di comunicazione per educare le coscienze.  La natura è un bene prezioso, che non va dato per scontato. Il cambiamento è un processo naturale, come la Via lattea nel sistema solare, così sulla terra. Il riscaldamento globale però è un mutamento troppo veloce, provocato da comportamenti umani dissennati. I ghiacci si sciolgono, il clima è impazzito. Facciamo tutti parte della stessa famiglia umana e dovremmo impegnarci in prima persona a promuovere il rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Dobbiamo essere uniti nello sforzo di contrastare questa emergenza cruciale.

(pubblicato con l'autorizzazione dell'autrice)



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