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martedì 28 ottobre 2014

La storia della mela

di Giorgia Cafaro

C'era una volta una mela. Era nata da un fiore profumato e dai grandi petali. Era una mela rossa, lucida e succosa. Se ne stava appesa sul suo ramo, sognando il momento in cui sarebbe maturata, dondolandosi ogni tanto solleticata dal vento. Poi un bel giorno, una folata la fece staccare dal suo ramo. Che brivido la caduta inaspettata!

Come rideva mentre l'aria spingeva verso l'alto quelle due foglie rimaste attaccate, mentre quell'eccitante sensazione di vuoto la pervadeva. Ma poi, che male la caduta… Un po' dolorante era comunque felice, finalmente libera! Cominciò a rotolare, rotolava a più non posso, vedeva il mondo come una girandola. Colori e suoni si confondevano in un turbinio. Come era bello. Ma dopo cominciò a urtare sassolini, bagnarsi con la pioggia, saltellare nei dislivelli. Ammaccata continuava a ripetersi che ne valeva la pena per continuare la sua girandola. Eppure in quella piccola mela cresceva il desiderio che una mano morbida e pulita la raccogliesse e se ne prendesse cura; sarebbe stata capace di lasciarsi mangiare se fosse accaduto. Ma aveva rotolato così tanto senza nessuno che la volesse, che ormai aveva iniziato a perdere le speranze. Troppo malmessa per essere raccolta. Alla fine, stanca e ammaccata, si fermò e si addormentò. La sua buccia, la sua succosa polpa, si sciolsero sotto la pioggia in una melma. I suoi semi scivolarono nel terreno bagnato, nutriti dai suoi resti. 
Ora, lì cresce uno splendido albero di mele. Mele che sognano e si dondolano, sperando che un giorno rotoleranno verso una tenera mano.  

3 commenti:

  1. Molto delicato. Brava Giorgia.
    Marina

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  2. Bellissima metafora della vita. Ognuno di noi "mele" aiuta a far crescere nuovi alberi. Mi è piaciuto tantissimo. Giovanni.

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  3. Grazie, sono felice vi sia piaciuta :)

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