giovedì 30 aprile 2026

Marilyn di Giovanna Rotondo

 


PREFAZIONE

Esistono icone che il tempo non consuma, ma che il mito ha finito per svuotare della loro umanità. Marilyn Monroe è tra queste: luminosa e tragica, fissata in unimmagine eterna che non ammette cedimenti. Ma cosa resta quando i riflettori si spengono e la maschera inizia a pesare?


Questo testo non cerca la biografia, né insegue il pettegolezzo. Cerca la verità nuda di un corpo che è stato, insieme, tempio e prigione. Attraverso una scrittura essenziale, lautrice ci conduce dallimmagine dellicona alle radici di una solitudine mai colmata.

Le figure che attraversano la vita di Marilyn — la madre, il marito, il medico — diventano specchi che la definiscono e la imprigionano. Ma è nellincontro tra Marilyn e Norma Jeane che il dramma raggiunge il suo punto più alto: la frattura tra ciò che si è e ciò che si deve apparire.

Leggere o mettere in scena questo testo significa accettare una sfida: guardare oltre limmagine per cogliere la fragilità, ascoltare oltre il sussurro per sentire una voce che chiede di essere amata per ciò che è.

In queste pagine, Marilyn non è più unicona, ma torna a essere presenza: fragile, umana e, infine, silenziosa.


                INTRODUZIONE               

 Nota dellautrice

Perché ho scritto di Marilyn?
Non c’è nessun mistero, anzi: è nata in modo casuale.

Circa ventanni fa andai a vedere uno spettacolo su di lei. Era così brutto, così superficiale, che mi sentii quasi offesa. Tornai a casa indignata.

A mezzanotte mi misi a scrivere. In quella stessa notte uscì tutto il testo. Poi lo lasciai lì, per anni. Continuavo a pensare che lavrei ripreso, corretto, migliorato. Non lho mai fatto davvero.

Lho inserito anche in un mio libro di racconti, pubblicato una decina danni fa, sempre con lidea che prima o poi sarei tornata a lavorarci.

Sembra che quel momento sia arrivato adesso.
Il momento di dargli finalmente il tempo e lattenzione che merita.

Ho curato personalmente la stesura del testo in entrambe le lingue, italiano e inglese, per preservare l'integrità emotiva e il ritmo teatrale dei dialoghi.


Quello che penso di Marilyn è scritto in queste pagine.


                                                                                                                                
Giovanna Rotondo                                

PERSONAGGI

Marilyn

Norma Jeane

Madre

Joe DiMaggio

Psichiatra

Andy Warhol

 Giovanna Rotondo vive nella parte lecchese del lago di Como. Ha compiuto studi linguistici e ha partecipato a numerosi corsi sulla linguistica e la didattica. Ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti e in Inghilterra per diversi anni. In quest'opera, ha curato personalmente la versione inglese per restituire la voce dei protagonisti nel loro contesto originale.

Ama la pittura e ama scrivere.

Della stessa autrice

Ha pubblicato con la casa editrice La Vita Felice: Non è colpa di Pandora. La zona dombra delle dipendenze (2014); Quando lavorare è bello. Lettere dal carcere (2017); Non vi azzardate a chiamarlo gioco lecito (2018).
Per i tipi di Book Time ha scritto Omaggio a Orlando Sora: Pittore del Novecento (2015); ha curato Essere di Fabio Tombari, illustrato con i dipinti di Orlando Sora (2019); Prima o poi mangerò i cacciatori di balene, illustrato dai disegni di Alberto Casiraghy (2021).

Cura il blog Scritti di Giovanna Rotondo.

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